UE
Presentato a Bruxelles il collegio guidato da Juncker che dovrebbe entrare in carica a novembre
Sorridente, ironico, apparentemente sollevato. Jean-Claude Juncker, lussemburghese, politico “navigato”, dopo un’estate “molto breve” e negoziati simili a un calvario, è riuscito nella quadratura del cerchio. Il 10 settembre ha infine presentato al palazzo Berlaymont, quartier generale della Commissione a Bruxelles, la sua futura “squadra”, che potrà entrare in funzione il 1° novembre solo dopo aver superato le audizioni e il voto dell’Europarlamento. Lo stesso Juncker ha ammesso di aver compiuto “fitte trattative” con gli Stati membri per arrivare a un collegio equilibrato, attento alle specificità geografiche e al peso dei partiti politici, nonché a una presenza femminile non inferiore a quella della Commissione Barroso.
Lavoro di squadra. Juncker ha tratteggiato il profilo del collegio che resterà in carica 5 anni. Ma anzitutto ha reso “omaggio all’amico, fratello e talvolta complice”, il suo predecessore José Manuel Barroso, che terminerà l’incarico a fine ottobre. “La sua Commissione – ha specificato Juncker – ha affrontato problemi enormi, dall’allargamento dell’Ue alla crisi economica”, “ampliandone i poteri” per rispondere al complesso quadro che andava definendosi. Juncker non è tornato a illustrare il suo programma, che aveva già presentato a luglio al Parlamento e al Consiglio Ue; si è invece soffermato a descrivere l’organigramma del collegio e le funzioni assegnate a ogni commissario, tenuto conto che “dovremo lavorare in squadra, condividendo responsabilità e decisioni”, perché “le singole competenze non saranno dei silos di interessi nazionali”, ma si opererà con “obiettivi condivisi”. Sulla “qualità” dei commissari ha quindi osservato: “Sono tutti politici di alto livello, garantisco sulla loro competenza”: il collegio comprende 9 ex premier, 19 ministri, 7 commissari uscenti, 8 ex eurodeputati. La media d’età della Commissione sarà di 53 anni. “Fra loro abbiamo 11 persone con notevole esperienza in materia economica, 8 esperti di relazioni estere”. Nove le donne, tre delle quali con ruolo di vicepresidente, compreso l’Alto rappresentante per la politica estera, l’italiana Federica Mogherini. “È stata un’impresa ardua arrivare a nove donne – ha confidato Juncker -. Per far questo sono stato al telefono tutto il mese di agosto”.
Le competenze. Tra le novità, Juncker ha scelto, fra i 7 vicepresidenti, un “primo vicepresidente”, l’olandese Frans Timmermans: “Coordinerà i lavori” del collegio e “sarà il mio supplente – ha aggiunto Juncker scherzando – in caso di mia assenza fisica o mentale”. “Faremo meglio facendo meno”, ha specificato il politico lussemburghese, che ha indicato tra le priorità programmatiche la lotta alla burocrazia. Quindi il lungo elenco delle competenze, con la conferma delle voci circolate nei giorni scorsi: il francese Pierre Moscovici avrà l’importante delega degli affari economici e finanziari (“non quelli monetari, che sono di competenza della Bce”). Ma le competenze economiche saranno ripartite anche in altri dicasteri, fra cui quello per l’euro e il dialogo sociale, “che non possono essere separati”.
Economia reale, migrazioni. “In un periodo come questo, senza precedenti, i cittadini aspettano da noi risultati. Dopo anni di difficoltà economiche e di riforme spesso dolorose, gli europei si attendono un’economia funzionante, posti di lavoro duraturi, una maggiore protezione sociale, frontiere più sicure, la sicurezza energetica e opportunità digitali”. Jean-Claude Juncker nel presentare la sua Commissione, ha insistito sulla “mission” dell’Esecutivo: “Questa squadra riporterà l’Europa sulla strada verso l’occupazione e la crescita. Dobbiamo essere aperti al cambiamento”. Questa sarà “una Commissione europea politica, dinamica ed efficiente, capace di dare all’Europa un nuovo inizio. Sto mettendo in campo 27 giocatori, ognuno con uno specifico ruolo, per una squadra vincente”. La Commissione lavorerà con il metodo dei project team, ciascuno affidato a uno dei 7 vicepresidenti (ad esempio “Occupazione, crescita, investimenti e competitività”, “Unione dell’energia”). “In tal modo sarà assicurata – secondo Juncker – l’interazione dinamica di tutti i membri del collegio, eliminando i compartimenti stagni e le strutture statiche”. Tra le novità del collegio, oltre alla figura del “primo vicepresidente”, appare il portafoglio Mercato interno, industria, imprenditoria e Pmi (responsabile Elzbieta Bielkowska), che “sarà il motore interno dell’economia reale”. Inoltre il presidente eletto ha identificato un portafoglio specifico in materia di migrazione, del quale sarà responsabile Dimitris Avramopoulos, “per dare priorità a una nuova politica sulla migrazione che affronterà con determinazione la migrazione irregolare, rendendo nel contempo l’Europa una destinazione attraente per i migliori talenti”.