EDITORIALE

Il ruolo del Parlamento” “nel processo decisionale Ue

I poteri dell’Assemblea sono cresciuti. Ora serve una legittimazione democratica

In occasione delle prossime elezioni europee, i cittadini dell’Unione eserciteranno – per la prima volta nella storia – una vera influenza sulla forma futura dell’Ue. Risulta quindi utile esaminare più attentamente le competenze dell’unica istituzione comunitaria che viene eletta a suffragio diretto. Dalla sua creazione, nel 1952, il ruolo e l’importanza politica del Parlamento europeo non ha cessato di crescere. Oggi, il Parlamento non è più semplicemente uno degli organi consultivi presso la Commissione europea, ma possiede numerose prerogative importanti, in particolare alcune competenze nell’ambito del processo legislativo, alcuni poteri in materia di bilancio e un ruolo nella supervisione delle altre istituzioni europee. Il Trattato di Lisbona, che ha concentrato e accresciuto il suo ruolo politico, ha contribuito anche al rafforzamento della presenza dell’Europarlamento nella politica europea.
Alcuni commentatori che mettono in evidenza il debole tasso di partecipazione elettorale e la mancanza di sensibilizzazione dei cittadini rispetto al ruolo del Parlamento in seno all’Unione europea, affermano che esso manca di legittimità politica. Questi pareri, tuttavia, sono in conflitto con l’impatto del Trattato di Lisbona sul ruolo dello stesso Parlamento europeo.
Procedura legislativa – La “procedura legislativa ordinaria” che ha sostituito la vecchia “procedura di co-decisione” accorda al Parlamento europeo alcune importanti competenze legislative. Il Parlamento ha ora voce in capitolo in più di 80 aree politiche, particolarmente la giustizia, gli affari interni e l’agricoltura, per citarne soltanto alcune. Mentre alla Commissione resta il compito di sottoporre le proposte legislative, il Parlamento europeo ha il potere di modificare e, in definitiva, di accettare o rifiutare tali proposte. Questo rappresenta un cambiamento importante rispetto a ciò che accadeva prima dell’entrata in vigore del Trattato di Lisbona. Il Parlamento conserva anche il diritto di approvare l’adesione dei nuovi Stati membri dell’Ue.
Poteri in materia di bilancio – Uno dei cambiamenti sostanziali che ha portato il Trattato di Lisbona riguarda i poteri del Parlamento europeo in materia di bilancio. Il Trattato ha abolito la distinzione tra spese “obbligatorie” e “non obbligatorie” che precedentemente serviva a definire il ruolo dell’Euroassemblea in questa materia. Nel passato, il Parlamento aveva voce in capitolo solamente per ciò che riguardava le spese non obbligatorie. Le competenze nuove o revisionate che gli sono state attribuite significano che, senza il consenso del Parlamento, non è possibile approvare il bilancio dell’Unione europea. Il Parlamento si è già servito di questo potere quando è stato approvato il bilancio pluriennale per il periodo 2014-2020. Il Parlamento e la Commissione – Dal punto di vista dei cittadini dell’Unione, il punto più importante è forse l’influenza che acquista il Parlamento europeo sulla designazione del presidente della Commissione. Secondo le nuove regole, quando gli Stati membri scelgono il loro candidato per questa posizione, hanno l’obbligo di tenere conto dei risultati delle elezioni europee. Il candidato viene poi approvato o rifiutato dal Parlamento europeo. In pratica, ciò significa che i cittadini dell’Unione hanno voce in capitolo nella scelta dei futuri presidenti della Commissione europea ed eserciteranno per la prima volta questa influenza in occasione delle elezioni di maggio.
Le elezioni europee ed oltre – Il risultato delle elezioni europee, che si avvicinano a grandi passi, avrà un’altra conseguenza importante, oltre a stabilire la nuova composizione politica del Parlamento. Il tasso di partecipazione elettorale sarà rappresentativo della maggiore o minore approvazione da parte dei cittadini del nuovo ruolo del Parlamento. Le questioni relative alla legittimità politica dell’istituzione potranno potenzialmente trovare una risposta una volta per tutte, ma esiste ancora un rischio, ovvero che un debole tasso di partecipazione elettorale finisca per ravvivare nuovamente gli stessi dubbi.
Jerzy Buzek, ex presidente del Parlamento europeo, nella sua dichiarazione sull’attuazione del Trattato di Lisbona, ha osservato che questa istituzione è ora dotata di un “insieme di regole democratiche efficaci, capaci di portare delle risposte a circa 500 milioni di persone” negli Stati membri. Il carattere democratico del Parlamento europeo dipenderà proprio, in gran parte, dagli elettori e dalla loro partecipazione alle elezioni di maggio 2014.