GRECIA" "
Il premier Samaras: oltre la crisi con enormi sacrifici. “L’Europa funziona”
Sa sorprendere Antonis Samaras. Racconta la sua Grecia e l’Europa con la pazienza di chi vuol ragionare. Non fa sconti al suo Paese per gli errori con i quali “decenni di governo nazionale” hanno sottovalutato il problema della stabilità dei conti pubblici. Quindi ringrazia “tutti gli Stati” membri dell’Unione europea per “la solidarietà” con la quale è stata tesa la mano in questi anni ad Atene. Ma soprattutto ricorda con insistenza “gli enormi sacrifici” sostenuti dal suo popolo dall’inizio della profonda recessione economica che ha impoverito le famiglie, moltiplicato i disoccupati e creato le basi per una instabilità sociale e politica non meno pericolosa. Quindi da Strasburgo – dove il 15 gennaio ha presentato il programma della presidenza semestrale dell’Ue assunta dalla Grecia per la prima metà del 2014 – lancia un messaggio a tutti i cittadini del continente: “L’Europa siamo noi. È l’eredità storica che ci portiamo dentro, sono le nostre radici, molteplici e comuni. È il futuro per le nuove generazioni. Un futuro che plasmiamo oggi e che ci unisce più di ogni altra cosa”. Tagli e sacrifici. Il premier greco, poco più che sessantenne, studi in economia e un master ad Harvard, è leader di Nuova democrazia, partito conservatore che ha ottenuto la maggioranza relativa dei consensi alle elezioni del giugno 2012, dopo che le precedenti, del mese di maggio, avevano mostrato l’impossibilità di varare un governo con una stabile maggioranza parlamentare. Samaras è ora alla testa di un esecutivo di coalizione, sostenuto anche da socialisti e sinistra democratica: una sorta di “santa alleanza di emergenza nazionale” (osteggiata a destra dai populisti di Alba Dorata e a sinistra dal radicalismo di Syriza) che ha gestito il salvataggio finanziario quando i conti nazionali erano a un passo dal default. Le trattative con la troika (Ue, Bce, Fmi) sono state dure, hanno imposto tagli alla spesa pubblica (ad esempio è stata chiusa la televisione di Stato e avviato il processo di privatizzazioni), con decurtazioni agli stipendi, licenziamenti, riduzione delle pensioni e dei servizi ai cittadini. “Una Unione migliore”. “Un anno e mezzo fa stavamo vivendo una catastrofe: si parlava di fallimento della Grecia e di implosione dell’eurozona. Questo non è accaduto”, dice Antonis Samaras, “anche grazie ai pesantissimi sacrifici sopportati dal popolo greco”. Ma “la Grecia ha dimostrato che l’Europa funziona”. Appena entrato nell’emiciclo di Strasburgo, il capo del governo ellenico lancia un segnale forte: “L’Europa unita funziona – scandisce -. Abbiamo bisogno di più Europa e di un’Europa migliore” per affrontare le sfide globali, dall’economia alle migrazioni, dalle trasformazioni sociali all’energia. Tutti temi indicati tra le priorità della presidenza di turno. Con la crisi “sono state messe alla prova l’Ue e la costruzione della moneta unica”, prosegue, raccogliendo a più riprese il battimano degli europarlamentari. “Sono emerse debolezze, manchevolezze nell’avvio della moneta unica. Ma si sono evidenziati anche i nostri errori, causati da decenni di governo” che non hanno considerato le necessità “di conti pubblici in equilibrio”. “Siamo solo all’inizio”. Quindi Samaras torna a ribadire i “sacrifici inimmaginabili” affrontati dal suo Paese. “Abbiamo avuto una drastica riduzione del Pil. Con la crisi ogni greco medio ha perso il 38% del suo potere di acquisto. La disoccupazione è passata dal 7 al 27% in sei anni, e ha sfiorato il 60% tra i giovani”. “Allora abbiamo avviato un duro programma di riforme strutturali. La Grecia – aggiunge ora con orgoglio – ha acquisito di nuovo competitività e nel 2013 abbiamo finalmente avuto un’eccedenza primaria nella bilancia delle partite correnti”. Il premier non nasconde che il risanamento economico è solo all’inizio, ma mostra fiducia. “La Grecia è in piedi. E per questo ringrazio i popoli dell’Europa, per la solidarietà dimostrataci. La stabilità economica e sociale sta facendo progressi. Eravamo l’anello debole dell’Ue e ora ne abbiamo assunto la presidenza di turno. Faremo del nostro meglio per assolvere questo alto compito”. Fra orgoglio e populismi… Le domande si moltiplicano davanti a un politico che si mostra fiducioso – e lo ammette senza remore – nonostante gli immani problemi da affrontare in sede internazionale, il malessere sociale che cova in ogni angolo del suo Paese, gli attacchi delle opposizioni che intravvedono una forte affermazione alle imminenti elezioni per il Parlamento europeo. “In Grecia – dice Samaras, un po’ spavaldo – a maggio vinceranno i partiti pro-Europa”. Ma i greci sono impoveriti, il populismo cresce… “Siamo un popolo ferito – risponde il premier alle obiezioni del giornalista -, anzi traumatizzato. Abbiamo un grandissimo problema di coesione sociale. Eppure, lo ribadisco, ci siamo rialzati e ne siamo orgogliosi. Ora la nostra priorità sono la crescita e l’occupazione. E questo vale sia per la Grecia che per l’Ue nel suo insieme”.