CHIESE IN BREVE

Giornate sociali cattoliche, Polonia, Portogallo

Giornate sociali: un confronto tra fede e società
Si sono aperte a Madrid, il 18 settembre, le Giornate sociali cattoliche europee, giunte alla seconda edizione, dopo la prima esperienza tenutasi a Danzica (Polonia) nel 2009. I vescovi europei hanno promosso questa iniziativa, che proseguirà fino al 21 settembre, con l’intento di riflettere sul tema “La fede cristiana e il futuro dell’Europa”, ponendo in relazione le sfide attuali (dalla crisi economica a quella demografica, dalla secolarizzazione alle trasformazioni culturali e politiche) con l’esperienza religiosa attuale e l’insegnamento sociale della Chiesa. L’organizzazione dell’evento, che ha portato nella capitale spagnola quasi 200 partecipanti da una trentina di Paesi, è affidata a Ccee (Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa) e Comece (Commissione degli episcopati della Comunità europea), insieme all’arcidiocesi di Madrid e con la collaborazione della Conferenza episcopale spagnola. La giornata di apertura ha visto una messa celebrata dal vescovo di Calahorra e La Calzada Logroño, e presidente della commissione per la Pastorale sociale della Conferenza episcopale spagnola, mons. Juan José Omella Omella. Sono seguiti gli interventi introduttivi dei cardinali Antonio Maria Rouco Varela, amministratore apostolico di Madrid, Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e vicepresidente Ccee, e Reinhard Marx, arcivescovo di Monaco e presidente Comece. In seguito, il rettore dell’Università ecclesiastica di San Damaso (Madrid), don Javier Prades López, ha tenuto la prima conferenza intitolata: “Il contributo della fede cristiana per il presente e il futuro dell’Europa: la persona”. Sono dunque previste in questi giorni relazioni e lavori di gruppi, che si concentreranno in particolare su: migrazioni, giovani, solidarietà tra le generazioni, volontariato e cultura della solidarietà, libertà di educazione, politiche familiari, vita umana nell’era delle innovazioni tecnologiche. Le principali sessioni di lavoro possono essere seguite in streaming sul sito www.catholicdays.eu.

Polonia: a Lodz due giorni dedicati alla famiglia
“In famiglia c’è posto per tutti”: è il tema del Forum carismatico organizzato nella città polacca di Lodz (Polonia) il 20 e 21 settembre dal Centro di rinnovamento nello Spirito con il sostegno dei padri gesuiti. L’incontro, rivolto agli adulti, sarà accompagnato da un Laboratorio di fede per bambini dai 7 ai 12 anni. “In questi due giorni vogliamo occuparci sia delle relazioni tra genitori e figli, e dei problemi e gioie dell’educazione che degli stessi bambini”, spiega Inga Pozorska del gruppo “Forti nello Spirito”. Sono previste cinque conferenze: Dio lotta per la tua famiglia, Il matrimonio secondo Dio, Famiglia difficile – famiglia da amare, Perché i giovani non vanno in chiesa e Se ami – parla; alcune riflessioni saranno tenute da sacerdoti e altre da laici. Per i più piccoli saranno nel frattempo organizzati corsi di canto, ballo e disegno. Sono previste inoltre preghiere e funzioni in comune.

Portogallo: “Promuovere la Pastorale della salute”
Nel corso del 29mo incontro della Pastorale sociale, tenutosi a Fatima dal 9 all’11 settembre scorso, attorno al tema “Confessione della fede e impegno sociale”, mons. Vítor Feytor Pinto ha affermato che “a trent’anni dalla sua istituzione, la Pastorale della salute si trova dinanzi a un nuovo inizio, considerate le sfide, le sensibilità e le potenzialità proprie del settore utilizzabili nella nuova evangelizzazione”. “Non c’è comunicazione sociale che non presenti programmi di salute, non c’è persona che non desideri star bene, e la Chiesa deve cogliere l’opportunità di mostrare come dal messaggio evangelico provenga la promessa di una migliore qualità della vita, di una maggiore felicità, e di più sani valori”, ha aggiunto il prelato. A parere dell’ex coordinatore nazionale, la Chiesa deve “investire fortemente nella Pastorale della salute”, perché essa può svolgere “un ruolo fantastico”, non solo nella cura dei malati, ma anche offrendo a tutte le persone un maggiore benessere, attraverso la prevenzione e le tutele primarie: “La sfida della vicinanza alle persone, la straordinaria scelta in favore dei più poveri sono fondamentali, perché oggi molti hanno bisogno di assistenza senza avere mezzi economici, e l’offerta gratuita di beni spirituali che la Chiesa può offrire, può costituire una vera risposta a tutte le necessità”. Ricordando i contatti permanenti e gli ottimi rapporti sviluppati con il ministero della Salute e con le facoltà universitarie, mons. Pinto ha concluso dicendo che “i trent’anni di lavoro in questo settore hanno rappresentato un’esigenza di umanità, di preoccupazioni nei confronti del prossimo, e di fede profonda nella missione affidatagli da Dio”.