FRANCIA" "

Dalla laicità all’indifferenza? ” “

Le provocazioni del comico Dieudonné, le offese verso cristianesimo e altre fedi

Non esiste solo l’antisemitismo del comico francese di origine africana Dieudonnè M’Bala M’Bala. Non esistono solo le offese a ebrei e musulmani. Anche le chiese cattoliche in Francia nell’ultimo anno sono state prese di mira e colpite da una serie di atti vandalici. Gli ultimi due si sono consumati nel giro di 15 giorni a Parigi. Il primo si è svolto nella chiesa della Madeleine il 20 dicembre scorso a pochi giorni dal Natale ed è stato opera di un’attivista delle Femen, il gruppo di femministe che si esibiscono a seno nudo in luoghi emblematici. Nella chiesa parigina, la donna, dopo essersi denudata davanti all’altare, ha simulato un atto di aborto gridando “Annulation de Noel”. Lo stesso gruppo di Femen, il 12 febbraio del 2013 aveva fatto irruzione nella cattedrale Notre Dame di Parigi con slogan aggressivi. L’altro atto vandalico si è consumato il 4 gennaio scorso: un uomo solo e “determinato” è entrato nella chiesa Sainte-Odile e nonostante la presenza di due fedeli che hanno cercato di fermarlo, ha distrutto 6 candelabri, il cero pasquale, ha colpito il tabernacolo, versato per terra l’acqua del battistero e gettato a terra una statua. Brucia ancora forte infine il ricordo degli atti vandalici che sono stati compiuti a giugno a Nantes dove la cattedrale era stata imbrattata con simboli satanisti e nazisti. La voce dei cattolici. Sebbene sia stata presentata immediatamente una denuncia alla prefettura della polizia, il cardinale arcivescovo di Parigi, André Vingt-Trois ha aspettato a reagire pubblicamente per non creare tensioni inutili e soprattutto per non attirare l’attenzione sul caso delle Femen. Poi nei giorni scorsi parlando alla radio della sua arcidiocesi, ha espresso un augurio che è stato riportato per iscritto: “Il mio augurio per il 2014 è che la nostra società si pacifichi”. E ha aggiunto: “Le provocazioni e le derisioni sono diventate come una seconda cultura. È un processo insano perché la cultura della derisione è la porta aperta a tutti gli eccessi”. Ciò però che ha sorpreso l’arcivescovo è stata la scarsità di reazioni a sostegno della comunità cattolica da parte dei politici. “Abbiamo ricevuto qualche messaggio”, ha detto il cardinale, “ma sono colpito dal fatto che i grandi difensori della laicità non si siano manifestati. Era il momento di dimostrare che la laicità è la protettrice dei credenti e delle religioni. Ci sono voci che sono rimaste in silenzio. Avremmo apprezzato, se non delle dimostrazioni pubbliche, quanto meno dei gesti di chiara disapprovazione. Sono pertanto sorpreso che ce ne siano stati così pochi”. Sulla questione, interviene anche il portavoce della Conferenza episcopale francese mons. Bernard Podvin: “La domanda – dice – di molti cattolici di essere trattati alla pari con altri cittadini feriti nelle loro fedi, è legittima. I poteri pubblici devono dare prova di fermezza e prendere le decisioni e le sanzioni necessarie”. Le rassicurazioni di Hollande. La questione della intolleranza era stata al centro anche dell’incontro dei leader religiosi con il presidente François Hollande che il 24 gennaio tra l’altro incontrerà per la prima volta Papa Francesco. “L’intolleranza – ha detto ai leader religiosi in occasione del consueto scambio di auguri a inizio anno – è in mezzo a noi. L’antisemitismo ha assunto nuove forme, anche se è sempre la stessa infamia che traspare. Ci sono stati attacchi contro i musulmani che sono aumentati. E non dimentico gli atti anti-cristiani. Li condanno tutti con la stessa fermezza”. Ha allora ragione il pastore François Clavairoly, presidente della Federazione protestante di Francia quando parla di un Paese che sta attraversando “tempi difficili”, un momento in cui “molti nostri contemporanei provano sentimenti di smarrimento davanti alle mutazioni e alle crisi”. I testi del comico Dieudonné sono in qualche modo lo specchio di una Francia in difficoltà. Sono sempre più infarciti di battute in chiave anti-ebraica e anche vere e proprie invettive da tribuna politica. L’ormai famosa “Quenelle”, quel braccio teso alla rovescia (imitato da campioni dello sport come Nicolas Anelka e Tony Parker) sta diventando un gesto cult tra i giovanissimi. Un fenomeno da 5.200 biglietti venduti nella sola Nantes. Lo stop dello spettacolo è stato salutato dal ministro dell’Interno, Manuel Valls, come “una vittoria della Repubblica contro l’antisemitismo”. Ma la questione che campeggia da giorni sui titoli di tg e giornali rivela il volto di una Francia travagliata: da un lato terra e simbolo del multiculturalismo; dall’altra intollerante con l’altro e timorosa di se stessa.