EDITORIALE

Il Papa a Strasburgo: quali” “insegnamenti per l’Europa?

Cresce l’attesa per la visita del Santo Padre. Un’anima e nuove consapevolezze per il progetto comunitario

Non sappiamo quanto abbia seguito da vicino gli sviluppi in Europa l’ex arcivescovo della lontana Buenos Aires, ma possiamo essere sicuri che Papa Francesco ha studiato da vicino gli affari europei da quando ha assunto la residenza a Roma. È chiaro che scegliendo di visitare il Parlamento europeo prima di uno qualsiasi dei singoli Stati membri dell’Ue, il Santo Padre intende riconoscere il ruolo unico delle istituzioni dell’Unione europea nella vita del nostro continente e rassicurare il resto del mondo riguardo al sostegno benevolo della Chiesa cattolica agli ideali del progetto comunitario.
Il presidente dell’Europarlamento, Martin Schulz, invitando Papa Francesco gli avrà certamente dato carta bianca rispetto al contenuto del suo discorso all’Emiciclo. Sarebbe sconsiderato per qualsiasi sapiente tentare di rubare il rombo del tuono del Papa. Il suo discorso sarà redatto attentamente e minuziosamente, ma per quanto concerne i contenuti e, soprattutto, il tono adottato, dobbiamo mordere il freno fino al 25 novembre.
È importante rendersi conto che Papa Francesco sta rispondendo a un invito. Il suo ospite avrà delle aspettative. Il presidente Schulz e gli eurodeputati hanno il diritto di presumere che la sensibilità che il Papa dimostrerà nei confronti delle aspirazioni a lungo termine del progetto europeo, delle competenze e dei settori politici che sono specifici dell’Unione, e delle domande dei membri del Parlamento che rappresentano più di cinquecento milioni di cittadini dell’Ue, sarà probabilmente al primo posto nelle loro menti.
Il momento è singolarmente propizio. Il 25 novembre la nuova Commissione, Jean-Claude Juncker e la sua squadra, avrà appena presentato il suo programma quinquennale. Così, l’Europa e il suo futuro promettono di costituire la grande notizia di metà novembre. Il Papa andrà a toccare sul vivo la narrativa europea in un punto di svolta critico. E, senza alcun dubbio, fornendo spunti provocanti.
Il Santo Padre parlerà a un’assemblea parlamentare che avrà ancora la freschezza e l’energia di qualsiasi parlamento all’inizio del suo mandato, sapendo che il 58% dei deputati sono in parlamento per la prima volta, e sono “impressionabili”.
Papa Francesco, grazie alle sue prime esperienze nei collegi gesuiti in Argentina e alla sua sensibilità ai cambiamenti di modello dell’educazione religiosa negli ultimi decenni, sarà anche consapevole che non può pretendere dal suo pubblico di Strasburgo la stessa familiarità con la dottrina sociale cristiana che le generazioni precedenti assimilavano nell’aria che respiravano. Il Santo Padre è un esperto pedagogo e Strasburgo sarà il suo primo test nell’arena politica. Segnerà un nuovo importante punto di partenza nella missione del nuovo Papa come maestro.
Il messaggio del Papa sarà certamente il frutto della sua preghiera e del suo pensiero, ma è lecito ritenere che sfiderà gli eurodeputati a guardarsi dentro, a scavare nelle loro anime per individuare indizi utili a capire dove potremmo trovare l’anima sfuggente dell’Europa, e a guardare fuori se stessi nella consapevolezza che l’Europa non è che uno dei tanti attori fondamentali – e, forse, nemmeno il più importante – sulla vasta scena mondiale.

(*) Segretario generale Comece – “Europeinfos”