CHIESE EUROPEE" "
Austria: “Riforma della Chiesa viene dal vangelo”Valutazioni positive dei colloqui con Papa Francesco durante la visita Ad Limina Apostolorum, sono giunte dai vescovi della Öbk – Conferenza episcopale austriaca, che sono stati in Vaticano durante la settimana scorsa. I temi affrontati hanno visto un riferimento centrale nella consegna dei 34mila questionari in previsione del Sinodo dei vescovi del prossimo autunno. Ma i molti temi analizzati dal cardinale arcivescovo di Vienna, Christoph Schönborn, presidente della Öbk, in una lunga intervista rilasciata all’agenzia di stampa cattolica Kathpress, evidenziano come il Papa abbia lasciato ai vescovi una vera “road map per la Chiesa austriaca: la riforma della Chiesa viene dal vangelo e dalle persone che la vivono e ne irradiano la gioia, e questo già si sente”. In questo senso il cardinale ha espresso la grande familiarità dei diversi incontri: “Il Papa è soddisfatto nell’ascoltarci condividendo con noi la preoccupazione e la gioia” per i diversi temi, dai problemi della famiglia alla diminuzione dei sacerdoti, ai problemi economici. Il vescovo di Innsbruck, mons. Manfred Scheuer, si è detto “soddisfatto e incoraggiato”, pur sottolineando, come motivo di preoccupazione, il “legame tra le giovani generazioni e la Chiesa”. Non manca una preoccupazione per il futuro della vita parrocchiale, ha detto Scheuer. Trattare con i divorziati risposati è invece un punto che per il vescovo di St. Pölten, mons. Klaus Küng, delegato pastorale per la famiglia. Per il prelato, il fatto che il Papa abbia voluto rappresentare la famiglia al centro della pastorale, porta a riflettere sul tema della riuscita e delle difficoltà della vita matrimoniale. Portogallo, ripensare la vita consacrata Gli Istituti di vita consacrata affrontano oggi due grandi sfide: riconsiderare il territorio missionario, tenendo conto degli attuali problemi della società, e, al tempo stesso, modificare la comunicazione, per mostrare e proporre, soprattutto ai giovani, un’esperienza di vita. Nell’ambito della Settimana del consacrato, il Provinciale dei Missionari portoghesi della Consolata ha auspicato la necessità di “un ripensamento totale, non solo per quanto riguarda la forma di presentare e annunciare Cristo alle comunità, ma anche degli stessi criteri di missione”. Al contrario di ciò che è avvenuto in passato, quando la missione è stata concepita come una partenza per l’Africa o l’America Latina, “oggi è necessario rivolgere maggiore attenzione ad altre realtà, molto più vicine”, ha affermato padre António Fernandes. “Nonostante il Portogallo sia stato sempre considerato come un Paese profondamente cattolico, attualmente, nel modo di vivere delle persone, nelle strutture e nella costruzione della società, la cultura cristiana non si mostra più con la stessa evidenza”. Commentando la tematica “Trasformati nell’allegria del vangelo”, sulla quale si è incentrata la Settimana del consacrato, il missionario ha inoltre aggiunto che “bisogna saper trasmettere tale allegria al prossimo e alla società, e per far questo gli Istituti devono aprire le loro case alle persone, demistificando e rinnovando il sacerdozio e la vita religiosa, ripulendoli di tutto ciò che hanno di meno attraente e maggiormente negativo”. “C’è stato un periodo in cui i religiosi si sono nascosti, in cui l’assoluto di Dio è stato mostrato in modo forse molto intimista”, ha riconosciuto infine padre Fernandes. Russia: gli ortodossi festeggiano il Patriarca KirillLa Chiesa ortodossa russa ha festeggiato sabato 1° febbraio, il quinto anniversario dell’intronizzazione di Kirill, Patriarca di Mosca e di tutte le Russie, con una divina liturgia nella Cattedrale di Cristo Salvatore a Mosca, a cui hanno partecipato anche rappresentanti delle chiese ortodosse di Alessandria, Antiochia, Serbia, Gerusalemme e Bulgaria. “Santità, sono certo che questi cinque anni sono stati come un giorno solo per lei, perché lei è sempre in mezzo alla gente, lavorando, non solamente compiendo servizi religiosi, ma anche essendo attivamente coinvolto nel lavoro sociale”, ha affermato il presidente russo Vladimir Putin, incontrando il Patriarca dopo la celebrazione. Il Patriarca Kirill, 68 anni, fu eletto dal Santo Sinodo il 27 gennaio 2009 con 508 voti su 702, succedendo ad Alessio II. Già Metropolita di Smolensk, dal 1989 al 2009 era stato responsabile del Dipartimento per le relazioni esterne della Chiesa ortodossa russa, ruolo oggi svolto dal metropolita Ilarion Alfeev. “In cinque anni molto è stato fatto, ma la storia continua e nell’ambito delle relazioni esterne sono già in progetto molti nuovi sviluppi”, ha affermato il metropolita Ilarion, in una tavola rotonda dedicata al Patriarca, in cui ha fatto riferimento anche all’incontro dei Primati delle chiese ortodosse, convocato dal Patriarca Bartolomeo “purtroppo nella prima settimana di Quaresima, momento sconveniente per i primati che sarebbero costretti a lasciare le loro chiese, quando invece un patriarca prega sempre con il suo popolo”.