CHIESE IN BREVE
Comece: “Europeinfos”, politica Ue e migrazioni
È online il numero di dicembre di “Europeinfos”, mensile della Commissione degli episcopati della Comunità europea (Comece). Ampio spazio è dedicato a ripercorrere la recente visita di Papa Francesco alle istituzioni europee, con contributi firmati da padre Patrick Daly (segretario generale Comece) e Ignace Berten (Comunità internazionale di san Domenico a Bruxelles). Due articoli sono invece dedicati a trarre un bilancio dei 10 anni di presidenza Barroso alla Commissione europea, e dei cinque anni di presidenza di Herman van Rompuy al Consiglio europeo. Van Rompuy, “che non ha mai tenuto nascosta la sua profonda fede cristiana”, è definito un “maestro del compromesso” nella sua capacità di “assicurare che tutti i Paesi emergessero dai negoziati come vincitori”, superando cioè il dualismo vincitori-vinti. Il giudizio su Barroso, resta invece sospeso: impantanato in “dieci anni di crisi”, e assoggettato a un Consiglio europeo che “ha occupato il centro della scena”, principalmente “attraverso Angela Merkel”, ha “perso la battaglia dell’opinione pubblica”, ha “consolidato più che innovato”, si è trovato a vivere il quasi-raddoppio dell’Ue (da 15 a 28 stati), l’emergere di India e Cina e rapporti difficili con Obama. Però forse un “futuro giudizio potrà essere più generoso di quello di oggi”. Trovano spazio su “Europeinfos” anche il dibattito sul “diritto a essere dimenticati” e il tema dell’immigrazione e asilo.
Moldova: il commento del vescovo sulle elezioni
“La via europea è quella giusta”. Ne è convinto mons. Anton Cosa, vescovo di Chisinau, commentando per Sir Europa le elezioni che si sono tenute nella Repubblica di Moldavia (o Moldova) domenica scorsa. Le elezioni hanno prodotto un duplice risultato: la maggioranza dei seggi va alla coalizione dei partiti europeisti che appoggiano l’attuale governo, ma la maggioranza dei voti ha segnato la vittoria dei filorussi, soprattutto con la nascita del nuovo Partito socialista dell’ex comunista Igor Dodon, che ha preso il maggior numero di consensi. “Stiamo ancora vivendo – dice il vescovo Cosa – in una eredità della vecchia Unione Sovietica” e due sono gli elementi che hanno incoraggiato i moldavi a votare “verso est”. Da una parte c’è una certa parte di popolazione che vive in Russia ed è rimasta legata agli ideali sovietici. Dall’altra la Moldavia risente di “un forte ed evidente influsso politico dell’elemento russo nella sua politica”. D’altra parte – osserva mons. Cosa – “la Russia non vuole perdere questo filtro geo-politico che rappresenta il Paese perché non vuole avere qui la Nato. Per questo fa di tutto per impedire che il Paese si rivolga all’Europa, sostenendo politicamente ma anche per varie vie, questi partiti filorussi”. “La Moldova – dice allora il vescovo – ha bisogno di tranquillità, prima di tutto. Mi auguro che queste elezioni possano dare delle certezze perché il percorso europeo incominciato alcuni anni fa non cambi”. “Il Paese ha poi bisogno di politici seri – aggiunge il vescovo – e non di persone che giocano a far politica dicendo un giorno di essere con l’Europa e l’altro giorno con la Russia. La nostra classe politica moldava ha già scelto l’Europa e una gran parte della popolazione lo desidera. Ci sono valori fondamentali che ci uniscono all’Europa e sono la speranza di una vera democrazia, la lotta contro la corruzione e il rispetto della dignità umana”. La Repubblica di Moldavia è il più povero Paese d’Europa: il Pil pro capite a parità di potere d’acquisto è un decimo di quello medio europeo. “Nessuno – dice mons. Cosa – verrà dall’Europa a dar da mangiare ai nostri poveri. Però c’è la speranza che in Europa, la Moldova possa riprendersi più velocemente possibile”.
Spagna: Manos Unidas, sottosviluppo e giustizia
Per tutti quelli che almeno una volta nella vita, di fronte al sottosviluppo e alle disuguaglianze economiche e sociali nel mondo, hanno esclamato “non è giusto”, Manos Unidas, la ong della Chiesa cattolica spagnola, lancia l’iniziativa “Sii giusto” e invita la società a essere sensibile a queste realtà, cambiando simbolicamente il proprio nome e identità sulle reti sociali con “Giusto” o “Giusta”, e a impegnarsi attivamente per la costruzione di un mondo migliore, denunciando, al tempo stesso, le ingiustizie. La campagna chiede anche un atto concreto di collaborazione economica per sostenere la costruzione di questo mondo migliore, donando un sms al 28014, con la parola “giusto”, a partire da 1,20 euro e attraverso un modulo (che si può trovare sul sito: https://www.ssl-manosunidas.org/sejusto/sejusto.htm) con il quale si possono offrire donazioni a partire da dieci euro e sostenere, così, il finanziamento di progetti di cooperazione allo sviluppo, promossi da Manos Unidas in tutto il mondo. la campagna si sviluppa attorno alla data del 10 dicembre, Giornata dei diritti umani; in tale occasione l’organizzazione ricorderà sul suo sito web (www.manosunidas.org) quali sono i diritti umani e la loro mancata realizzazione nel mondo, che è causa del non raggiungimento della giustizia sociale. L’iniziativa “Sii giusto” è pubblicizzata attraverso i nuovi media digitali, oltre che attraverso stampa e radio.