“Uno di noi”: fissata audizione all’Europarlamento
È fissata per il 10 aprile presso il Parlamento europeo a Bruxelles l’audizione del comitato promotore dell’Iniziativa dei cittadini denominata “Uno di noi”. L’iniziativa, promossa da cittadini e associazioni pro-life, aveva raccolto lo scorso anno oltre un milione e 900mila firme. Di queste, 1 milione e 721mila sono state validate dalle autorità nazionali e quindi trasmesse alla Commissione europea. Essendo stato superato il quorum richiesto di un milione di firme, provenienti da 18 Stati Ue, ora l’iter prevede dapprima questa audizione pubblica per spiegare nel dettaglio la proposta, che chiede all’Unione europea di porre fine “al finanziamento di attività che presuppongono la distruzione di embrioni umani, in particolare nei settori della ricerca, dello sviluppo e della salute pubblica”. Quindi sarà la Commissione a dover rispondere ai promotori se intende procedere con una proposta legislativa (che poi passerebbe per competenza al vaglio del Consiglio e del Parlamento europei) oppure se non intende farlo, motivando la scelta.
Il ruolo degli enti locali per l’inclusione dei rom
Garantire politiche locali inclusive per tutti i rom; agevolare i finanziamenti Ue a favore degli enti locali e regionali per sostenere l’integrazione; rendere l’integrazione “una realtà a livello locale nei Paesi dell’allargamento. Attorno a questi tre temi principali si svilupperà il terzo vertice europeo per valutare i progressi compiuti nell’integrazione delle popolazioni zingare in programma a Bruxelles il 4 aprile. È prevista la partecipazione di politici, esperti, operatori sociali e culturali, rappresentanti delle comunità rom. Fra gli altri, interverranno il presidente della Commissione José Manuel Barroso, il presidente della Romania Traian Basescu, la vice primo ministro della Bulgaria Zinaida Zlatanova. Porterà la sua testimonianza Zoni Weisz, rom sopravvissuto all’Olocausto. Nel presentare il vertice, László Andor, commissario per gli affari sociali e l’inclusione, ha affermato: “Gli Stati membri devono intervenire per migliorare la vita quotidiana delle comunità rom per quanto riguarda l’istruzione, l’occupazione, la sanità e l’alloggio”. La Commissione “continuerà a seguire da vicino l’operato degli Stati Ue, collaborando per fare in modo che i fondi comunitari disponibili nei prossimi sette anni siano utilizzati al meglio per raggiungere l’obiettivo. Questo vertice è una buona opportunità per discutere con coloro che sono direttamente coinvolti negli sforzi intesi a migliorare la vita delle comunità rom”.
Commissione: ripresa modesta, ma senza lavoro
La modesta ripresa economica, che si registra in vari Paesi Ue, non è ancora in grado di creare lavoro, di accrescere i redditi delle famiglie e di allontanare gli europei dal rischio-povertà. È quanto conferma la “Rassegna trimestrale sulla situazione occupazionale e sociale” pubblicata il 31 marzo dalla Commissione Ue. Secondo questo studio “l’occupazione ha mostrato i primi segni di stabilizzazione nel 2013, con una crescita dello 0,1% nella seconda metà dell’anno”: qualche segnale positivo lo si registra soprattutto nel settore dei servizi, mentre industria e costruzioni non registrano passi in avanti. “I dati del terzo e del quarto trimestre 2013 – specifica la Commissione – mostrano che in un numero crescente di Stati membri la crescita dell’economia non è accompagnata dalla creazione di nuovi posti di lavoro”. Il commissario László Andor ha commentato: “L’economia dell’Ue è tornata a crescere a un ritmo moderato, ma la situazione di molte famiglie e individui non è ancora migliorata e vi è un numero sempre crescente di persone che vive in una situazione di disagio economico. Le disuguaglianze sono aumentate e vi è il rischio che la fragile ripresa in corso non sia destinata a migliorare la situazione di molti dei gruppi a più basso reddito”. Secondo Andor, l’Unione europea “non è ancora riuscita a garantire una ripresa inclusiva che migliori la situazione” del lavoro: dunque Stati membri e Ue “dovrebbero intensificare gli sforzi per garantire che nessuno venga lasciato indietro mentre tentiamo di uscire dalla crisi”. In particolare “dobbiamo impegnarci a investire sulle persone”. Fra le tendenze registrate nella “Rassegna” viene definito “preoccupante” il “continuo aumento del disagio economico a partire dal 2010, con una parte sempre maggiore della popolazione che riferisce di dover attingere ai propri risparmi e, più di recente, addirittura indebitarsi per far fronte ai costi della vita quotidiana”.