CHIESE IN BREVE

Germania, Repubblica Ceca

Germania: Chiesa e “svolta missionaria”
L’elezione dell’arcivescovo di Monaco-Frisinga, cardinale Reinhard Marx, a nuovo presidente della Conferenza episcopale tedesca (Dbk), è stato l’evento e il risultato forse più atteso della recente assemblea plenaria primaverile dei vescovi. Svoltasi a Münster dal 10 al 13 marzo, l’assemblea è stata caratterizzata da un confronto serrato su molti temi che hanno visto i 62 vescovi aventi diritto di voto arrivare al termine dei lavori con una serie di decisioni, oltre l’elezione del nuovo presidente, che segneranno al vita della Chiesa nel prossimo quinquiennio. Innanzitutto i vescovi tedeschi rinnovano la loro aderenza alla strada che viene indicata dal Santo Padre e, come detto dal presidente uscente della Dbk, l’arcivescovo Robert Zollitsch, “è soprattutto Papa Francesco, che nella lettera apostolica Evangelii Gaudium ci suggerisce il modo nel quale possiamo perseguire come una sfida fondamentale” il suo “sogno missionario, mettendoci il cuore”. Questa attenzione alla svolta missionaria ritorna in tutti i punti trattati dall’assemblea. È stato ribadito il ruolo del processo di dialogo interno alla Chiesa tedesca come momento fondante per lo sviluppo di tutte le azioni. Sul fronte del problema degli abusi sessuali: già dal 2010 i vescovi tedeschi hanno sviluppato una vasta gamma di misure per affrontare lo scandalo dei casi di abuso di minori da parte di rappresentanti della Chiesa cattolica. Il 24 marzo il vescovo di Treviri, mons. Stephan Ackermann, membro del gruppo di studio della Dbk sugli abusi sessuali, presenterà uno studio multidisciplinare sul problema, sviluppato in collaborazione con l’istituto di ricerca criminologica della Bassa Sassonia. Sui temi familiari, la discussione sulla pastorale per i divorziati e i divorziati risposati ha prodotto una linea comune in vista del Sinodo del prossimo ottobre. In particolare i vescovi hanno deciso di portare, in occasione del Sinodo, il documento stilato della Commissione permanente della Dbk a gennaio con le indicazioni pastorali atte a giungere a un cammino di riconciliazione. Sui temi sociali e internazionali i vescovi tedeschi hanno affermato la loro intenzione di confermare la svolta ecumenica nata dal documento sociale ecumenico “Responsabilità condivisa per una società giusta”, pubblicato il 28 febbraio scorso, come base per gli impegni futuri. In questo senso vanno viste da un lato le celebrazioni per i 25 anni dalla caduta del Muro di Berlino, dall’altra l’attenzione costante all’evolversi delle crisi internazionali che mettono in gioco la capacità solidale e di accoglienza della Chiesa tedesca. In particolare in questo periodo l’attenzione si concentra sulla crisi dell’Ucraina, sulla grave situazione dei cristiani nel Vicino e Medio Oriente e sul confronto con le realtà di attacco alla libertà religiosa in molti Paesi del mondo.

Repubblica Ceca: giovani, quaresima vocazionale
La relazione tra la ricerca di una risposta alla vocazione di Dio per la propria vita e la quaresima è il tema della lettera di marzo di mons. Jan Vokál, vescovo di Hradec Králové, ai giovani della sua diocesi in occasione dell’Anno delle vocazioni. Egli scrive, a questo proposito, dell’insicurezza e dell’incapacità di trovare risposte chiare che spesso appaiono nella vita dei giovani e indica l’esempio di Cristo “che ha rinunciato non solo a un pezzo di pane, ma anche alla tentazione di dominare su tutti i regni di questo mondo, per tornare dal deserto ricolmo della potenza dello Spirito Santo, pronto a compiere la sua missione”. Mons. Vokál afferma che “nessuna vocazione cristiana può essere realizzata senza auto-rinuncia, soprattutto in questo periodo quaresimale”, sottolineando le virtù della fedeltà e dell’equilibrio, del rispetto per la vita, e per quanto riguarda la vocazione spirituale, anche dell’obbedienza, del celibato o della verginità. “Il mondo moderno è provocato da queste virtù, spesso mal interpretando che non si tratta di rinunciare a qualcosa in assoluto, ma di rinunciarvi per una ragione più alta, per il Regno eterno di Dio”, conclude il prelato, augurando ai giovani che questo periodo quaresimale li rafforzi nel loro cammino di ricerca e discernimento.

Francia: i leader religiosi sulle elezioni municipali
“Scegliere la responsabilità e non la rinuncia”, “ricercare la fiducia e non la divisione”, “costruire il futuro e non temerlo”. Sono le tre indicazioni dei responsabili dei culti presenti in Francia, riuniti nell’organismo Crcf, in un messaggio scritto in occasione delle elezioni municipali che si terranno domenica 23 e 30 marzo. I leader religiosi – tra cui spiccano il presidente della Conferenza episcopale francese, monsignor Georges Pontier, il pastore Francois Clavairoly della Federazione protestante e il metropolita Emmanuel per le Chiese ortodosse – chiedono ai cittadini francesi di tenere conto nel loro voto delle “questioni” che sono particolarmente importanti in Francia: esclusione, disoccupazione, povertà ma anche sviluppo economico, educazione, salute, vita sociale, giustizia. Davanti a simili questioni e sfide, “scegliere la responsabilità significa dare prova di discernimento di fronte alle proposte che vengono fatte, prendendo sul serio i valori essenziali della giustizia, della compassione, il rispetto della dignità dell’altro e l’attenzione al più vulnerabile. In una parola: la fraternità”. Contro “la tentazione di denigrazione e derisione sistematica, contro lo spirito di sospetto per quanto riguarda la politica, contro i discorsi che a volte incitano all’odio e dividono i cittadini”, i leader religiosi chiedono di “ricercare la fiducia” e “dare prova di saggezza”.