CHIESE IN BREVE
Svizzera: vita consacrata, “24 ore in convento”
Per l’apertura dell’anno della vita consacrata, i monaci del monastero di Einsiedeln, insieme alla Conferenza episcopale elvetica e alla Conferenza delle Unioni dei religiosi e delle religiose e degli Istituti secolari della Svizzera hanno rivolto l’invito a tutti i religiosi e le religiose del Paese a partecipare a una giornata di preghiera e di riflessione presso il monastero benedettino, sabato 29 novembre. La giornata si aprirà con la solenne celebrazione della Messa, presieduta dall’abate Urban Feder nella chiesa dell’abazia, mentre padre Heiner Wilmer, provinciale dei Dehoniani in Germania terrà l’omelia. Dopo il pranzo comune, ci sarà un incontro e uno scambio con padre Heiner Wilmer sul tema: “Quale è la nostra missione?”. La giornata si concluderà con i vespri comunitari e la Salve Regina. Sempre per l’anno della vita consacrata, le religiose della Svizzera romanda appartenenti a diversi ordini e congregazioni hanno lanciato l’iniziativa “24 ore con noi per scoprire e condividere la vita di una comunità religiosa”. La proposta si rivolge alle giovani sopra i 16 anni che si interrogano “su un impegno nella vita religiosa e desiderano scoprire come è fatta la quotidianità” di una comunità religiosa. Fino al 2 febbraio 2016 avranno la possibilità di trascorrere una giornata in una comunità a loro scelta per sperimentare la vita comune, la preghiera, il lavoro, gli incontri che la caratterizzano.
Portogallo: Caritas, campagna natalizia “10 milioni di stelle”
La Caritas portoghese ha ufficializzato la propria campagna di solidarietà natalizia, che quest’anno avrà come principali obiettivi la lotta contro la povertà infantile, e l’appoggio alla popolazione del Medio Oriente. “Il ruolo dalla Caritas è quello di dar voce a chi non ce l’ha. L’operazione ’10 Milioni di Stelle – Un gesto per la pace’ vuole però essere anche qualcosa di più: vogliamo che essa si trasformi in un grido di tutta la popolazione portoghese contro l’indifferenza. È un gesto di solidarietà attiva che, sebbene molto semplice, è in grado di generare comunione e cittadinanza”, ha affermato il presidente Eugénio Fonseca. Al prezzo simbolico di un euro, l’iniziativa di quest’anno ha come obiettivo annunciato la vendita di oltre un milione di candele, i cui ricavi saranno impiegati nel sostegno di due diverse cause solidali: il 65% sarà devoluto in favore di famiglie e persone in situazioni di difficoltà socio-economiche, individuate dalle Caritas diocesane e dalle parrocchie, mentre il restante 35% sarà impiegato nell’aiuto alla popolazione mediorientale. Nel corso della stessa riunione, tenutasi la scorsa settimana a Fatima, il Consiglio generale dell’associazione cattolica ha anche approvato “il piano di promozione e trasformazione sociale per l’anno 2015”, che sarà basato su cinque punti cardine: “dar voce ai poveri, la comunità cristiana, la risposta alla società, l’organizzazione e la rete Caritas, gli agenti Caritas”. Eugénio Fonseca ha anche indicato le tre priorità del prossimo triennio: “Anzitutto, la stretta collaborazione con le Caritas diocesane, nel rispetto delle loro identità e autonomie; il miglioramento dell’organizzazione, e infine, la gestione e la sostenibilità finanziaria dei servizi, assumendo quale criterio la qualificazione delle persone che in essi lavorano”.
Lussemburgo: legge sull’aborto, interviene l’Arcivescovo
Secondo l’arcivescovo del Lussemburgo Jean-Claude Hollerich si tratta di “un preoccupante cambiamento culturale” quello prefigurato dalla nuova proposta di legge sull’aborto, che sarà votata in Parlamento nelle prossime settimane. Tra i punti principali la nuova legge prevede la depenalizzazione dell’aborto, l’eliminazione dell’obbligo per la madre della seconda consulenza di carattere psico-sociale oggi prevista; la legge elimina inoltre il criterio di “difficoltà” necessario fino ad oggi per poter compiere un aborto mentre concede maggiore autonomia alle minorenni che scelgono di interrompere la gravidanza. In una “presa di posizione” pubblicata nei giorni scorsi, l’arcivescovo argomenta che “c’è differenza se si tratta di depenalizzare un atto, pur sempre considerandolo problematico e quindi inammissibile, o se si presume che sia in linea di principio accettabile e condivisibile”, cosa che la nuova legge prefigura, trasformando “l’interruzione volontaria di gravidanza in un semplice strumento di pianificazione delle nascite”. Il pieno rispetto dell’autonomia della coscienza, secondo la Chiesa significa “responsabilità nei confronti dei doni della creazione affidati alla persona”, tra cui la vita umana è “il più prezioso”, scrive ancora l’Arcivescovo, mentre la proposta di legge muove da “un’immagine dell’uomo, basata su una comprensione ristretta di autonomia e di un concetto limitato di individuo”.