CHIESE IN BREVE

Germania, Belgio, Spagna/Polonia” “

Germania: tutela della vita, hospice e cure palliative”La vita di ogni individuo va assolutamente tutelata”: questo il monito del Consiglio permanente della Conferenza episcopale tedesca (Dbk), riunitosi il 27 gennaio a Würzburg in Baviera per intervenire, tra l’altro, sull’attuale discussione relativa al suicidio assistito, scatenata dall’annuncio del ministro federale della Sanità, Hermann Gröhe, di una iniziativa parlamentare che riguarderà il divieto di qualsiasi assistenza organizzata al suicidio. “Salutiamo con favore i segnali politici di voler nuovamente affrontare questo tema importante”, si legge nel documento diffuso dai vescovi che ribadiscono la necessità di tutelare “incondizionatamente la vita di ognuno, particolarmente quella di chi è bisognoso di assistenza, anziano, malato e disperato”. Al contempo, “ha grande importanza la preoccupazione per un accompagnamento dignitoso alla morte. È importante che gli anziani e i malati vengano assistiti da parenti e congiunti. Perciò chiediamo”, affermano i vescovi, “che vengano ampliate le offerte di hospice e che venga migliorata la medicina palliativa. In questo contesto, occorre rendere accessibile alla gente, in modo davvero positivo, i successi dei progressi medici” nel campo. “La Chiesa cattolica”, ricorda il Consiglio, “è impegnata in questo settore in modo molteplice e gestisce essa stessa strutture mobili e fisse per l’assistenza palliativa e di hospice. Tra esse vi è la Caritas tedesca, che mette a disposizione un’ampia offerta per malati gravi e persone in punto di morte, nonché per i loro familiari, comprendente non solo l’aspetto medico ma anche una pastorale apposita. Inoltre, molti volontari che operano negli hospice forniscono un servizio prezioso, consentendo alle persone di morire senza che si sentano sole”. Belgio: appello dei vescovi, no a eutanasia sui minoriNuovo e accorato appello dei vescovi belgi perché il Paese non intraprenda la strada dei Paesi Bassi approvando il disegno di legge attualmente in discussione alla Camera sull’allargamento dell’eutanasia ai bambini e minori. Riuniti in Consiglio permanente la scorsa settimana, i vescovi in una nota chiedono: “Perché legiferare in una materia così delicata?”. E propongono una serie di osservazioni. La prima nasce dal “divieto di uccidere” che “è alla base della nostra società. Aprendo la porta dell’eutanasia ai minori – osservano i vescovi – vi è il pericolo di volerla estendere ai disabili, alle persone affette da demenza, ai malati mentali e anche a quelli che sono stanchi di vivere. Si rischia così di cambiare il senso della vita umana e di dare valore di umanità solo a coloro che sono in grado di riconoscere la dignità della propria vita introducendo quindi il dubbio sul valore di alcune vite”. La seconda osservazione riguarda la pratica medica. “Quando la medicina giunge al termine delle sue possibilità, si passa dal tutto al niente e si è tentati di orientarsi subito verso l’eutanasia. Ci si dimentica il ruolo della sedazione per calmare il dolore e l’importanza delle cure palliative, che preparano serenamente alla morte”. I vescovi invitano quindi anche a riflettere sul proprio rapporto con la morte, evitando di viverla “come un tabù”. Spagna e Polonia: promuovere il pensiero cattolicoUn accordo getta ponti tra la Spagna e la Polonia. Infatti, l’Istituto di filosofia Edith Stein dell’arcidiocesi di Granada (Spagna) e l’Università Pontificia Giovanni Paolo II di Cracovia (Polonia) hanno sottoscritto un accordo di collaborazione tra le due istituzioni accademiche. A siglarlo a Cracovia sono stati monsignor Javier Martínez, arcivescovo di Granada, e il cardinal Stanis³aw Dziwisz, arcivescovo di Cracovia e segretario personale di Papa Giovanni Paolo II. L’obiettivo dell’accordo è la promozione del pensiero cattolico in Europa e il favorire l’unione dei popoli polacco e spagnolo, che condividono una storia comune di fede e, al tempo stesso, sono impegnati oggi nella costruzione di una nuova Europa. L’Istituto di filosofia Edith Stein dell’arcidiocesi di Granada sottolinea l’importanza di questo accordo, che sviluppa ulteriormente i suoi rapporti internazionali e apre ad un cammino di collaborazione con le istituzioni universitarie più importanti della Polonia. Hanno accompagnato l’arcivescovo di Granada a Cracovia per la firma il direttore dell’Istituto di filosofia Edith Stein-Accademia internazionale di filosofia, Marcelo López Cambronero, e un docente del medesimo istituto, Artur Mrówczynski-Van Allen. Da parte polacca, oltre al cardinal Stanislaw Dziwisz, sono stati presenti alla sottoscrizione del patto il rettore dell’Università Pontificia Giovanni Paolo II, monsignor W³adys³aw Zuziak, e il decano della facoltà di Filosofia dell’Ateneo.