CHIESE IN BREVE

Repubblica Ceca, Slovacchia, Austria” “

Repubblica Ceca: bilancio Caritas e nuovo sitoIn tempi di crisi i cechi non rimangono in silenzio. Con queste parole, la Caritas Repubblica Ceca ha valutato il senso di solidarietà dei cittadini nel 2013 e la loro reazione agli eventi chiave che hanno richiesto un aiuto pubblico. Secondo Jakub Licka, il nuovo segretario generale dell’ufficio nazionale della Caritas, negli ultimi vent’anni questa istituzione ha fornito il proprio aiuto in 28 Paesi del mondo e ha contribuito alla liquidazione dei danni causati da sette alluvioni che hanno colpito il paese dal 1993 a oggi. “L’aiuto umanitario è uno dei servizi più importanti che la Caritas può offrire alla società”, afferma Licka, segnalando il premio “Gratias Agit” assegnato dal ministero degli Affari esteri per la “diffusione della buona volontà della Repubblica Ceca all’estero”. Megan King, coordinatore degli aiuti assistenziali, umanitari e per lo sviluppo, precisa che oltre 900 famiglie colpite da violente inondazioni nel 2013 hanno ricevuto un aiuto per 41 milioni di corone (oltre 1,5 milioni di euro) provenienti da piccoli e grandi donatori, Chiese e comuni. La Caritas ha iniziato il 2014 con un nuovo sito Web: www.humanitarnipomoc.cz, in cui si possono trovare tutte le informazioni utili sugli aiuti umanitari nella Repubblica Ceca e all’estero. Slovacchia, approfondire la dottrina socialeI principi fondamentali della dottrina sociale della Chiesa, il valore dei beni terreni per la vita eterna, i diritti umani, gli aspetti etici della corruzione, il diritto applicato alla proprietà privata, la giustizia come fondamento imprescindibile dell’amore: questi argomenti sono stati discussi in un ciclo di conferenze su vari aspetti della dottrina sociale, che si sono svolte nell’arcidiocesi di Bratislava dallo scorso settembre. Gli incontri, che si sono tenuti con ritmo mensile presso la sede dell’Università Commenius di Bratislava, sono nati per iniziativa dell’arcivescovo metropolita di Bratislava, mons. Stanislav Zvolenský, con l’obiettivo di informare il pubblico sulle competenze della Chiesa in materia di questioni sociali, politiche o economiche. “Siamo convinti che l’insegnamento sociale della Chiesa può aiutare il consolidamento della società umana, soprattutto in questo momento di crisi economica che ha un forte impatto anche sulla Slovacchia, sotto forma dell’alto tasso di disoccupazione o del tenore di vita in forte calo”, spiega mons. Zvolenský, indicando l’esempio di Papa Francesco, il quale “con le sue parole e le sue azioni” rappresenta “un grande testimone della dottrina sociale”. “Alla luce della Sacra Scrittura e della tradizione cattolica, vogliamo offrire la verità che ci è stata rivelata e che, ne siamo convinti, può contribuire allo sviluppo dell’uomo contemporaneo”, conclude il vescovo. Austria, i 50 anni della fondazione Pro OrienteCon una celebrazione solenne e un convegno scientifico, la fondazione ecumenica “Pro Oriente” celebrerà l’8 novembre prossimo il cinquantenario della sua istituzione. Ad annunciarlo è stato Johann Marte, presidente di Pro Oriente, in occasione di un ricevimento ecumenico tenutosi presso il palazzo arcivescovile di Vienna il 22 gennaio. Marte ha comunicato la presenza, tra i relatori, del card. Christoph Schönborn, presidente della Conferenza episcopale austriaca, del Patriarca ecumenico Bartolomeo I, del Patriarca copto-ortodosso Tavadros II, nonché del card. Kurt Koch, presidente del Pontificio Consiglio per l’unità dei cristiani. Le celebrazioni inizieranno con una liturgia ecumenica presso la Schottenkirche e proseguiranno poi all’Università di Vienna. I festeggiamenti comprendono anche una conferenza di tre giorni sui confini della Chiesa, in prosecuzione ideale della storica conferenza “Koinonia” del 1974 che, secondo Marte, “preparò la strada per l’inizio del dialogo ufficiale tra cattolici e ortodossi”, avvenuto poi nel 1980. La conferenza di novembre segnerà un nuovo orientamento geografico e contenutistico per la Commissione degli storici della fondazione, uno degli uffici di massima responsabilità di Pro Oriente. Finora, infatti, la Commissione si era occupata esclusivamente dell’area dei Paesi nati dalla dissoluzione della Yugoslavia, oltre all’Albania. In futuro, invece, “si vogliono considerare anche la Romania, la Bulgaria e la Turchia. È inoltre ipotizzata la collaborazione con altre discipline scientifiche”, ha affermato il presidente della Fondazione. Tra i nuovi obiettivi definiti dalla Commissione vi è anche la cooperazione con l’Ocse. La Commissione degli storici è composta da studiosi provenienti da Bosnia, Bulgaria, Germania, Croazia, Austria, Romania, Serbia e Slovenia, appartenenti a diverse comunità religiose; dal 1996 si occupa degli effetti della religione sulle vicende sociali e politiche dell’area sud-est europea. “In questo modo”, è spiegato nel comunicato ufficiale di Pro Oriente, “si intende dare un contributo a un approccio positivo alla molteplicità e alla riconciliazione sociale e tra gli Stati della regione”.