CHIESE IN BREVE

Inghilterra, Spagna, Europa centrale, Slovacchia

Inghilterra: in quaresima solidarietà ed ecumenismo
“Listen to God: Hear the Poor”. Questo lo slogan scelto dal cardinale Vincent Nichols e dall’arcivescovo di Canterbury Justin Welby per accompagnare con la preghiera le visite che i leader delle due Chiese cattolica e anglicana faranno in questo periodo di Quaresima a due progetti di azione sociale presenti sul territorio. È la via inglese dell’ecumenismo che ha deciso di intraprendere la strada verso le periferie per sostenere quanti lavorano a fianco dei poveri, vittime di una recessione economica che sta colpendo il Paese. Domenica 6 aprile, il cardinale cattolico e l’arcivescovo anglicano visiteranno la “Giuseppe Conlon House” che offre ospitalità ad immigrati. Domenica 13 aprile sarà la volta del Centro “Rainbow” nel Kent, una charity cristiana che lavora a fianco delle famiglie in questo tempo di crisi e in particolare dei bambini. Le due Chiese hanno inoltre diffuso via web un opuscolo invitando i fedeli delle loro rispettive Chiese a unirsi nella preghiera comune.

Spagna: accordo fra atenei gesuiti Andalusia-Tokio
Le Università gesuite di Andalusia e Tokio hanno gettato le basi per un accordo che ha come obiettivo collaborare e lavorare insieme. L’incontro si è svolto nel Campus Palmas Altas di Siviglia. L’Università Sofia di Tokio è una delle più prestigiose del Giappone: fondata nel 1913 come una scuola speciale dalla Compagnia di Gesù, da allora è diventata una delle tre migliori università private del Giappone, conosciuta soprattutto per l’alto livello nella formazione internazionale. L’accordo di collaborazione tra le due istituzioni universitarie comporterà maggiori opportunità di sviluppo professionale agli studenti, che saranno ulteriormente avvantaggiati nella formazione internazionale. Le relazioni tra Spagna e Giappone sono di attualità, in considerazione della celebrazione durante il 2013 e il 2014 del cosiddetto Anno duale, che celebra il 400° anniversario del primo contatto diplomatico tra i due Paesi.

In Europa centrale i cammini di San Giacomo
Alla fine di marzo, le città di Brno in Moravia e Stockerau in Austria e il villaggio slovacco di Zohor hanno assistito a una presentazione dei “Cammini di San Giacomo 2014” in Europa centrale. I partecipanti provenienti dai tre Paesi si sono incontrati per una conferenza a Brno al fine di discutere i dettagli di tre itinerari principali: Kosice-Levoca, Brno-Mikulov e Stockerau-Weinviertel; hanno programmato le attività e una cooperazione internazionale sullo sviluppo futuro del progetto e sul collegamento dei percorsi con altre regioni e Paesi, tra cui la Polonia. I partecipanti hanno avuto l’opportunità di percorrere in prima persona una parte di uno degli itinerari al confine tra Austria e Repubblica Ceca, insieme a un’introduzione alla dimensione spirituale e storica del progetto. Un pannello del Cammino di San Giacomo è stato installato all’ingresso della chiesa di San Giacomo a Brno dal decano Václav Slouk, il quale ha espresso un giudizio positivo sulla cooperazione reciproca fra Austria, Moravia e Slovacchia e ha invitato a costruire i cammini di San Giacomo nell’Europa centrale. Questi cammini, ha osservato, “attirano l’attenzione, i cuori e i piedi di giovani e anziani, celibi e sposati, laici e membri del clero”, che possono portare un contributo allo sviluppo sia delle loro “conoscenze storiche che della loro vita spirituale”.

Slovacchia: tutela giuridica del matrimonio
L’Alleanza per la famiglia (Af) si rallegra per il voto favorevole da parte dei membri del Consiglio nazionale della Slovacchia alla definizione costituzionale del matrimonio come un legame tra un uomo e una donna. “Seguiamo con attenzione le attività del parlamento e vogliamo esprimere la nostra gratitudine nei confronti dei parlamentari, che hanno dato prova di un approccio responsabile verso valori come la famiglia e il matrimonio, e hanno fornito il proprio sostegno all’emendamento alla Costituzione della Repubblica Slovacca”, afferma Anna Veresovà, portavoce di Af, invitando i politici ad adottare altre misure a favore della tutela del matrimonio. Anche se potrebbe “sembrare una cosa naturale” che non necessita di alcuna particolare attenzione, “l’esempio di alcuni Paesi dell’Europa occidentale dimostra il contrario”, afferma il leader di Af Anton Chromík, aggiungendo che l’esperienza dimostra la necessità di concentrarsi su due punti principali: “il rispetto degli interessi del minore nel processo di adozione, che significa che gli venga consentito di crescere in una famiglia con una madre e un padre, e garantire l’esclusività e l’unicità del matrimonio in mezzo alle varie forme di convivenza, per evitare istituzioni parallele”. L’emendamento costituzionale è stato approvato in seconda lettura la settimana scorsa.