CHIESE IN BREVE

Spagna, Portogallo, Bielorussia

Spagna: famiglia, dottrina e misericordia
Otto professori dell’Università pontificia Comillas, per la maggioranza della facoltà di Teologia, e uno di Granada, hanno riunito nel libro “La famiglia alla luce della misericordia”, edito da Sal Terrae, le loro riflessioni sulla dottrina e sulla pastorale familiare, in linea con le proposte del Sinodo dei vescovi di ottobre 2014. I docenti affrontano alcuni temi che, a loro giudizio, hanno richiesto una maggior riflessione, come il carattere sacramentale del matrimonio, il valore teologico delle unioni non sacramentali, le possibili condizioni di accesso alla comunione dei divorziati risposati, la velocizzazione dei processi di nullità matrimoniale. Viene proposto “un nuovo sguardo” alla dottrina familiare e matrimoniale con parole che mantengono un equilibrio tra cuore e riflessione. “Uno sguardo – spiegano gli autori – che non prescinde dalla dottrina ecclesiale sul matrimonio e la famiglia, ma che incorpora in modo deciso la misericordia come fattore principale”. Le riflessioni dei professori si concentrano su tre aspetti: innanzitutto, la consapevolezza che l’applicazione automatica, senza un più approfondito discernimento, della dottrina attuale genera a volte situazioni “non proprio in linea con il sentire comune, il sentire pastorale e il senso del Vangelo”. In secondo luogo, la necessità di un cambio nella comprensione del sacramento del matrimonio da un carattere statico a una visione più graduale e dinamica, in modo da tener più “presente la realtà dinamica delle persone, insieme con la loro fragilità”. Infine, l’urgenza che la Chiesa sia percepita come casa di misericordia e accoglienza, specialmente da parte di chi ne ha più bisogno e più soffre.

Portogallo: aumento della povertà infantile
Richiamando la celebrazione della recente Giornata internazionale del bambino, il gruppo di lavoro portoghese coordinato dalla Rete europea anti-povertà (Eapn) ha denunciato “l’aumento della povertà infantile, chiedendo un urgente programma d’azione della politica pubblica”. “I bambini sono stati il gruppo d’età maggiormente penalizzato dal deterioramento delle condizioni di vita nel nostro Paese. Tale constatazione ci deve indurre a riflettere sulle minacciose conseguenze che si determinano sul loro futuro”, si legge in un comunicato. Secondo gli ultimi rilevamenti, pubblicati dall’Istituto nazionale di statistica (Ine) nel gennaio 2014, infatti, “circa il 25,6% dei bambini si trova in una situazione di rischio”. “Si tratta di una percentuale molto elevata, che indica come l’infanzia in Portogallo non sia un periodo felice per molti bambini, costretti a vivere in una situazione di esclusione sociale, priva di condizioni minime di benessere”. Commentando i dati, in nome dell’organizzazione non governativa, il padre Jardim Moreira ha chiesto “la creazione urgente di un progetto di pubblico intervento per la lotta alla povertà e all’esclusione sociale”. “Il contrasto all’indigenza infantile deve essere considerata come una priorità dai responsabili politici”.

Bielorussia: prospettive dei movimenti pro-vita
Il 6-7 giugno l’Istituto regionale per lo sviluppo dell’istruzione di Minsk ha ospitato una conferenza dedicata alle prospettive dei movimenti pro-vita in Bielorussia. La prima giornata è stata dedicata a conferenze su vari argomenti, quali il ruolo dei movimenti pro-vita in Bielorussia nella ricerca di soluzioni ai problemi sociali e demografici; la presentazione del “mercato della formazione per i giovani” sulla vita di coppia responsabile, la genitorialità e la difesa dei valori naturali; aspetti pratici dell’influenza della società sulla creazione e la trasformazione dei documenti legali in materia di protezione della vita dal momento del concepimento fino alla morte naturale; il ruolo dei mass media nella protezione della vita. Il secondo giorno della manifestazione comprendeva alcuni workshop, uno dei quali sulla consulenza alla sindrome post-aborto. Esperti in materia di questioni pro-vita, in collaborazione con rappresentanti delle diverse confessioni cristiane, hanno lavorato sull’elaborazione della loro posizione riguardante le misure che dovrebbero essere adottate per richiamare l’attenzione di tutti i livelli della società sul problema dell’interruzione volontaria della gravidanza, e avviare un dibattito pubblico su questo tema, che potrebbe portare a un riesame delle leggi vigenti.