REPUBBLICA CECA
Concreta collaborazione tra Chiesa cattolica e agenzia nazionale per l’impiego
Centinaia di persone disoccupate da lungo tempo potrebbero ottenere nuovi posti di lavoro nei prossimi mesi. Saranno offerti dalla Chiesa cattolica sulla base della “Dichiarazione sulla cooperazione all’occupazione” firmata pochi giorni fa dal cardinale Dominik Duka, presidente della Conferenza episcopale ceca, e da Marie Bílková, direttore generale dell’Agenzia del lavoro della Repubblica Ceca. In questo modo, la Conferenza episcopale sarà la prima istituzione che abbia deciso di cooperare nel sostegno a una politica attiva dell’occupazione a livello nazionale.
Assistenza alle persone svantaggiate. “La Dichiarazione sulla cooperazione rappresenta un esempio concreto di un modello cooperativo di relazione tra Chiesa e Stato”, sostiene il card. Dominik Duka, aggiungendo che con la sottoscrizione di questo documento la Conferenza episcopale “dimostra il suo impegno nel sostenere la creazione di nuove opportunità di lavoro”, con una particolare attenzione ai giovani e agli anziani a cui mancano pochi anni al pensionamento. Il progetto costituisce un’estensione della collaborazione già esistente tra l’Agenzia del lavoro e diverse istituzioni di beneficenza, e rappresenta uno sforzo concreto per rafforzare e sistematizzare la tradizione di lunga data dell’impegno della Chiesa in materia di occupazione e direzione manageriale, bruscamente interrotto nei decenni del regime comunista.
Responsabilità sociale. “Tramite la creazione di nuovi posti nel quadro di una politica attiva del lavoro è possibile garantire la realizzazione di una responsabilità sociale nei confronti dei candidati che incontrano persistenti difficoltà a ottenere un impiego. Questo gruppo è composto non solo dai giovani e dalle persone di età superiore a 50 anni, ma anche dalle candidate che hanno appena terminato il congedo di maternità, dagli invalidi, vale a dire, da tutte le persone caratterizzate da una somma di svantaggi rispetto all’occupazione. Attraverso questi passaggi, dovrebbe essere possibile aiutarli a trovare un impiego adeguato vicino alla loro residenza”, spiega Marie Bílková, che dirige l’Agenzia del lavoro, esprimendo la sua soddisfazione per la reazione positiva della Conferenza episcopale alla proposta di partenariato in questo settore. Tra le altre istituzioni e organizzazioni a cui si indirizza la proposta dell’Agenzia, sono presenti aziende dell’industria e società che operano nel settore ferroviario e del trasporto su strada. È stato chiesto loro un aiuto nella soluzione del problema della disoccupazione, ma pochi di loro hanno risposto. Il tasso di disoccupazione a febbraio 2014 nella Repubblica Ceca era pari all’8,6%, per un totale di 625.390 disoccupati e soltanto 38.301 posti di lavoro vacanti.
In prima linea. Attualmente, la Chiesa cattolica nella Repubblica Ceca impiega circa 5mila persone, ma poche decine hanno un lavoro finanziariamente sostenuto dallo Stato. Centinaia di nuovi dipendenti, in base all’accordo, dovrebbero trovare lavoro nell’amministrazione di diocesi, parrocchie, conventi e istituti di beneficenza, servizi di manutenzione o progetti nel settore della costruzione. L’Agenzia del lavoro è disposta a offrire non soltanto un sostegno finanziario, ma anche opportunità di formazione e altri servizi che potrebbero migliorare le probabilità per i disoccupati da lunga data di trovare un lavoro. “Parliamo soprattutto di un complesso sistema di consulenza, di corsi di riqualificazione e della selezione preventiva dei candidati idonei”, specifica Bílková. Un ampio spazio per la cooperazione è stato individuato nel settore dei servizi pubblici, in cui il sostegno concreto da parte dell’Agenzia del lavoro può durare fino a un anno. Queste posizioni temporanee includono, per esempio, l’assistenza in seguito a catastrofi naturali, la ricostruzione di beni immobili, la manutenzione di edifici e locali. Questa forma di sostegno è finalizzata alla creazione di “impieghi socialmente utili”. Questo strumento può essere attivato per le persone che risultano disoccupate da più di cinque mesi.
Aspetti pratici della cooperazione. Gli uffici locali dell’Agenzia del lavoro dovranno contattare le istituzioni e le organizzazioni della Chiesa nella loro regione per la ricerca di opportunità di impiego. Le istituzioni gestite dalla Chiesa (parrocchie, diocesi, ordini religiosi, scuole, istituti di beneficenza) dovranno comporre una mappa delle loro esigenze in materia di occupazione e delle possibilità di sostegno, informare l’Agenzia e negoziare le condizioni concrete per le singole persone. Tutte le parti coinvolte si augurano che le possibilità di una cooperazione efficace crescano con l’esperienza, e di riuscire a rendere il mercato del lavoro un luogo vivo con la combinazione dell’utilità pratica e di una recuperata autostima dei candidati all’occupazione che sono attualmente svantaggiati.