GERMANIA
Prosegue l’iniziativa tedesca per i diritti umani e la giustizia sociale in Brasile
Con la fine del Campionati del mondo di calcio, e il trionfo della Germania in Brasile, si è chiusa anche Aktion-Steilpass, l’iniziativa tedesca che ha gestito una petizione internazionale per la giustizia sociale e diritti umani in Brasile. L’iniziativa, nata su stimolo di Adveniat, l’organizzazione della Chiesa tedesca per l’America Latina, ha coinvolto le associazioni cattoliche dello sport (Djk), dei lavoratori (Kab), degli agricoltori (Kljb) e Kolping International. La petizione e le attività di sensibilizzazione partite dalla Germania hanno avuto un grande successo in merito alle richieste avanzate su lavoro dignitoso, assistenza sanitaria, istruzione, riforma agraria, rispetto e protezione delle minoranze, lotta alla corruzione, protezione ed educazione dei minori, controllo democratico della magistratura e dei media, impegno sociale. Stephan Jentgens, direttore di Adveniat, analizza per Sir Europa il risultato e le prospettive future del progetto.
Che tipo di risultati avete sperimentato con Aktion-Steilpass?
“Adveniat ha ricevuto finora quasi 10mila firme per l’equità e la giustizia. Ma per noi in Germania l’azione Steilpass (letteralmente ‘pallonetto’ – ndr) non è conclusa solo perché il circo del pallone ha smontato le tende e si è spostato altrove. È importante che restiamo in gioco per i brasiliani e che sottolineiamo insieme con loro la povertà, l’ingiustizia sociale e la corruzione del luogo, affinché le persone svantaggiate in Brasile e nel mondo intero possano vincere. Perciò l’azione Steilpass continua anche dopo i mondiali di calcio. Le richieste dell’azione sono enucleate sotto forma di petizione e sono state consegnate al governo brasiliano alla vigilia dei mondiali di calcio. Fino a novembre è ancora possibile richiedere i moduli per la raccolta delle firme, così come si può aderire alla petizione online all’indirizzo www.aktion-steilpass.de. Per dicembre è prevista la consegna delle firme al governo tedesco”.
Come valutare il successo dell’evento sportivo, osservando le proteste in Brasile?
“È vero: ricordiamo che alla vigilia dei mondiali è stato riferito continuamente che nel Paese del calcio non si avvertiva una vera atmosfera di festa. Ma lo sport unisce i popoli, annulla almeno per un momento le differenze di classe, unisce anziani, giovani, famiglie. Il calcio crea entusiasmo, e così è stato anche per questi mondiali a Rio de Janeiro. Anche io ovviamente sono contento che la Germania abbia vinto i Campionati, ma la squadra tedesca non porta con sé in Germania solo la coppa ma anche la consapevolezza delle disuguaglianze sociali che esistono nel Paese più grande dell’America meridionale”.
Quale impegno è previsto ora per i Paesi occidentali, per le agenzie umanitarie e per gli operatori locali?
“Il governo brasiliano aveva promesso di spendere per i mondiali solo i fondi reperiti con gli sponsor e non denaro pubblico. Ma è avvenuto il contrario. Il conto è particolarmente salato per coloro che hanno perso le case in cambio di stadi ora vuoti. Il governo dovrà ora agire, poiché le richieste della popolazione brasiliana di accedere all’istruzione, al sistema sanitario e a un sistema di trasporti migliore non si placheranno. È molto importante che queste richieste vengano sostenute anche a livello internazionale. E l’azione Steilpass dimostra che i brasiliani non sono soli nelle loro richieste di una società migliore: possono godere di un’ampia alleanza”.
Nel 2016 si terranno a Rio de Janeiro i Giochi olimpici: qual è la prospettiva per Adveniat e l’impegno sociale internazionale tedesco?
“Per il futuro, gli organizzatori e la politica dovranno sicuramente confrontarsi in modo molto critico con questi grandi eventi. Mi auguro che il Comitato olimpico internazionale sappia trarre insegnamento dai mondiali di calcio e che la popolazione del Brasile partecipi maggiormente ai preparativi. Poiché se la popolazione del Paese ospitante percepisce un grande evento sportivo più come un peso che come opportunità, nel lungo periodo ciò nuoce a tutte le manifestazioni, siano essi mondiali di calcio o le Olimpiadi. Abbiamo bisogno di più trasparenza, più partecipazione, più standard minimi certificabili, ad esempio per quanto concerne i diritti umani e la protezione dell’ambiente. Dal governo brasiliano mi aspetto, così come si attendono la Conferenza episcopale e quella degli ordini religiosi in Brasile, che per i Giochi olimpici del 2016 di Rio de Janeiro il Paese abbia compiuto un grande passo in avanti per la realizzazione delle dieci richieste legate ad Aktion-Steilpass per una società più equa”.