SLOVACCHIA
Padre Pigula, superiore dell’Ordine di sant’Agostino, chiarisce il significato dell’Anno dedicato ai religiosi. Nel Paese 446 comunità
Si contano 43 congregazioni e ordini religiosi femminili e 29 congregazioni e ordini religiosi maschili che vivono in 446 comunità in tutta la Slovacchia. Una presenza radicata, diffusa, vivace. Entrambe le conferenze dei superiori maggiori, dei religiosi e delle religiose, hanno creato un gruppo di coordinamento congiunto in occasione dell’Anno della Vita consacrata, preparando decine di attività ed eventi. Il primo sarà la solenne apertura dell’anno con i vespri del 29 novembre. A Bratislava, Danka Jaceckova ha intervistato per Sir Europa padre Juraj Pigula, superiore dell’Ordine di sant’Agostino in Slovacchia.
L’Anno della Vita consacrata offre varie opportunità di arricchimento per la vita delle comunità religiose in tutto il mondo. Quali sono le aspettative e i programmi in Slovacchia?
“Si tratta sicuramente di un’occasione per riflettere, leggere, ascoltare e agire. Una riflessione profonda sulla nostra vita di persone consacrate risulta essenziale. Dobbiamo leggere e studiare l’importanza della vita consacrata nella storia della Chiesa e dell’umanità, radicarci in questo patrimonio di motivazioni primarie, in una profonda spiritualità. Sarà importante leggere i segni dei tempi presenti, offerti dalla Chiesa attraverso le belle e suggestive lettere della Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica. Abbiamo bisogno di ascoltare gli altri – cattolici, fedeli delle altre denominazioni cristiane e delle altre religioni -, così come coloro che non si riconoscono in alcuna fede. Dio ha un sogno su di noi e ci sono anche alcune legittime aspettative delle persone che ci circondano, che devono essere comprese nel dialogo. La ricchezza che trovo nella storia e nella teologia della vita consacrata, l’orientamento verso gli ideali e le risposte alle nuove opportunità su come aderire a Dio: tutto questo, spero, mi aiuterà ogni giorno nella mia vocazione di persona consacrata ad agire con convinzione personale, con più grande amore, con fede e speranza”.
I giovani sono interessati alle vocazioni religiose in Slovacchia?
“Vedo assolutamente un interesse, e molti giovani operano un discernimento della loro vocazione. Si tratta di un grande segno di sensibilità nei confronti di questo tema. Naturalmente, per molti versi la vita religiosa potrebbe sembrare troppo distante dalla realtà, e devo ammettere che a volte lo è davvero. Vedo l’Anno della Vita consacrata come un’importante occasione di conversione, una sfida che porta a una trasformazione. Ciò significa rompere i pregiudizi nelle persone e cambiare noi stessi, i nostri atteggiamenti, essere aperti anche alla critica. Imparare ad accettare gli altri, la loro opinione. I giovani saranno toccati dalla vita consacrata solo quando vedranno persone religiose e consacrate felici. Poi c’è la possibilità di gettare i semi delle vocazioni religiose attraverso testimonianze offerte tramite internet o tramite le emittenti radiofoniche e televisive di ispirazione cristiana”.
Come vede il contributo delle comunità religiose all’approfondimento della fede tra le persone in Slovacchia?
“Il contributo delle congregazioni e degli ordini religiosi durante il regime comunista è stato immenso, e ancora oggi raccogliamo i frutti di una fede vissuta eroicamente. Le persone religiose sono una famiglia. Creano delle comunità in cui le persone si sentono a casa e possono condurre un dialogo sui problemi della vita senza alcuna timidezza. Questo contributo nel mondo anonimo di oggi è inestimabile. Le comunità religiose creano un ambiente spontaneo in cui la fede diventa una parte naturale della vita di tutti i giorni, senza grandi formalità. Abbiamo bisogno di condividere e testimoniare la nostra fede gli uni agli altri, perché soltanto in questo modo si può crescere e diventare più forti. La Slovacchia, grazie soprattutto alle comunità religiose, ha sviluppato una vasta gamma di movimenti e comunità laiche. La condivisione della fede con i laici offre uno spazio perché tutti noi possiamo imparare. C’è un’altra cosa tipica della Slovacchia: abbiamo delle comunità religiose molto giovani, una cosa che non si vede spesso in Europa. Le congregazioni e gli ordini slovacchi sono comunità dinamiche, e molte comunità di ‘un’Europa stanca e avanti con gli anni’ guardano a loro con speranza. Il nostro compito consisterà nel chiedere al Signore di dare alla Slovacchia giovani disposti a offrire la loro vita con gioia a Dio in un amore concreto per il prossimo”.
Quali sono i programmi per l’Anno della Vita consacrata nelle comunità del Paese?
“Nella nostra rivista ‘Vita consacrata’ abbiamo deciso di registrare diversi documentari dal titolo ‘5 minuti con noi’, che saranno presentati sul sito www.zasvatenyzivot.sk. Ogni venerdì, durante tutto l’anno, ci sarà la proiezione di un breve filmato su qualche argomento visto con gli occhi di un uomo o di una donna consacrati. Credo che questa forma di presentazione della vita dei religiosi risulterà comprensibile ed efficace, sia per i fedeli sia per coloro che non si riconoscono in alcuna confessione. Nel 2015 l’Ordine di sant’Agostino celebrerà 20 anni dalla sua fondazione in Slovacchia. Abbiamo in programma di organizzare un ciclo di conferenze mensili su alcune figure di spiritualità molto conosciute, e nell’aprile 2015 si terrà una conferenza su sant’Agostino e la nostra spiritualità”.