AUSTRIA" "

Strada sbarrata all’eutanasia” “

Verso una riforma della Costituzione. L’impegno delle associazioni cristiane

Il nuovo Governo federale austriaco ha incaricato una commissione parlamentare d’inchiesta e la commissione per la bioetica presso il cancellierato federale, affinché si occupi della possibilità di fissare nella Costituzione il divieto all’eutanasia. Da subito le associazioni cristiane hanno offerto il pieno sostegno all’accordo della coalizione di Governo per garantire l’accesso alle cure palliative e di fine-vita. Sulle prospettive e il dibattito in atto, non solo in Austria ma in tutta Europa, Massimo Lavena, per Sir Europa, ha interpellato Gerda Schaffelhofer, presidente della Kaö, Azione cattolica austriaca. Come vede la scelta di legare alla Costituzione il divieto all’eutanasia?”L’Azione cattolica austriaca sostiene ovviamente questo progetto del nuovo Governo. Il trattato di coalizione prevede che si garantisca l’accesso alle cure palliative e l’accompagnamento alla morte. La realizzazione di questi progetti costituirebbe un passo decisivo per difendere la dignità umana e i diritti dei malati incurabili e dei morenti in Austria. Finora, con la conferma del divieto dell’eutanasia e lo sviluppo dell’accompagnamento alla morte, l’Austria si è opposta con successo alla diminuzione della dignità della persona al termine della vita. Questo cammino è sostenuto sostanzialmente da cristiane e cristiani impegnati, ma vi si sono aggiunte anche molte persone di altre fedi o altre ideologie. Al contempo, va osservato che il cammino verso un inserimento effettivo del divieto nella Costituzione è ancora disseminato di numerosi ostacoli da rimuovere. Una volta che il governo abbia concordato una proposta di legge, dovrà ottenere una maggioranza di due terzi in Parlamento. Qui occorrerà fare molta opera di convincimento presso i parlamentari, poiché gli oppositori di questi progetti si stanno mobilitando per ottenere esattamente il contrario, ossia l’introduzione dell’eutanasia attiva”. La morte dignitosa e l’assistenza palliativa: come convincere l’opinione pubblica che si può morire con dignità anche se si è malati?”Il compianto arcivescovo di Vienna card. Franz König ha, a suo tempo, coniato questo detto straordinario: ‘Una persona deve morire tenendo la mano di un’altra persona e non a causa della mano di un’altra persona’. Questa frase mostra in cosa consiste l’accompagnamento alla morte, ossia, stare vicini e confortare un altro essere umano. Un ulteriore importante aspetto è dato dalle possibilità mediche della mitigazione del dolore. Per convincere l’opinione pubblica e la maggioranza della popolazione del fatto che l’accompagnamento alla morte e la medicina palliativa rappresentino una via migliore rispetto all’eutanasia attiva, occorrono provvedimenti in più settori. Innanzitutto i diversi media devono costantemente riportare la situazione del problema. Accanto all’informazione specifica occorre la testimonianza di personalità note e convincenti e di familiari. Altro ambito importante è quello della formazione di medici e personale infermieristico e occorre una consulenza sufficiente e qualificata per le persone coinvolte e i loro familiari. In tutti questi settori la Chiesa può svolgere un ruolo proattivo”. La scelta di non cadere nella tentazione dell’eutanasia ha unito i cristiani delle diverse confessioni: come presentare oggi un progetto di fede davanti alla cultura imperante dello “scarto”?”Con il termine ‘cultura dello scarto’, Papa Francesco vuol dire che viviamo in un mondo in cui l’uomo non conosce alcun valore. Tutto ciò che non serve subito viene eliminato, perfino la vita umana che non mostri alcuna utilità. A Lampedusa, il Papa ha menzionato la ‘globalizzazione dell’indifferenza’. Secondo Francesco, tutto ciò trae origine dall’idea di un’autonomia assoluta, ossia libera da qualsiasi vincolo e rispetto, di ogni individuo. Ritengo che sempre più persone si oppongano a questo modo di vivere e non ci stancheremo mai di adoperarci per la dignità umana e il suo rispetto”. Vari Paesi d’Europa stanno seguendo logiche eutanasiche: quale deve essere la risposta dei cristiani?”Se davvero l’Austria riuscisse a rendere costituzionale il divieto dell’eutanasia attiva e il diritto alla morte dignitosa, ciò rappresenterebbe un segnale chiaro per quei Paesi europei che consentono la morte a richiesta. Dal mio punto di vista è fondamentale che, a livello di istituzioni europee e particolarmente nel Parlamento Ue, venga fatta un’opera intensiva di persuasione contro l’eutanasia attiva, chiedendo anche che in tutta l’Europa si seguano gli sviluppi in questo settore con ricerche e studi. Ma il no all’uccisione conquisterà la maggioranza solo se nei singoli Paesi esisterà un sistema di hospice adeguato e buona qualità con relative cure palliative. Su questo devono adoperarsi le Chiese nei singoli Paesi”.