CHIESE IN BREVE

Svezia, Paesi Bassi, Portogallo

Svezia: mappa dei reati contro le comunità religiose
Il governo svedese ha affidato al Consiglio per gli aiuti di Stato alle comunità religiose (Sst) il compito di realizzare una mappatura degli atti xenofobi o discriminatori contro le comunità religiose. Il sondaggio, curato da Göran Larsson (Göteborg University) e Simon Stjernholm (Università di Lund), è stato curato in stretta collaborazione con le comunità religiose in Svezia tra cui il Consiglio delle chiese cristiane. L’indagine riguarda i reati sia contro i membri delle comunità sia contro le strutture. “Il governo aveva già svolto un’audizione sul tema all’inizio dell’estate”, spiegano i responsabili di Sst, “ma attraverso l’indagine l’intenzione è di arrivare a una conoscenza più ampia e più precisa del problema”. I risultati principali dell’indagine sono stati presentati a un gruppo di esperti, in un seminario a Stoccolma il 16 ottobre scorso. La relazione conclusiva sarà presentata al Governo il 15 novembre prossimo. “I musulmani sembrano essere il gruppo più vulnerabile”, ha spiegato Göran Larsson, “sulla base del fatto che quasi la metà di tutte le associazioni musulmane dicono di essere state vittime di varie forme di intimidazione, mentre sei su dieci moschee nel Paese sono state oggetto di atti di vandalismo”. In relazione al conflitto israelo-palestinese, l’ondata di antisemitismo che ha colpito la Svezia nel corso dell’anno non ha avuto precedenti negli anni passati secondo Lena Posner-Körösi, presidente del Consiglio ebraico centrale. Anche i cristiani in Svezia risultano essere vittime di odio e minacce: molestie a scuola, vandalismo dei luoghi di culto e attacchi soprattutto a persone convertite dall’islam. Tra i problemi principali per la lotta contro questo genere di violazioni è la debole interazione tra le comunità e la polizia, per cui troppi pochi crimini d’odio sono risolti e si sa troppo poco dei colpevoli e del movente onde trovare piste per affrontare il problema.

Paesi Bassi: in Cina sulle orme del vescovo-martire
Rientreranno a fine mese dalla Cina, dopo una permanenza di due settimane, 15 pellegrini olandesi accompagnati dal vescovo ausiliare di Roermond, mons. Everard de Jong. Il viaggio li sta portando nei luoghi dove visse e fu ucciso il vescovo di origini olandesi Franz Schraven, bruciato vivo con altri otto compagni dai soldati giapponesi nel ’37 perché si era rifiutato di “concedere” oltre duecento giovani cinesi come “donne di conforto”. Secondo il programma pubblicato dal sito della diocesi di Roermond, a Zhending – dove Schraven è stato vescovo per 16 anni e dove hanno lavorato una ventina di missionari olandesi – si svolgerà un incontro con i membri anziani della comunità cattolica che serbano il ricordo di questi missionari e del vescovo. Si farà una visita alla pagoda dove i nove martiri sono stati torturati e arsi, al luogo dove i resti sono sepolti e alla ex-residenza dove mons. Schraven aveva raccolto oltre 5mila rifugiati durante l’invasione dell’esercito giapponese. Il pellegrinaggio si concluderà con un convegno internazionale sul massacro di Zhengding per fare luce sulla storia di questo martirio. “È la prima volta nella storia della Cina che si realizza una discussione a livello scientifico in pubblico su questo tema. Si tratta una di svolta”, spiegano gli organizzatori. Il vescovo de Jong terrà il discorso di apertura della conferenza.

Portogallo: sostegno al progetto “Diritto alla nascita”
Il portavoce della Conferenza episcopale portoghese (Cep) ha rivelato nei giorni scorsi che i vescovi del Paese hanno deciso di dare il loro appoggio all’iniziativa legislativa popolare a favore di “una maggiore protezione della maternità e della paternità, in difesa del diritto alla nascita”. Secondo padre Manuel Barbosa, infatti, il documento redatto e presentato in occasione della “Camminata per la vita”, svoltasi a Lisbona il 4 ottobre, si trova in sintonia con il dibattito tenutosi nell’Assemblea straordinaria del Sinodo dei vescovi sulla necessità di un maggiore sostegno della famiglia, in tutti i suoi aspetti e le sue componenti: “Dinanzi al grave problema della diminuzione della natalità, il Consiglio permanente della Cep si congratula con questa iniziativa legislativa, appoggia e incentiva i suoi promotori, augurandosi il successo della stessa”. La nuova proposta di legge, denominata “Protezione della maternità e della paternità e del diritto alla nascita”, che, per poter essere presentata in Parlamento richiede la raccolta di almeno 35mila firme, contiene effettivamente notevoli cambiamenti nella regolamentazione dell’interruzione volontaria della gravidanza e nelle politiche di sostegno alla natalità. Il portavoce della Cep ha anche annunciato che la prossima visita dei prelati portoghesi “ad limina apostolorum” è stata concordata con la Santa Sede per il mese di settembre 2015, ricordando che l’ultima visita dei vescovi è avvenuta durante il pontificato di Papa Benedetto XVI nel 2007.