BULGARIA

A fianco dei poveri

La testimonianza del parroco ortodosso padre Ivan Ivanov” “

Novi han è un paesino a 40 km da Sofia, diventato famoso negli ultimi anni a causa di uno dei suoi abitanti: il parroco ortodosso padre Ivan Ivanov che vi ha costruito una grande casa-famiglia per bambini abbandonati, famiglie e singoli in difficoltà. In Bulgaria padre Ivan, chiamato da tutti solo per nome, è sinonimo di uomo di Dio che ogni giorno è a fianco dei poveri. Con il suo progetto, iniziato 25 anni fa, più di 1300 persone hanno trovato alloggio ed assistenza.

Il voto. La vocazione al sacerdozio per padre Ivan arriva tardi, lo trova già sposato e padre di tre figli. Presto però questa sua passione per la Chiesa viene notata dalla polizia comunista. “Un giorno mi hanno chiamato nel commissariato, era il 1981 – racconta a Sir Europa il sacerdote – mi chiedevano quali erano i miei amici all’estero ma io non ne avevo”. E così padre Ivan finisce in una bruttissima cella, piccola e umida, senza servizi, dove rimane chiuso per sette mesi. “È stato veramente duro – confessa il sacerdote – anche perché vivere non sapendo perché ti hanno chiuso e quanto ci rimarrai è molto angosciante”. E aggiunge: “Solo la preghiera e la fiducia nel Signore mi hanno salvato, altrimenti sarei impazzito”. Allora fa il voto a Dio di costruire una casa per ragazzi orfani se riesce a uscire dalla prigione.

La casa-famiglia. La promessa di padre Ivan si realizza nella parrocchia, dove viene inviato come parroco, “La Santissima Trinità” di Novi han. “Era il 1987, la chiesa duecentesca rischiava di andare in rovina mentre il cortile sembrava una giungla” – racconta il sacerdote. Presentato il suo piano al consiglio parrocchiale, i membri definiscono il progetto “un’impresa impossibile”. Padre Ivan però non si scoraggia e inizia a costruire con quel poco che ha.

Gli inquilini. Nonostante le difficoltà, perché “all’inizio il comune voleva impedire la costruzione”, l’edificio a forma di monastero ortodosso presto si riempie. “Oggi vi ospitiamo molti bambini abbandonati, ragazze – madri, famiglie in difficoltà, anziani – in totale circa 100 persone” – spiega padre Ivan. Ultimamente con l’aggravarsi della crisi economica il numero di quelli che lo cercano aumenta. “Purtroppo la capienza è limitata” si rammarica il sacerdote al quale dispiace rimandare indietro le persone in difficoltà. A differenza delle istituzioni sociali statali, nella casa di padre Ivan le persone possono rimanere finché vogliono, se rispettano le regole. “Qui si lavora e ognuno dà una mano in quello che può – spiega – gli uomini nelle costruzioni e nella fattoria, le donne nelle pulizie”. Per aiutare il proprio mantenimento allevano un po’ di animali e si occupano di agricoltura.

La famiglia di Galia e Nicolaj. Nella casa nascono anche famiglie. Una delle prime è quella di Galia e Nicolaj Simovi, sposati da padre Ivan nove anni fa, oggi con due figli: di nove e due anni. “Sono cresciuta in un istituto – racconta Galia – ma lì, compiuti i 18 anni, ti mandano via. Ho cercato invano un lavoro e siccome non avevo dove andare, dormivo sulle panchine nei parchi.” Poi sente della casa di padre Ivan e arriva a Novi han. “Qui ho trovato non solo un letto e un pasto caldo ma anche il calore e il sostegno di una famiglia che mi ha accolto”, aggiunge la giovane donna che ora è la vice cuoca della casa. Anche il marito Nicolaj rimane orfano dopo la morte della madre, mentre suo padre lo abbandona quando aveva sette anni. In questo momento lavora come autista.

Il villaggio di Jakimovo. Per dare a queste famiglie la possibilità di integrarsi, padre Ivan, aiutato da molti benefattori, (solo su Facebook il progetto è stato sostenuto da 36mila persone,) è riuscito a comprare circa 60 case nel villaggio di Jakimovo, un paesino nella Bulgaria del Nord, a 200 km dalla capitale. “Volevo dare a queste persone in difficoltà la possibilità di rifarsi la vita, avere una casa propria, allevare qualcosa” afferma lui. E aggiunge: “Abbiamo aperto anche un forno e ogni giorno gli abitanti del villaggio comprano il pane fresco al prezzo di costo”. Vorrebbe creare una piccola azienda per dare lavoro alle persone ma il capitale iniziale è troppo grande. “Nulla però è impossibile a Dio”, sorride il sacerdote settantenne che nonostante i vari ostacoli è convinto che il suo posto sia “tra i poveri”.

Persone in difficoltà. Padre Ivan crede che “la Chiesa deve occuparsi prima di tutto delle persone in difficoltà” e “apprezza l’impegno di Papa Francesco in questo senso”. “Nel Vangelo è chiaro quello che dobbiamo fare – afferma – sarebbe bello se in ogni diocesi in Bulgaria ci fosse una casa – famiglia”. A Pasqua anche il patriarca bulgaro Neofit è venuto a visitare la casa a Novi han. Con la sua benedizione padre Ivan e il suo staff continuano a far tornare i sorrisi sulle facce di tanti bambini.