CHIESE IN BREVE
Spagna/1: insegnamento della religione a scuola
“Iscriviti alle lezioni di religione”. È partita la nuova campagna della Commissione episcopale per l’educazione e la catechesi della Conferenza episcopale spagnola (Cee), per invitare genitori e alunni a iscriversi all’ora di religione. La campagna ha come tema “Gesù Cristo, sorgente e fondamento delle virtù e dei valori”. I vescovi della Commissione per l’educazione e la catechesi hanno fatto conoscere il numero di studenti che hanno optato per l’insegnamento della religione cattolica nelle scuole secondarie. I dati sui frequentanti si basano su quelli inviati dalle diocesi alla stessa Commissione, raccolti, a loro volta, da quelli segnalati dalle scuole. In totale hanno fornito dati 61 diocesi sulle 69 esistenti in Spagna. Secondo le informazioni pervenute, su un totale di 5.385.601 studenti, 3.501.555 alunni ricevono l’insegnamento della religione cattolica, quindi il 65%. Facendo riferimento allo scorso anno, sono scesi dell’1,7%. Questa diminuzione del numero di studenti che scelgono l’insegnamento della religione cattolica si deve, tra l’altro, alle difficoltà e agli ostacoli di tipo sociale, legislativo e amministrativo, che si pongono per questo insegnamento. Guardando al futuro, osservano i vescovi, “dobbiamo dire che la legge organica per il miglioramento della qualità educativa (Lomce) migliora la situazione dell’insegnamento di religione a scuola nelle tappe della scuola elementare e secondaria”. Tuttavia, “la parte della legge che concerne i licei non garantisce l’offerta obbligatoria da parte dei centri né, di conseguenza, la scelta da parte dei genitori e degli studenti che desiderano frequentare la lezione di religione; di fatto, il risultato sarà ancora peggiore della situazione precedente alla legge organica per il miglioramento della qualità educativa”. L’insegnamento della religione cattolica è garantito solo se viene equiparato con il resto delle aree fondamentali e se la normativa non crea alcuna discriminazione nell’attività scolastica. La Commissione ricorda infine a genitori e alunni che l’insegnamento della religione cattolica favorisce lo sviluppo della responsabilità personale come altre virtù civiche per il bene comune.
Spagna/2: la Chiesa vicina alla “gente di mare”
“Non è passato nemmeno un mese e una doppia tragedia del mare ha colpito di nuovo i nostri cuori. Tre marinai sono morti e altri sono dispersi a causa di una collisione tra due barche a Ría de Vigo, con il conseguente affondamento del peschereccio ‘Mar de Marín’, e per l’incendio del peschereccio ‘L’Escandall’ che si è verificato a Barcellona”. Lo scrive in un messaggio monsignor Luis Quinteiro Fiuza, vescovo di Tui-Vigo e vescovo promotore dell’Apostolato del mare in Spagna. “Affidiamo al buon Padre Dio e alla sua grande misericordia la vita di questi figli che hanno pagato con la loro vita la difficile attività nella nobile professione della gente del mare, mentre ringraziamo Dio per coloro che si sono salvati”, prosegue il presule, per il quale “una nuova sofferenza in questi tempi di crisi è venuta a offuscare la nostra vita. E il nostro sguardo si fissa di nuovo sul Crocifisso, come in molti altri momenti difficili della vita. Chiediamo al Signore che conceda la salvezza eterna a coloro che sono morti e la piena guarigione dei feriti. Preghiamo anche che il conforto e la forza che ebbe il Crocifisso sostenga tutte le famiglie dei defunti per riprendersi dal loro dolore immenso, che ora anche noi facciamo nostro”. Poi il vescovo invita alla solidarietà verso le famiglie coinvolte in questa tragedia: “Chiediamo la generosità di tutti gli enti sociali interessati. La vulnerabilità della gente di mare dovrebbe rendere più attenta la sollecitudine della Chiesa e della società, nel loro insieme, per salvaguardare i loro diritti”.
Portogallo: a Fatima museo dedicato ai pastorelli
Lo scorso 4 aprile la Fondazione Francisco e Jacinta Marto ha inaugurato a Fatima un nuovo nucleo museale, denominato “Casa das Candeias”, mediante il quale intende ricordare in modo più approfondito la vita e la spiritualità dei due beati pastorelli. Attraverso l’esposizione di parecchi effetti personali e di evocatrici rappresentazioni artistiche, infatti, il visitatore vi potrà trovare “una lettura del loro percorso biografico, della sintesi del messaggio di Fatima riflessa nella loro breve vita, e del dono che entrambi rappresentano per la Chiesa universale”, si legge nel testo di presentazione delle apparizioni mariane: “La simbologia iconografica dello spazio invita il pellegrino a percorrere, insieme ai pastorelli, un itinerario interiore che diventa, come dimostra la beatificazione di Francisco e Jacinta, un cammino di santità”. Secondo quanto riferito dalla testimonianza dei tre fanciulli, conosciuti come Pastorelli di Fatima (suor Lúcia e i beati Francisco e Jacinta), pienamente riconosciuta dalla Chiesa cattolica, si verificarono sei apparizioni della Vergine Maria nella Cova da Iria e nei suoi pressi, una ogni mese, tra il maggio e l’ottobre 1917. Jacinta e Francisco morirono, rispettivamente, a 9 e a 10 anni, e furono beatificati da Papa Giovanni Paolo II nell’anno 2000, mentre per la terza veggente, Lúcia de Jesus dos Santos (1907-2005), è in corso il processo di beatificazione, avviato nel 2008 dal cardinale José Saraiva Martins.