CHIESE IN BREVE
Francia: non importare conflitto Medio oriente
“Non importare il conflitto israelo-palestinese”. Su richiesta della presidenza della Conferenza dei vescovi di Francia (Cef), monsignor Stanislas Lalanne, vescovo di Pontoise, ha rappresentato la Chiesa cattolica in occasione dell’incontro della Conferenza dei responsabili di culto in Francia (Crcf) con il presidente Hollande lo scorso 21 luglio, all’indomani delle violenze e degli atti antisemiti verificatisi il giorno prima a Sarcelles, alle porte di Parigi, in un raduno pro-Palestina degenerato in scene di guerriglia urbana con negozi saccheggiati, vetrine infrante, un alimentari kosher dato alle fiamme e minacce alla sinagoga. In un’intervista pubblicata sul sito della Chiesa di Francia www.eglisecatholique.fr, mons. Lalanne commenta la dichiarazione congiunta, rilasciata dai vescovi Ile-de-France sulla vicenda. “Quanto accaduto a Sarcelles ma anche in altri luoghi – afferma – sono eventi gravi”. Con la dichiarazione “vogliamo esprimere in maniera chiara e categorica la nostra opposizione a ogni proposto e atto antisemita”. Una violenza “che non può essere giustificata dalla tensione del contesto internazionale”. “E molto importante – il monito di mons. Lalanne – non importare i conflitti in corso in Medio oriente”. Nel rilevare che gli atti di violenza sono stati commessi da una piccola minoranza “molto ben organizzata”, il vescovo invita a non confondere i violenti, “che devono essere processati per le loro azioni, con la stragrande maggioranza dei cittadini, pacifici indipendentemente dalla loro appartenenza religiosa”, e assicura: “In Francia non c’è ‘conflitto’ tra ebrei e musulmani”. Mons. Lalanne riferisce di avere percepito nel corso dell’incontro con il presidente Hollande la “reale preoccupazione dei responsabili dello Stato di fronte al rischio di frammentazione dell’unità nazionale”, e afferma la necessità di un ampio e capillare “lavoro educativo” di conoscenza reciproca dell’altro, “della sua religione e cultura”, iniziando da incontri a livello locale tra gruppi e associazioni”.
Belgio: 31 luglio 21° della morte di re Baldovino
Il 31 luglio ricorre il 21° anniversario dalla morte del re Baldovino del Belgio, improvvisamente scomparso per un attacco cardiaco nella sua villa di Motril, in Spagna. Come ogni anno, per ricordare il sovrano profondamente amato da suo popolo che si mise in coda per ore per rendere omaggio alle sue spoglie, il 31 luglio verrà celebrata a Notre-Dame de Laeken una Messa in sua memoria. Per l’occasione la cripta reale sarà aperta al pubblico dalle 10 alle 17. L’Eucaristia (ore 11) sarà presieduta da monsignor Herman Cosijns, segretario della Conferenza episcopale belga, e animata dal coro giovanile “In spiritu vehementi” sotto la direzione del reverendo Van Steen, in collaborazione con l’orchestra barocca “Praeludium aeternae Vitae” diretta da Luc De Sterck. Baudouin Albert Charles Léopold Axel Marie Gustave, re dei belgi dal 16 luglio 1951 al 31 luglio 1993, fu uomo di profonda e coerente fede cattolica. Memorabile il gesto “istituzionalmente clamoroso” con il quale il 4 aprile 1989 si rifiutò di firmare un testo legislativo favorevole all’aborto approvato dal Parlamento. Il re si era dichiarato disposto ad abdicare per non contrastare il voto del Parlamento, ma le Camere escogitarono una via d’uscita costituzionale consistente nel dichiarare una “impossibilità di regnare” del sovrano per ventiquattr’ore, giusto il tempo per consentire al governo di promulgare in sua vece il provvedimento. Il 5 aprile Baldovino fu ristabilito nelle sue funzioni. Nell’udienza generale del 7 giugno 1995, Giovanni Paolo II lo definì “un grande custode dei diritti della coscienza umana”, mentre nell’omelia per le esequie il cardinale Gottfried. Danneels disse: “Verrà il giorno che la straordinaria dimensione di re Baldovino verrà rivelata”. È stato introdotto dalla Congregazione per le Cause dei santi il suo processo di beatificazione.