EDITORIALE/1

“Fermate la Russia” “prima che sia tardi”

Il futuro della Crimea fra Kiev e Mosca… Un appello del vescovo di Odessa-Simferopoli

Un appello disperato perché i governi di tutto il mondo fermino la Russia di Putin “prima che sia troppo tardi”. Arriva direttamente a Sir Europa un messaggio dal vescovo di Odessa-Simferopoli, monsignor Bronislav Biernacki, che si fa testimone del momento estremamente delicato che stanno vivendo la Crimea e l’Ucraina a pochi giorni dal referendum che domenica 16 marzo chiamerà la popolazione a dichiararsi sulla secessione della Crimea dall’Ucraina.

È insolito per la Chiesa cattolica parlare della situazione politica di un Paese, ma essendo cittadino ucraino e vescovo della diocesi che comprende la Crimea, non posso rimanere in silenzio in merito all’invasione russa del nostro Paese. La Crimea era un luogo dove persone di molte nazioni diverse erano abituate a vivere in pace e in armonia. Ora è diventata luogo di odio nazionale e conflitti.
Il 2014 era iniziato all’insegna di una grande speranza. La speranza che la situazione in Ucraina potesse essere cambiata. Ovviamente la nostra ragione di speranza e di gioia è diventata motivo di rabbia per il signor Putin. Il popolo ucraino ha mostrato chiaramente a tutto il mondo la sua determinazione a costruire una società nuova, più giusta. Ma la Russia di Putin, per motivi diversi, non poteva permettere che ciò accadesse. Così, appena sono finiti i Giochi olimpici di Sochi, la nuova era della nostra storia è iniziata. Parte dell’Ucraina è stata invasa dall’esercito russo senza motivo che ciò accadesse. Nello stesso tempo, molti cittadini russi hanno attraversato il confine russo-ucraino e cercano di destabilizzare la situazione sia in Crimea sia in altre parti dell’Ucraina. Sempre più forte sentiamo dire che la Crimea sarà tagliata fuori dall’Ucraina per congiungersi alla Federazione russa. Siamo a pochi giorni da un “referendum” e già si prevede che l’80% degli elettori sosterrà questa eventualità. La secessione della Crimea è solo un inizio. Le prossime saranno le province orientali e meridionali dell’Ucraina e forse anche l’intero Paese.
Tutto ciò fa parte della stessa politica di Putin che già conosciamo, messa in atto nel 1992 con la guerra in Transnistria (Pridniestrovie), e nel 2008 con la guerra contro la Georgia. E ancora funziona questa strategia! L’esercito russo ha invaso la Crimea e l’Unione europea e gli Stati Uniti si sono dichiarati “profondamente preoccupati” e hanno “messo in allerta” Putin. Il mondo parla, critica la Russia e ha fatto esattamente quello che Putin si aspettava, e cioè niente. Questa mancanza di reazione somiglia pericolosamente alla storia del 1933-1939, quando un’analoga mancanza di reazione ha portato alla seconda guerra mondiale.
Guardando allo sviluppo della situazione, non vedo alcuna speranza di fermare la Russia di Putin e, insieme a tanti miei connazionali, ora vedo chiaramente che, mentre le potenze internazionali non stanno aiutando l’Ucraina, la nostra unica speranza è in Dio. Ancora una volta chiedo a tutte le persone della mia diocesi di pregare. Vorrei anche chiedere a tutte le persone di buona volontà di tutto il mondo di pregare per noi. Preghiamo insieme che la guerra che sta scoppiando possa essere fermata dalla misericordia di Dio. Uniamoci tutti in preghiera e chiediamo al Signore di essere la nostra pace.
Come vescovo della diocesi di Odessa-Simferopoli chiedo ai governi dei Paesi in tutto il mondo di fare ciò che è necessario per fermare la Russia di Putin prima che sia troppo tardi per tutto il mondo.