SPAGNA

La carità non va in vacanza

Prosegue l’impegno della Chiesa iberica verso gli ultimi. L’ebola tra le nuove emergenze

La solidarietà della Chiesa spagnola verso i bisognosi non è andata in vacanza quest’estate. Oltre alle consuete azioni di sostegno rivolte alle persone e famiglie indigenti del Paese, grande continua a essere l’impegno per fronteggiare l’epidemia di ebola in Africa, come pure il sostegno a chi vive ai margini in Pakistan. Ugualmente non è mancata la denuncia delle difficoltà che si trovano a vivere i cristiani perseguitati in Iraq e in altre parti del mondo e l’appello a non restare indifferenti.

L’impegno contro ebola. L’équipe direttiva di Caritas spagnola ha appena approvato un primo invio di 50mila euro per rispondere all’appello che la Caritas della Sierra Leone ha lanciato attraverso Caritas Internationalis. L’obiettivo è fermare la trasmissione di ebola nei nove distretti che sono già stati colpiti o a rischio attraverso un efficace controllo dei focolai comunitari. Inoltre, il progetto prevede che quasi 34mila persone ricevano una formazione diretta sulla malattia: trasmissione, igiene, prevenzione, contenimento. Altre 28mila persone (3.600 famiglie) avranno materiale igienico. Complessivamente saranno 62mila le persone che beneficeranno direttamente del progetto e 180mila in maniera indiretta. Padre Peter Konteh, religioso che vive in Sierra Leone, da dieci anni lavora con Manos Unidas: ora è impegnato in prima linea nella lotta contro ebola. “Insegniamo alla gente a ridurre i livelli di rischio di contagio”, spiega. “Il nostro personale – prosegue il religioso – sta lavorando molto, anche in condizioni straordinarie. Dobbiamo sviluppare molte strategie per educare la popolazione nella prevenzione di ebola”. Tra gli effetti negativi della malattia è l’aumento degli orfani e di famiglie condannate alla povertà per la morte del congiunto che lavorava. Anche per fronteggiare queste situazioni è grande l’impegno di padre Konteh e della sua équipe. “Ebola è la nuova guerra da combattere in Sierra Leone. Dobbiamo unire gli sforzi e costruire sinergie per vincere questa battaglia”. Manos Unidas sta studiando diverse richieste di aiuto per l’emergenza provenienti da vari Paesi colpiti dall’epidemia.

Per 200 donne del Bangladesh. La Caritas diocesana di Cádiz y Ceuta ha dal canto suo partecipato alla formazione lavorativa di 200 donne artigiane in un progetto di collaborazione con Caritas Bangladesh attraverso la mediazione di Caritas spagnola. Il progetto ha mirato a migliorare le competenze tecniche del gruppo di donne partecipanti per sviluppare le loro capacità produttive. Le donne realizzano borse di iuta e cotone e cesti di palma. Il progetto, oltre a finanziare la formazione, ha permesso di acquistare i macchinari industriali necessari per migliorare la produzione.

Contro le persecuzioni in Iraq. La Commissione permanente del Forum dei laici di Spagna ha invece diffuso un comunicato contro la persecuzione religiosa dei cattolici in Iraq. Riprendendo le parole del Papa in Corea del Sud su “l’importanza, la dignità e la bellezza della vocazione dei laici”, il Forum scrive: “Non possiamo tacere di fronte alle laceranti persecuzioni, che in nome di Cristo stanno soffrendo i nostri fratelli nella fede”. “Denunciamo di fronte al mondo questa persecuzione, che diventa più orribile per essere fatta in nome di una religione – si legge nella nota -. Offriamo la nostra vicinanza, solidarietà e preghiere per questi fratelli che soffrono costretti ad abbandonare la propria patria per non essere massacrati”. E ancora: “Condanniamo gli omicidi e i crimini che si stanno compiendo. È una grave offesa a Dio, ma anche all’essere umano e alla nostra coscienza di laici cristiani”. Il Forum chiede alla “comunità internazionale, agli organismi europei e ai governi occidentali di adottare misure efficaci per far cessare questa persecuzione. Facciamo nostre le parole dell’osservatore del Vaticano presso l’Onu, monsignor Silvano Tomasi: ‘Dobbiamo agire prima che sia troppo tardi’”. Il Forum chiede ai cattolici di Spagna di “non restare indifferenti di fronte a tale persecuzione. Non dimentichiamo che il silenzio, molte volte, è il complice più comodo delle iniquità”. Dopo aver implorato “la Santissima Vergine Maria, Regina dei martiri e della pace, affinché ottenga dal Figlio divino la grazia di perseveranza per i cattolici dell’Iraq, tocchi i cuori e converta coloro che li perseguitano”, il Forum sottolinea: “Le vacanze estive non possono essere una scusa per stare zitti. Papa Francesco lo ha detto. Seguiamo il suo esempio”.