CHIESE IN BREVE
Francia: dai vescovi appello ad accogliere i migranti
“Esprimiamo la nostra vergogna per quanto succede nel Mediterraneo e a Calais”. Usano parole forti i vescovi francesi che hanno deciso il 17 giugno di scendere in campo con una dichiarazione firmata da tutti i vescovi e cardinali del Consiglio permanente, dedicata alla situazione “sempre più tesa” che i migranti stanno vivendo alla frontiera con l’Italia, a Calais e a Parigi. Nella dichiarazione i vescovi lanciano un appello ai cattolici di Francia e all’Europa. “Con sempre maggiore intensità – si legge – ci confrontiamo con la dolorosa situazione dei migranti e dei rifugiati provenienti dall’Africa e dal Medio Oriente. Per molteplici ragioni, spesso molto drammatiche – guerre, povertà, degrado del clima – molti sono costretti a lasciare il loro Paese in cui non possono vivere”. I vescovi ricordano che sono molti i cattolici impegnati ad accogliere “i loro fratelli stranieri” preoccupandosi di dare loro “condizioni di vita decenti”. “Salutiamo questo impegno e sollecitiamo tutti i cattolici in Francia a cambiare il loro sguardo, a farsi prossimi, a superare i loro pregiudizi e le loro paure e a osare l’incontro. Non possiamo chiuderci in noi stessi e ignorare la miseria di tanti uomini, donne e bambini di tutto il mondo che cercano solo di vivere degnamente”. La seconda parte della dichiarazione contiene una serie di appelli. “Dobbiamo prendere coscienza – scrivono i vescovi – che, purtroppo, questa situazione continuerà a peggiorare e che tutta la comunità nazionale, l’intera società, dovrà prendersene cura. Esortiamo i nostri leader politici a intensificare una cooperazione internazionale all’altezza delle sfide. L’Europa soprattutto deve assumersi le sue responsabilità e richiamare i Paesi che la costituiscono, affinché diano una risposta reale”.
Russia: imparare a comunicare, seminario per le parrocchie
Un seminario per imparare a raccontare quanto “accade nelle singole parrocchie e comunità della nostra Chiesa locale, testimoniare come e perché le persone vanno in chiesa, e che cosa viene offerto a chi cerca un incontro con il Dio nella tradizione cattolica” si svolgerà dal 17 al 20 settembre prossimi a Mosca. L’invito arriva da padre Kirill Gorbunov, responsabile del Servizio informazione dell’arcidiocesi di Mosca e dai portali рускатолик.рф (ruskatolik.rf) e gaudete.ru. “Le nostre parrocchie sono distanti tra loro centinaia e persino migliaia di chilometri, ma riguardo all’informazione sembra che la distanza tra Kaliningrad e Berezniki tra il Kursk e Murmansk sia come con la luna”, spiega padre Gorbunov. Per ovviare a questo servono “comunità che siano in grado di trovare la loro voce, di parlare di se stesse e della vita della Chiesa”, argomenta il sacerdote moscovita. Sebbene molte delle parrocchie “già abbiano le loro pagine sul social network, internet, pubblichino bollettini”, spiega ancora Gorbunov, “spesso sono una ristampa d’informazioni reperibili su altri siti e non sempre sono di alta qualità, mentre l’informazione originale e importante è sconosciuta al di fuori della parrocchia”. Il seminario prevede workshop sulla produzione di notizie, video e fotografia, riflessioni sulla presenza nello spazio informativo.
Spagna: ora di religione, intervengono le diocesi
I vescovi della Provincia ecclesiastica di Madrid hanno scritto una lettera comune nella quale ricordano ai genitori che l’iscrizione dei figli alla materia di religione è un diritto che spetta loro a partire dal prossimo anno scolastico. “È importante per le vostre famiglie, per il presente e il futuro della Chiesa delle nostre diocesi, come pure per la comunità madrilena alla quale apparteniamo, che scegliate la materia di religione per i vostri figli, reclamandola con tutti i mezzi legali. È un vostro diritto”, assicurano i presuli, che ricordano che questa materia, di offerta obbligatoria in tutte le scuole della Comunità di Madrid, necessita di essere richiesta espressamente dai genitori al momento di formulare l’immatricolazione. Anche i vescovi della Galizia chiedono ai genitori credenti di optare per la materia di religione cattolica in tutte le scuole. “L’insegnamento religioso aiuterà i vostri figli e le vostre figlie ad approfondire il messaggio di Gesù e a riflettere e a intendere meglio la fede che abbiamo trasmesso loro. Potranno così comprendere i criteri, i valori e le attitudini che permetteranno loro una convivenza positiva nella vita; conosceranno il senso religioso della nostra cultura, piena di costumi, feste e riti impregnati di cristianesimo”. Nel Principato delle Asturia, invece, dove la consigliera per l’educazione ha ridotto in buona parte le ore di religione, la Piattaforma asturiana religione nella scuola, insieme con le Scuole cattoliche nelle Asturie e Concapastur invitano la società asturiana, a un “atto rivendicativo, con carattere festivo e familiare”, che si terrà il 25 giugno a Oviedo, per rivendicare il diritto dei genitori di scegliere l’educazione che vogliono per i figli.