L’Ue in breve

Europarlamento: Unione bancaria più vicina
Tre nuove normative comunitarie vanno a rafforzare la stabilità del sistema creditizio europeo e a garantire che le banche si assumano i rischi di un fallimento piuttosto che farne ricadere i costi sui risparmiatori e i contribuenti. Il Parlamento europeo ha dato il via libera il 15 aprile a due testi relativi alla ristrutturazione e liquidazione delle banche in difficoltà; una terza norma impone – come spiega una nota dell’Assemblea – “che siano le banche, e non i contribuenti, a garantire il rimborso dei depositi correnti fino a 100mila euro nel caso di fallimento” di un istituto di credito. Si tratta di misure che completano il sistema di vigilanza bancaria unica, già in vigore, e rendono più vicino il completamento dell’Unione bancaria. Dopo il voto, il presidente del Parlamento di Strasburgo, Martin Schulz, ha affermato: “Anche se la proposta iniziale del Parlamento europeo era più ambiziosa, lo spirito di questo regolamento è stato salvaguardato e ha portato a una vittoria importante per i cittadini europei. D’ora in poi non saranno i contribuenti a pagare il conto per le perdite delle banche”. Inoltre, si è fatto “un passo decisivo per spezzare il legame tra debito bancario e debito sovrano”. Evangelos Venizelos, ministro degli esteri greco e presidente di turno del Consiglio dei ministri Ue, dal canto suo ha dichiarato: “Così ci avviciniamo all’Unione bancaria. Il voto degli eurodeputati” diventa inoltre “un messaggio chiaro a chi ha avuto dubbi sulla capacità dell’Europa di superare la crisi”. “L’Unione bancaria è un’opera di dimensioni colossali, essenziale per uscire dalla recessione ed è una risposta fondata proprio sull’euro”.

La geografia delle tecnologie dell’informazione
Monaco di Baviera, Londra (Inner London), Parigi: sono i tre “nodi nevralgici” in cima alla classifica europea per lo sviluppo delle Tecnologie dell’informazione e della comunicazione (Tic). Lo segnala il nuovo “Atlante dei poli europei di eccellenza nelle Tic”, presentato il 14 aprile dalla Commissione Ue, che ha eseguito un censimento fra tutte le 1.303 regioni dei Paesi membri. Lo studio ha analizzato tre fattori – attività imprenditoriale, ricerca e sviluppo, innovazione – in base a fatturato, numero di dipendenti, internazionalizzazione, risultati della ricerca e innovazioni introdotte. “L’atlante – segnala la Commissione – mostra in quali zone prosperano le tecnologie digitali e analizza i fattori che contribuiscono al loro successo”. Si apprende, ad esempio, che in Europa “la maggior parte dell’attività nelle Tic si concentra in 34 regioni sparse in 12 Paesi”. Tra gli “ingredienti determinanti” del successo in questo campo rientrano l’accesso a università e centri di ricerca di punta e la possibilità di reperire finanziamenti quali capitali di rischio. Oltre ai tre citati poli che guidano la classifica, nell’atlante vengono segnalate importanti realtà a Karlsruhe (Germania), Cambridge (Regno Unito), Stoccolma (Svezia), Darmstadt (Germania). In quanto a brevetti nelle Tic la Germania figura al primo posto; per i laureati in informatica il podio più alto spetta invece al Regno Unito; una più intensa e recente crescita occupazionale nel settore si registra nelle regioni di Lisbona (Portogallo) e Rzeszowski (Polonia).

Commissione, la Carta dei diritti diventa realtà
Libera circolazione dei cittadini negli Stati Ue, diritti dei consumatori, cooperazione giudiziaria, cittadinanza, diritti sociali, lotta contro la discriminazione (in particolare parità uomo-donna), protezione dei dati: sono tra i diritti fondamentali sanciti dalla Carta dell’Unione europea, entrata in vigore nel 2009, che sono maggiormente reclamati dai cittadini europei. È uno degli elementi che emergono dalla quarta relazione sull’applicazione della stessa “Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea”, pubblicata il 14 aprile dalla Commissione, secondo la quale “questo documento sta assumendo maggiore importanza e rilievo: sempre più spesso la Corte di giustizia dell’Ue applica la Carta nella proprie decisioni e i giudici nazionali sono sempre più consapevoli del suo impatto e chiedono orientamenti alla Corte” di Lussemburgo. Dal 2010 la Commissione ha introdotto una check-list dei diritti fondamentali e vaglia le proposte legislative comunitarie “per garantire che siano a prova di diritti fondamentali”. Nel corso del 2013 sono stati assunti provvedimenti per rafforzare tali diritti, fra cui quelli volti a fornire le garanzie per i cittadini nei procedimenti penali (presunzione d’innocenza per i sospettati; diritto di essere presenti al processo; garanzie ai minori; ammissione al patrocinio provvisorio a spese dello Stato); integrazione dei rom; tutela dell’indipendenza della magistratura.