CHIESE IN BREVE

Polonia, Repubblica Ceca

Polonia/1: Centro protezione minori a Cracovia
Per proteggere più efficacemente i minori da potenziali abusi sessuali, presso l’Accademia di Sant’Ignazio a Cracovia è stato istituito il Centro di protezione di bambini che si prefigge di aiutare a fronteggiare tale tipo di reato, riconoscere i primi segni di eventuali abusi, concentrandosi sui metodi di prevenzione e sul sostegno alle vittime. Nel giugno scorso, l’episcopato polacco aveva istituito l’ufficio del coordinatore per la protezione dei minori, affidandone la direzione a padre Adam Zak. “Con l’istituzione dell’ufficio di coordinatore per la prevenzione dei minori tutto l’episcopato polacco ha dato prova della risolutezza nell’affrontare la questione”, sottolinea il religioso. Conscio delle lacune di tipo metodologico che in Polonia impediscono la reale valutazione del problema, padre Zak è convinto che la rilevanza del fenomeno venga testimoniata “non tanto dal numero di quelli che hanno commesso il reato di pedofilia quanto piuttosto dal numero delle vittime”. “Proprio per questa ragione verso questi ultimi deve essere rivolta tutta l’attenzione della Chiesa”, sottolinea. In base alle proprie esperienze da sacerdote, Zak afferma che, con provvedimenti specifici, la pedofilia “non solo può essere contrastata ma anche arginata o addirittura eliminata del tutto”. È fra l’altro già in cantiere per il prossimo mese di giugno, sempre a Cracovia, una conferenza internazionale dedicata al problema degli abusi sui minori.

Polonia/2: Caritas di Koszalin aiuta mamme sole
La Caritas della diocesi polacca di Koszalin Kolobrzeg ogni anno aiuta una cinquantina di mamme con i loro figli, fuggite da casa a causa di maltrattamenti. Finora più di 700 mamme e altrettanti bambini hanno trovano riparo, aiuto e sostegno presso uno speciale Centro per le famiglie in crisi o nella Casa per le madri sole, aperte da qualche anno nella città di Koszalin, nel nord della Polonia. La permanenza in questi centri di accoglienza può protrarsi fino a un anno, ma, come dice il direttore della Caritas diocesana Adam Wakulicz, “molto spesso le ospiti diventano autonome prima dello scadere del tempo” durante il quale usufruiscono gratuitamente dell’assistenza legale, psicologica e sociale fornita da volontari. Per continuare il servizio la Caritas ha tuttavia bisogno di mezzi finanziari. Questi per metà provengono da donazioni e fondi pubblici ma per trovare quanto manca è stata lanciata una sottoscrizione volontaria che permette a ciascun donatore di impegnarsi a coprire le spese di una o più giornate di assistenza a una madre con bambino. È anche possibile acquistare dei “certificati” che attestino l’ammontare del finanziamento versato alla Caritas diocesana destinato a tali aiuti. Ogni mamma col bambino, dice padre Wakulicz “costa giornalmente circa 80 zloty” (una ventina di euro). Mediamente ogni mese la Caritas di Koszalin aiuta 15 madri con figli: da qui la ricerca di fondi.

Repubblica Ceca: valutazione della visita ad limina
Un’apertura verso la società e la condivisione dei valori della Chiesa sono i punti principali che il Santo Padre si aspetta dai fedeli cattolici della Repubblica Ceca, ha detto mons. Jan Graubner, arcivescovo di Olomouc, dopo il suo ritorno in patria dalla visita ad limina apostolorum dei vescovi cechi e moravi in Vaticano (11-17 febbraio). Graubner ha proseguito dichiarando che i vescovi apprezzano l’atteggiamento di Papa Francesco nei confronti dell’attuazione della legge sul concordato delle proprietà tra la Chiesa e lo Stato, attualmente in discussione nella Repubblica Ceca. Il Santo Padre ha sottolineato l’importanza di istituire un sistema economico che “garantisca le risorse finanziarie fondamentali e la libertà per la cura pastorale a ogni istituzione ecclesiale”. In margine al programma ufficiale, i presuli hanno dedicato molto tempo agli oltre 300 pellegrini cechi venuti a Roma per accompagnare i loro pastori e partecipare alle Messe celebrate ogni giorno nelle principali basiliche romane. Il 14 febbraio, i fedeli hanno partecipato a una celebrazione eucaristica nella Basilica di San Clemente, che ospita la tomba di San Cirillo, “apostolo delle nazioni slave”, per commemorare il 1145° anniversario della morte. I membri della Conferenza episcopale ceca hanno anche avuto un incontro con Pavel Vošalík, ambasciatore della Repubblica Ceca presso la Santa Sede, secondo il quale la visita ad limina dei vescovi cechi e moravi “ci ricorda i valori universali” sui quali è stata edificata la società contemporanea. “Questi sono i valori che ci fanno parte della grande comunità, non un’isola nel cuore dell’Europa”, ha detto Vošalík, sottolineando che la storia della Chiesa non può essere separata dalla storia della nazione. La visita dei vescovi a Roma si è conclusa con una preghiera per la nazione ceca presso il monumento di Jan Palach, che si è ucciso nel 1969 auto-immolandosi per protestare contro l’occupazione del suo Paese da parte dell’esercito del Patto di Varsavia.