SPAGNA
Intervento della Conferenza episcopale riguardo la nuova legge sull’educazione
La Commissione permanente della Conferenza episcopale spagnola (Cee) ha tenuto a Madrid la sua 232ª riunione il 25 e il 26 giugno. I vescovi si sono occupati del nuovo Piano pastorale, del quinto centenario di santa Teresa de Jesús, della nuova legge sull’educazione. Venerdì 27 giugno è stata diffusa una nota finale.
Centenario della nascita di santa Teresa. I vescovi hanno lavorato sulla prima bozza del nuovo Piano pastorale della Cee per il quadriennio 2016-2020. Il nuovo Piano pastorale sarà redatto tenendo conto dell’esortazione apostolica di Papa Francesco, “Evangelii Gaudium”, incentrata sull’annuncio della gioia del Vangelo nel mondo attuale. Il segretario generale José María Gil Tamayo ha presentato una relazione sul tema, che sarà approfondito nella prossima Assemblea plenaria. La Commissione permanente ha approvato alcune iniziative in occasione del prossimo centenario della nascita di santa Teresa de Jesús. La Giunta episcopale incaricata presenterà più in là ai mezzi di comunicazione il programma ufficiale della Conferenza episcopale spagnola per questo avvenimento. Tra le altre attività, i vescovi hanno dato l’ok alla convocazione e ai preparativi per un Incontro europeo dei giovani, organizzato congiuntamente dal Dipartimento di pastorale giovanile della Cee, dalla diocesi di Ávila e dall’Ordine dei carmelitani scalzi. L’incontro si terrà ad Ávila dal 5 al 9 agosto 2015. L’Assemblea plenaria della primavera del prossimo anno (20-24 aprile) si concluderà con un pellegrinaggio dei vescovi spagnoli ad Ávila. Inoltre, la Commissione permanente ha approvato la preghiera ufficiale per il centenario.
Lomce e insegnamento di religione. I vescovi spagnoli hanno manifestato preoccupazione per come si sta concretizzando, da parte del Governo centrale e delle Comunità autonome, lo sviluppo normativo della nuova Legge dell’educazione (Lomce), nella quale di fatto si lascia aperta la porta all’inadempimento tanto del diritto dei genitori di educare i figli secondo le proprie convinzioni, quanto di ciò che è stabilito negli accordi Chiesa-Stato riguardo all’insegnamento della religione cattolica. In alcune Comunità autonome l’insegnamento resta, nella scuola primaria, con soli 45 minuti settimanali assegnati. Si tratta di un tempo assolutamente insufficiente, fanno notare i vescovi spagnoli, per permettere una minima educazione di qualità; un tempo che suppone una riduzione del 50% dell’orario previsto dalla Legge finora in vigore sull’educazione. D’altra parte, al liceo la religione resta alla mercé della libera scelta delle Comunità autonome, e anche delle stesse scuole, senza tenere conto quanto è stato pattuito dallo Stato negli accordi già citati, dove si precisa che l’insegnamento di religione deve essere offerto in maniera obbligatoria per permettere una scelta volontaria dei genitori o degli studenti maggiorenni. “Occorre ricordare – si legge nella nota finale – che il problema riguarda tutte le confessioni religiose, Non si tratta di nessuna rivendicazione di privilegio da parte della Chiesa cattolica, ma, anzitutto, di garantire il diritto costituzionale dei genitori a educare i figli secondo le proprie convinzioni. Questa situazione di grave discriminazione provocherà anche il licenziamento di molti professori di religione, con conseguente inquietudine nelle famiglie”. I vescovi ricordano anche che “malgrado le difficoltà che si stanno incontrando e che non sembra che si risolvano con la nuova legge, due alunni su tre scelgono liberamente e volontariamente ogni anno di frequentare le lezioni di religione cattolica”. I vescovi ringraziano le famiglie, genitori e alunni per la loro scelta e invitano a continuare a iscriversi alla materia, “tanti decisiva per l’educazione integrale e fondamento di virtù e di valori”.
Canale televisivo 13 Tv. Il presidente di 13 Tv, José María Mas Millet, ha informato la Commissione permanente sul funzionamento della rete. I vescovi continuano a essere determinati e molto interessati a mantenere la proprietà di un canale televisivo di carattere generalista e di chiaro ideale cattolico, convinti dell’importanza che ha nella nostra società il fatto che sia visibile mediaticamente la proposta cristiana nello spazio pubblico. I presuli hanno apprezzato positivamente gli sforzi fatti negli ultimi mesi per migliorare la programmazione della rete e hanno incoraggiato a continuare a lavorare su questa strada. Sperano, allo stesso tempo, che il progetto possa consolidarsi e presentarsi legittimamente a un futuro concorso pubblico per ottenere una licenza di proprietà, come chiedono da diversi anni. Attualmente la Cee è azionista di maggioranza di 13 Tv.