FRANCIA
Da una prima sintesi dei questionari per il Sinodo emergono diversi interrogativi
Si allarga la distanza tra l’insegnamento della Chiesa sulla famiglia e la vita reale delle coppie che si definiscono cattoliche. È quanto in linea di massima emerge dalle oltre duemila pagine che sono state inviate alla Conferenza episcopale francese da 83 diocesi, movimenti e gruppi e contributi personali in risposta alla consultazione mondiale avviata dal Vaticano in vista del Sinodo dei vescovi sulla famiglia che si terrà quest’anno a ottobre. In Francia, il Consiglio permanente dei vescovi ha deciso, dopo una discussione, di non rendere pubblica la sintesi delle risposte che sarà inviata a Roma. Ma il sito della Conferenza episcopale francese ha messo on line una sintesi di 4 pagine curata da monsignor Pierre-Marie Carré, arcivescovo di Montpellier e vice-presidente della Conferenza episcopale. Una prima osservazione del vescovo è dedicata al numero dei questionari compilati. “Una tale quantità di risposte – osserva – manifesta bene l’importanza del ruolo e della missione della famiglia. Sono state espresse molte aspirazioni e attese ma anche molte sofferenze. Tutto è stato accolto”.
Il divario esistente. Se da una parte la famiglia gode di una grande e larga considerazione, dai questionari emerge anche “il divario che esiste tra l’insegnamento della Chiesa e le scelte delle coppie che si riconoscono cattoliche”. Questo divario appare in modo particolare a proposito della contraccezione e nella richiesta che “i divorziati-risposati pongono alla Chiesa in merito ai sacramenti dell’Eucarestia e della riconciliazione”. Riguardo all’insegnamento della Chiesa – “spesso poco conosciuto o ignorato” – nei questionari molti fanno osservare che “Gesù usa parole molto più severe sui soldi e sul loro utilizzo piuttosto che sulla sessualità e chiedono perché oggi invece si fa il contrario”. La Francia è terra della battaglia contro il “mariage pour tous” ed è ora alle prese con una revisione della legge sull’aborto: mons. Carré fa notare come “la legislazione civile ha moltiplicato le leggi che si iscrivono chiaramente in contrasto con le posizioni della Chiesa cattolica” e – aggiunge – “tutto questo alla fine influisce sulla mentalità e le famiglie cattoliche stesse ne sono in qualche modo coinvolte”. Succede allora che “gli insegnamenti della Chiesa appaiono contro-corrente rispetto alle pratiche abituali in tutti i campi”. D’altronde – ammette lo stesso vescovo – “non è facile essere così contro-corrente, soprattutto per gli adolescenti e i giovani”. Vengono quindi espressi degli auspici che possono diventare vie da percorrere per il futuro. Tra questi emerge la sfida di non “far apparire l’insegnamento della Chiesa in maniera moralizzatrice, ma condurre piuttosto a un vero rispetto per la persona”.
Divorzi, esperienza dolorosa. Dopo aver detto che in molti si attendono una maggiore cura nella preparazione delle coppie al matrimonio, il vescovo afferma: “Il numero dei divorzi aumenta continuamente in Francia. Le cause sono molteplici e i fattori personali importanti. Fare esperienza di una separazione è una realtà dolorosa, per i coniugi come per i loro figli. Spesso, si stabilisce una nuova unione, che la Chiesa non riconosce in base alla indissolubilità del matrimonio e ciò conduce alla impossibilità di ricevere i sacramenti”. “Molte persone – prosegue Cassé – chiedono che la pratica della Chiesa possa ispirarsi per esempio a quella della Chiesa ortodossa che prevede dopo un tempo di penitenza, e dopo aver attestato che la nuova unione è chiaramente acquisita, una celebrazione che la riconosca senza però rimettere in discussione l’indissolubilità del matrimonio”.
Accoglienza senza pregiudizio. Rispetto alle unioni tra persone dello stesso sesso, “l’atteggiamento richiesto nei loro riguardi è quello dell’accoglienza senza pregiudizio né rifiuto da parte della Chiesa e dei suoi membri. Nello stesso tempo, la Chiesa non può rinunciare alle sue convinzioni concernenti il matrimonio cristiano”. Dalla Francia però emerge una proposta interessante: “Aiutare i genitori che hanno un figlio omosessuale, a vivere questa situazione con un atteggiamento giusto. I movimenti di omosessuali cattolici restano ancora troppo poco conosciuti”. Ultimo paragrafo è riservato all’apertura degli sposi alla vita: a questo proposito, “una grande maggioranza di risposte sottolinea come l’enciclica ‘Humanae Vitae’ ha portato molte coppie a una rottura con l’insegnamento della Chiesa e l’insistenza della Chiesa su questo punto appare incomprensibile”.