CHIESE IN BREVE

Inghilterra e Galles, Svizzera, Lituania, Portogallo

Inghilterra e Galles: “Evangelizzare con gioia”
Un’iniziativa di sensibilizzazione per tutti i sacerdoti, religiosi e laici dell’Inghilterra e del Galles sul valore del “proclamare” la gioia del Vangelo, sulle orme della “Evangelii Gaudium” di Papa Francesco. Si tratta di “Proclaim ’15”, la proposta dal cardinale Vincent Nichols, arcivescovo di Westminster, per incoraggiare nuove espressioni di “evangelizzazione segnate dalla gioia”, di cui parla il Pontefice nell’esortazione apostolica. Il progetto prenderà il via da gennaio 2015 e coinvolgerà tutte le 22 diocesi cattoliche inglesi. “Il progetto è volto alla pianificazione e realizzazione di una fruttuosa evangelizzazione parrocchiale per aiutare noi tutti a essere migliori discepoli missionari”, ha dichiarato il cardinale Nichols. Il progetto “Proclaim ’15”, tra le tante iniziative, prevede la fornitura di materiale e opuscoli per le parrocchie e l’organizzazione di una Conferenza nazionale sull’evangelizzazione cattolica (in programma l’11 luglio 2015).

Svizzera: le Chiese cristiane contro la tortura
“Le Chiese cristiane svizzere colgono l’occasione del 30° anniversario della Convenzione Onu contro la tortura per evidenziare l’assoluto della proibizione della tortura secondo la prospettiva cristiana”, si legge nel messaggio che la Federazione delle Chiese evangeliche, la Chiesa cristiano-cattolica e la Conferenza dei vescovi hanno pubblicato il 9 dicembre, vigilia della Giornata dei diritti umani. “La tortura non genera mai giustizia. La nostra impotenza è l’ultimo mezzo a nostra disposizione per difendere l’umanità” sottolinea il messaggio che invita “ad attivarsi a favore del divieto dell’uso della tortura ovunque nel mondo, dove impotenza, ingiustizia e mancanza d’umanità costituiscono il vissuto quotidiano di tanti esseri umani”. Vicinanza è espressa “alle vittime della tortura e di qualsiasi forma d’insostenibile violenza”, come pure a chi “è vittima del proprio impotente rifiuto a utilizzare la violenza”. Accompagnano il messaggio una più articolata dichiarazione delle Chiese svizzere, “Nessun primato della grazia sul diritto?”, e due petizioni dell’Acat Svizzera indirizzate rispettivamente alle autorità elvetiche e a quelle della Repubblica togolese, perché la tortura sia inserita come crimine nei codici penali dei due Paesi.

Lituania: vendita di candele per interventi Caritas
La candela come simbolo di calore – e di casa – che si diffonde da una candela all’altra, se le si avvicina, così come quando si condivide la bontà. Usando questo simbolo, anche quest’anno le Caritas lituane hanno rilanciato come proposta di Avvento l’iniziativa della vendita delle candele. Il ricavato andrà alle situazioni di povertà nelle diocesi del Paese. Le candele sono fatte a mano dai laboratori Caritas di Vilnius in cui lavorano persone piagate dalle dipendenze (alcool e droga). Il sito della Caritas nazionale spiega che la candela piccola costa 5 litas (1,45 euro) quella grande 10 (2,90 euro) e si punta a venderne 110mila. L’anno scorso ne furono vendute 99mila e “i fondi ricavati sono stati usati per tante famiglie in difficoltà, anziani soli, centri diurni per bambini”. Il titolo scelto per la campagna è “La bontà ci unisce”, perché “superare le disuguaglianze tra ricchi e poveri è il modo migliore per raggiungere una società unita. Possiamo farlo solo quando ci rendiamo conto che tutto dipende da ciascuno di noi. Da me per primo”, spiega la presidente della Caritas nazionale, Janina Kukauskienë.

Portogallo: diritti umani, più attenzione al mondo infantile
In occasione del conferimento della medaglia d’oro del 50º Anniversario della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo da parte del Parlamento portoghese, la presidentessa dell’Istituto di sostegno all’infanzia (Iac) ha auspicato “una revisione dei vecchi protocolli applicati al mondo infantile”. Manuela Eanes ha spiegato che gli accordi firmati nel 2002 devono essere assolutamente attualizzati: “I bambini devono costituire la nostra grande priorità, e lo Iac ha come obiettivo principale la loro crescita integrale, la difesa e la promozione dei loro diritti, cercando di essere in ogni momento la voce che richiama l’attenzione, studia, propone e realizza azioni che li aiutino a vivere con allegria il tempo dell’infanzia”. L’ambito principale dell’Istituto, fondato nel 1983, è stato sempre quello dei “bambini a rischio, abbandonati, maltrattati, scomparsi e sfruttati sessualmente”, tutte aree di cui lo Stato ed altre istituzioni di solidarietà sociale non si sono mai occupate, nemmeno il servizio “Sos bambino”. “I diritti dei bambini non devono rimanere astratti, fissati alle pareti, nei manifesti e nei poemi, ma devono iscriversi nei cuori degli uomini, ed essere attuati da tutti coloro che ne sono responsabili”, ha concluso Manuela Eanes.