CHIESE IN BREVE

Slovacchia, Repubblica Ceca, Spagna

Slovacchia: Ff Radio, Chiesa “in uscita” verso i giovani
L’unica emittente radiofonica cattolica in Slovacchia, Radio Lumen, lancia un nuovo servizio radiofonico su Internet per i giovani, intitolato “Ff Radio”, che è l’abbreviazione di “Radio fede e fuoco”. “Il servizio è dedicato ai giovani che cercano valori cristiani autentici e vogliono ascoltare della musica che esprima questi valori. Vogliamo seguire l’invito di Papa Francesco a uscire verso le periferie e i margini”, spiega Ivo Novak, direttore del nuovo servizio radiofonico. Le parole fede e fuoco dovrebbero simboleggiare il desiderio dei giovani non solo di credere in Dio, ma di “infiammarsi” e di innamorarsi di Lui e delle persone che ci circondano. “Il palinsesto di Ff Radio comprenderà catechesi, discussioni, riflessioni e testimonianze. L’intenzione è di collaborare con i vari movimenti e comunità della Chiesa cattolica nello sforzo comune di rispondere alle sfide dell’evangelizzazione”, prosegue Ivo Novak, esprimendo la speranza che il nuovo servizio possa toccare anche il cuore di coloro che “cercano di sfuggire la spiritualità” e i cattolici non praticanti, per riconquistarli attraverso il “messaggio spirituale di Gesù Cristo e della sua Chiesa”. La prima trasmissione on-line di Ff Radio si è svolta simbolicamente il 17 novembre, Giornata internazionale degli studenti.

Repubblica Ceca: cibo per i poveri, raccolta triplicata
La seconda edizione della Raccolta alimentare nazionale si è svolta per tutto novembre in oltre 380 negozi e supermercati in tutta la Repubblica Ceca: i dati sono stati diffusi a fine mese. Mentre l’anno scorso erano state raccolte 55 tonnellate di prodotti alimentari, i risultati della raccolta di quest’anno sono oltre tre volte più elevati: circa 173 tonnellate di cibo pari a circa 350mila porzioni per adulti. Le istituzioni e le organizzazioni attivamente coinvolte nel progetto includevano anche tutti gli uffici regionali della Caritas Repubblica Ceca. “I risultati hanno decisamente superato le nostre aspettative – afferma Pavlina Kalousová, dalla piattaforma Business for Society, uno dei promotori della campagna -. La tempistica della Raccolta alimentare è perfetta, dato che l’inverno imminente è il periodo in cui i nostri utenti hanno maggiormente bisogno del nostro aiuto”, spiega Pavla Vopelakova, dell’Esercito della salvezza. Questa tradizione è iniziata l’anno scorso come risposta ai dati allarmanti secondo cui oltre il 15% degli abitanti del Paese sono a rischio di povertà o di esclusione sociale, compresi gli ospiti delle case di accoglienza, le famiglie con molti bambini, i portatori di handicap e altri gruppi. Il progetto è apprezzato anche dal ministro dell’Agricoltura Marian Jurecka, il quale vede di buon occhio il fatto che produttori e distributori non debbano pagare l’Iva sui prodotti alimentari che decidono di donare ai poveri: “Risulta più conveniente per loro offrire tali prodotti alle istituzioni caritative che buttarli via. Zero Iva è uno dei meccanismi che potrebbero porre un freno allo spreco e un ottimo strumento di beneficenza per aiutare chi è nel bisogno”.

Spagna: inclusione, appello di Caritas e piattaforma civica
Una piattaforma di enti impegnati nel sociale in Aragona, in Spagna – Caritas diocesana di Zaragoza, Ordine professionale di lavoratori sociali di Aragona, Spazio di informazione, promozione e difesa dei diritti sociale, Piattaforma dei professionisti dei servizi sociali del Comune di Zaragoza -, rende noto un manifesto nel quale esprime la sua contrarietà per l’attuale funzionamento del reddito di inserimento aragonese (Iai). I dati resi noti dal Rapporto Foessa indicano che in Aragona circa 255mila persone sono colpite da processi di esclusione, cioè il 19,1% del totale della popolazione. Tra queste, 107mila persone vivono una situazione di esclusione più grave. Con la crisi, poi, si è acuita la disuguaglianza sociale del 22,4%, con una media molto più negativa rispetto al resto della Spagna (8,6%). Il rischio di povertà e di esclusione sociale in Aragona riguarda una persona su cinque. Mentre la Caritas diocesana di Zaragoza, dal 2008 al 2013, ha moltiplicato per più di cinque gli aiuti alle persone in difficoltà, contestualmente si sono aggravate le difficoltà di accesso alle prestazione sociali pubbliche, come ad esempio il reddito di inserimento aragonese o gli aiuti di urgente bisogno, a causa della risposta insufficiente delle amministrazioni pubbliche. La Caritas ha potuto constatare come nei mesi estivi del 2014 il cattivo funzionamento delle prestazioni sociali è andato aumentando, coinvolgendo oltre mille persone, di cui quasi una metà minorenni. In particolare, molti problemi si sono registrati con l’Iai. Di qui la richiesta, da parte della piattaforma, alle amministrazioni pubbliche di “correggere le carenze nell’accesso alle prestazioni economiche esistenti e a far in modo che in futuro ciò non avvenga più, considerate le conseguenze che tutto ciò comporta per un numero significativo di cittadini”.