STATO DELL'UNIONE

Ripartire da Schuman?

L’Istituto universitario europeo ha promosso quattro giorni di riflessione sul futuro dell’integrazione. Nuove sfide, possibili vie d’uscita

Si sono incontrati per quattro giorni a Firenze eminenti politici, accademici e intellettuali per discutere di Europa (6-9 maggio). L’iniziativa di respiro internazionale è stata voluta dall’European University Institute (Eui) come occasione per “raccontare la realtà così come è” dal punto di vista dell’analisi accademica, per contribuire al lavoro dei policy makers e per cercare di mettere a fuoco le sfide future onde “poter anticipare i problemi” come ha spiegato il presidente dell’Eui J.H.H. Weiler. I temi di questa quinta edizione sono stati il rapporto tra sorveglianza e libertà; il ruolo dell’Europa nel mondo; una riflessione programmatica sull’Europa, con la proposta di una “nuova dichiarazione Schuman”. Un momento particolare è stato dedicato alla figura di Alcide De Gasperi con l’inaugurazione del nuovo Centro di ricerca Alcide De Gasperi Research sulla storia dell’integrazione europea, ospitato presso Villa Salviati nella storica città d’arte italiana, sede degli Archivi storici dell’Ue, oltre che dell’Eui. Tutti i lavori sono disponibili in video sul sito dell’Eui (stateoftheunion.eui.eu).

Il fallimento della sorveglianza. “Lo smantellamento della sorveglianza di massa è necessario”: cosi Martin Scheinin, docente di diritto internazionale e diritti umani, nonché responsabile del progetto di ricerca multidisciplinare “Surveille” condotto in questi anni dall’Eui, ha sintetizzato gli esiti del lavoro. Lo dicono gli economisti, secondo cui “le probabilità di morire in un attacco terroristico sono così basse da non giustificare tutto il denaro speso in dubbi sforzi per ridurre marginalmente quella probabilità”; lo affermano gli statistici secondo cui “l’identificazione dei terroristi con la sorveglianza di massa è condannata a fallire”; e se dal punto di vista etico viene bollata come “azzardo morale”, i giuristi “la condannano come intrusione illegale nel diritto umano alla privacy e alla protezione dei dati”. L’alternativa è che la lotta alla criminalità e al terrorismo utilizzino la sorveglianza mirata con l’identificazione degli obiettivi sensibili. Come l’Ue sembra prospettare, una strada potrà essere quella di definire nello sviluppo tecnologico degli standard della “privacy by design”, cioè sistemi di protezione della privacy integrati a priori nei sistemi d’informazione e comunicazione, che tutelino il singolo, senza rinunciare alla sua sicurezza.

Canali sicuri per una migrazione legale. Le grandi sfide per il futuro dell’Europa identificate da Scheinin, che ha presentato a nome dell’Eui la relazione fondamentale sullo “Stato dell’Unione”, vanno però in tre direzioni. La migrazione: “un’idea fuori dal mondo” è quella formulata dai capi di Stato e di governo nel summit straordinario del 23 aprile e dalla stessa Commissione Ue di distruggere le imbarcazioni per fronteggiare l’emergenza migrazioni nel Mediterraneo, perché “non c’è modo di prevenire la distruzione di vite umane”, di civili. Soluzione sostenibile è solo la creazione di una molteplicità di canali istituzionali per la migrazione sicura e legale, per garantire l’ingresso di persone di cui “l’Europa ha bisogno”. Tesi che anche il primo vicepresidente della Commissione Ue, Frans Timmermans, ha sostenuto nel suo intervento: “La sfida fondamentale per i cittadini dell’Unione” sta nel “combattere il processo di de-umanizzazione in corso in Europa” e accettare il “presupposto che ogni singolo essere umano ha il diritto alla stessa protezione nella legge e allo stesso trattamento dagli altri cittadini e dalle istituzioni”.

Clima e giustizia. E poi c’è la sfida del clima. Per “riparare agli errori che abbiamo commesso noi” con lo sfruttamento dei combustibili fossili, la soluzione ai problemi “è spaventosamente semplice” e tecnologicamente vicina, secondo Scheinin: l’uso sostenibile di energia solare, che risponderebbe anche al bisogno di “empowerment e giustizia” di alcune regioni del mondo, facilitando democrazia e uguaglianza. Da qui l’appello all’Ue per “un impegno molto più fermo”, al di là degli “interessi nazionali e corporativi” per lo sviluppo e l’uso di tecnologie solari. La terza sfida per l’Unione è che con la sua politica estera diventi “promotore della giustizia globale a partire dai suoi valori”, “senza spirito egemonico”. Pre-requisito è che l’Europa sia “onesta” nella ricerca della giustizia globale, cioè “sia coerente nei suoi propri ambiti politici” e a tutti i livelli delle sue istituzioni.

Una nuova dichiarazione Schuman? Da Firenze riparte il progetto dell’Europa con una nuova dichiarazione che, imitando la carica ideale del documento schumaniano, dia prospettive vitali a un processo europeo fiaccato da crisi, insicurezze ed egoismi. Il documento mette a fuoco sette ambiti da ripensare in chiave di solidarietà europea: la “protezione sociale e sanitaria” dei cittadini con la creazione di un fondo comune per interventi sussidiari; la creazione di una politica urbana comune (Puc), essendo la maggioranza della popolazione europea nelle città; la definizione dell’unione energetica e di un’unione di difesa europee, considerato che “la sovranità nazionale” in questi ambiti “è un’illusione”; un senso di cittadinanza fondato sulla partecipazione democratica alle strutture politiche dell’Ue; politiche immigratorie legali che testimonino il credere nell’inviolabilità della dignità umana (e rispondano ai bisogni demografici dell’Europa).