UNIONE EUROPEA

È il turno della Lettonia

Dal 1° gennaio 2015 il Paese baltico sarà alla presidenza di turno del Consiglio. Programma annunciato dalla premier Straujuma

Una donna, Laimdota Straujuma, nel ruolo di premier, e con lei il suo piccolo Paese alla guida dell’Europa comunitaria. Dal 1° gennaio, infatti, la Lettonia assumerà la presidenza di turno del Consiglio dei ministri dell’Ue, succedendo all’Italia. Un ruolo delicato in una fase problematica per il processo di integrazione europea, fra crisi economica e tentativi di rilanciare crescita e occupazione.

Identikit nazionale. Sono poco più di due milioni gli abitanti della Lettonia, repubblica baltica che sta lottando con tutte le forze per guarire da una storia fatta di domini stranieri – nell’ordine dei secoli, Svezia, Impero russo e Urss -, con ripetuti sforzi per liberare un territorio grande poco più dell’Irlanda e coperto di foreste per oltre la metà. Sganciatasi dai sovietici nel 1991, è entrata nell’Unione europea nel 2004 e dal 1° gennaio 2014 è anche membro della zona euro. Quasi il 30% della sua popolazione è di origini russe, e molto forti sono anche a livello politico le simpatie filo-russe incarnate dal partito Saskaòa che alle elezioni parlamentari dello scorso ottobre è risultato il partito di maggioranza relativa con il 23% dei consensi. A tutti gli altri il vicino russo fa paura, soprattutto da quando la situazione ucraina è esplosa, né per altro verso il crollo del rublo di questi giorni rasserena gli animi. Secondo Eurostat il 35% della popolazione è a rischio povertà, come in Grecia, ma le statistiche interne parlano del 19%. Comunque, la crescita economica per il 2015 è stimata intorno al 2,8% e il rapporto deficit/pil intorno all’1%. La Lettonia è tra i cinque Paesi Ue che nel 2014 hanno incrementato i finanziamenti al sistema scolastico oltre il 5% (fonte Erasmus+). Triste primato è quello dei divorzi (il 77% delle coppie sposate si separa). Si dichiara cattolico il 20% della popolazione. Riga, Capitale europea della cultura nel 2014, ha visto oltre un milione e mezzo di turisti-spettatori.

Tre priorità politiche. A stare al timone dell’Ue per sei mesi sarà dunque Laimdota Straujuma, prima donna presidente del Consiglio della Lettonia in carica dal gennaio scorso, esponente del partito conservatore Vienotiba (Unità). “La nostra ambizione è portare una nuova visione e dinamismo”, ha dichiarato la premier presentando le priorità della presidenza, “in continuità” con l’Italia e il Lussemburgo che entrerà in carica a giugno e in sintonia anche con l’agenda strategica dell’Ue. Fatto salvo tutto ciò, la Lettonia punterà su tre priorità: un’Europa competitiva per promuovere la crescita e il lavoro; un’Europa digitale per cogliere le opportunità offerte dalle tecnologie dell’informazione e comunicazione; un’Europa “impegnata”, con un ruolo ben definito nelle questioni globali. L’obiettivo della competitività passerà per la strada del rafforzamento del mercato unico, con il principio “meno regole ma migliori” e “la rimozione degli ostacoli che ancora limitano lo scambio di beni e servizi”. Lavorare per l’avanzamento dell’unione energetica e il rafforzamento dell’unione monetaria sono altri due impegni concreti, accanto a un programma “d’investimenti mirati, sostenibili e capaci di generare altri investimenti con effetto moltiplicatore”, anche per potenziare la competitività industriale. Mercato unico digitale è un’altra parola chiave della presidenza lettone, fiera del fatto che Riga sia “la capitale europea del wireless gratis”, con i servizi internet più veloci dell’Ue e al quarto posto nella graduatoria mondiale. Bisogna diventare “digitali per default”, ha spiegato la premier.

Esteri e migrazioni. C’è poi l’obiettivo dell’impegno dell’Europa “sul palcoscenico mondiale”. Se la gestione delle situazioni di crisi spetta all’Alto rappresentante dell’Ue, che “sarà appoggiato dalla presidenza del Consiglio”, un punto caro alla Lettonia è il partenariato orientale, in cui sono coinvolte Armenia, Azerbaigian, Bielorussia, Georgia, Moldavia e Ucraina. Momento centrale sarà il summit di maggio a Riga, quando, secondo la Lettonia sarà necessario “mandare un forte segnale a quella regione”. Punto di forza perché l’Europa riacquisti autorevolezza nell’ordine mondiale, secondo il programma lettone sarà “affrontare la sfida di riaffermare il nostro ruolo come partner economico competitivo”. Vuol dire progredire nei negoziati all’interno dell’Omc, e continuare i negoziati per il Ttip, ovvero gli accordi commerciali con gli Usa. Ma questo capitolo appartiene anche il lavoro per “una nuova politica migratoria” in un’Europa di “giustizia e diritti fondamentali”.

Apertura ufficiale a Riga. Il logo scelto dalla presidenza lettone rappresenta una macina di pietra, simbolo di “continuità e stabilità”, ma anche di “forza e di crescita”, mentre la sua forma circolare vuole esprimere l’unità e la completezza. Il semestre annunciato prevede oltre 200 tra summit, incontri ed eventi in terra lettone. Le celebrazioni di apertura del semestre si svolgeranno a Riga l’8 gennaio, quando verrà lanciato l’Anno europeo per lo sviluppo.