LIBERTÀ RELIGIOSA
Nel rapporto di Aiuto alla Chiesa che soffre figurano numerosi casi in cui sono presi di mira cristiani, ebrei, musulmani
Culla dei diritti umani, anche il continente europeo è entrato nel “Rapporto sulla libertà religiosa nel mondo” stilato dall’Aiuto alla Chiesa che soffre. A presentare a Roma la situazione europea sul grado di rispetto della libertà di coscienza è stato Martin Kugler, membro dell’Osservatorio sull’intolleranza e la discriminazione contro i cristiani in Europa. Negli ultimi 7 anni, l’Osservatorio ha documentato più di 1.300 casi. Sono catalogati, a seconda dei casi, come crimini per odio, crescente vandalismo, generalizzazioni negative ed esclusione. Le vittime sono tutte le principali comunità religiose presenti nel nostro continente: i cristiani, gli ebrei e i musulmani.
Leggi sfavorevoli. In un’indagine del 2013, condotta con il sostegno delle nunziature vaticane europee, l’Osservatorio di Vienna ha documentato 41 leggi che colpiscono sfavorevolmente i cristiani. L’indagine chiedeva ad esempio se un cristiano può indossare un simbolo religioso durante il lavoro; se i genitori cristiani possono esonerare i figli dall’obbligatorietà dell’educazione alla sessualità. A fronte della situazione si registra anche una “scarsa reazione” del mondo della politica. Nel documento di Acs figurano anche specifici casi nazionali. Eccone alcuni.
Paesi del Nord. Nella mappatura geografica disegnata dall’Acs nel suo annuale Rapporto, Paesi come Danimarca, Francia, Paesi Bassi, Regno Unito, Svezia e Norvegia compaiono nella lista dove “il grado di violazione della libertà religiosa” è “preoccupante” e in “peggioramento”. Il fenomeno – si legge nel Rapporto – è legato alla diffusione in Europa di un “ateismo aggressivo” e di un “laicismo liberale” che hanno un impatto forte su temi come le scuole religiose, il matrimonio omosessuale e l’eutanasia. “Benché l’opinione pubblica ritenga che i credenti debbano essere liberi di praticare la propria fede in privato – si legge nel Rapporto -, vi è un consenso decisamente minore in merito alla libertà di manifestare la fede all’interno dello spazio pubblico”. Ciò significa che “i diritti di alcuni gruppi vengono sempre più schiacciati dai diritti di altri gruppi” e “ogni qualvolta i diritti all’eguaglianza di genere o degli omosessuali contrastano con i diritti di coscienza dei credenti, solitamente i primi prevalgono”.
Regno Unito. Le agenzie di adozione cattoliche del Regno Unito che si rifiutano di affidare bambini a coppie omosessuali, sono state costrette a modificare le loro norme o a chiudere. Un Rapporto ufficiale del governo scozzese invece ha evidenziato, nel biennio 2011-2012, un incremento del 26% (le denunce sono state 876) dei crimini aggravati a sfondo religioso, diretti per lo più contro cattolici e protestanti. Ma le discriminazioni non mietono vittime solo tra i cristiani. Fortemente colpiti sono anche musulmani ed ebrei. Secondo quanto emerge dai risultati di un’indagine condotta dalla Bbc, i musulmani sembrerebbero subire discriminazioni nell’ambito delle assunzioni. Un imam di Birmingham è stato ad esempio bersaglio di sputi solo per via delle sue “sembianze musulmane”. Atti di antisemitismo hanno colpito tutte le figure ebraiche del Paese con un aumento rispetto al 2012 del 5%.
Danimarca. Nel giugno 2012 si è registrata una fortissima tensione tra Stato e Chiesa evangelica luterana, a seguito dell’approvazione di una legge che obbliga i pastori della Chiesa a celebrare matrimoni religiosi tra persone dello stesso sesso. La nuova normativa riconosce il diritto all’obiezione di coscienza per i singoli pastori ma esige che il vescovo locale garantisca che questi tipo di matrimoni siano comunque celebrati.
Belgio. Il 18 aprile 2013 nella Libera Università di Bruxelles a Ixelles, attiviste femministe a seno nudo appartenenti al gruppo Femen hanno cercato di ostacolare la Conferenza dell’arcivescovo cattolico André Leonard con urla e insulti accusandolo di omofobia. Ma in Belgio brucia ancora forte il ricordo dell’attentato al museo ebraico di Bruxelles il 24 maggio 2014 che ha provocato la morte di tre persone e il ferimento di una quarta.