CHIESE IN BREVE
Chiese in Europa: l’approccio cristiano alle libertà
“La libertà e le libertà: un approccio cristiano”: questo l’argomento al centro dell’incontro annuale del Comitato congiunto del Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa (Ccee) e della Conferenza delle Chiese europee (Kek) che si svolge a Roma dal 6 all’8 maggio su invito del presidente della Conferenza episcopale italiana e vice-presidente Ccee, cardinale Angelo Bagnasco. Nella mattinata di giovedì 7 maggio, i membri dei due organismi europei avranno un’udienza con Papa Francesco. I colloqui sono co-presieduti dal presidente della Kek, rev. Christopher Hill (Chiesa d’Inghilterra), e dal presidente del Ccee, cardinale Péter Erdo. In una nota diffusa alla vigilia dei lavori Ccee e Kek spiegano che “l’approccio cristiano al diritto fondamentale della libertà dell’uomo e della sua applicazione e comprensione a livello sociale e politico in Europa oggi sarà sviluppato a partire dalle tre prospettive confessionali”. Il punto di vista cattolico sarà introdotto dal card. Angelo Bagnasco; quello protestante dalla reverenda Karin Burstrand, decana di Gothenburg (Chiesa di Svezia); e quello ortodosso dal reverendo Nicolas Kazarian, docente presso l’Istituto di teologia ortodossa San Sergio e l’Istituto cattolico di Parigi. Il metropolita Emmanuel di Francia, vice-presidente della Kek, interverrà sul tema “La Libertà di espressione e la convivenza civile”, mentre l’arcivescovo Angelo Massafra, vice-presidente Ccee, darà un contributo su “La voce pubblica delle Chiese all’interno di una società individualizzata”. L’8 maggio sarà presente e interverrà anche il cardinale Kurt Koch, presidente del Pontificio Consiglio per l’unità dei cristiani. L’incontro si concluderà con l’approvazione di un messaggio comune.
Irlanda: mons. Martin sul referendum del 22 maggio
“È importante ricordare che la libertà religiosa significa molto di più che garantire semplicemente la libertà di culto. La libertà di religione è legata strettamente alla libertà di coscienza e la libertà di esprimere pubblicamente i nostri valori e ciò in cui crediamo nella vita quotidiana”. Ha puntato sul diritto alla libertà di coscienza l’arcivescovo Eamon Martin, primate d’Irlanda, prendendo ancora una volta la parola sul referendum del 22 maggio a cui il popolo irlandese è chiamato per modificare la Costituzione d’Irlanda introducendo la possibilità del matrimonio omosessuale. In un messaggio diffuso nei giorni scorsi l’arcivescovo osserva: “Se la società adotta e impone una ‘nuova ortodossia’ del matrimonio ‘gender-neutrale’ definendolo semplicemente come unione tra due persone – uomo e uomo o donna e donna – sarà poi sempre più difficile parlare o insegnare in pubblico il matrimonio tra un uomo e una donna”. L’arcivescovo Martin pone alcuni interrogativi a questo proposito: “Ci saranno azioni legali nei confronti di individui o gruppi che non condividono questa visione? Che cosa dovremmo a questo punto insegnare ai bambini a scuola sul matrimonio o sugli atti omosessuali? Saranno costretti ad agire contro la loro fede e la loro coscienza coloro che continuano a credere sinceramente che il matrimonio è una unione tra un uomo e una donna?”. “Come persone di fede – scrive il primate d’Irlanda -, noi crediamo che l’unione di un uomo e una donna nel matrimonio, aperta alla procreazione dei figli, è un dono di Dio che ci ha creati ‘maschio e femmina’”. “Fino ad oggi – conclude Martin -, l’Irlanda ha accettato che è nel migliore interesse dei bambini e della società promuovere e proteggere il modello secondo cui i bambini sono nati e cresciuti in una famiglia con i loro genitori biologici. La proposta di modifica della Costituzione rimuoverà lo stato unico e privilegiato nella società per il matrimonio tra un uomo e una donna”.
Repubblica ceca: Giornate di spiritualità a Brno
Il dipartimento per la Pastorale della diocesi di Brno, in collaborazione con la casa editrice carmelitana, organizza una tre giorni intitolata “Giornate di spiritualità cristiana” a Brno. L’incontro spirituale e culturale è pensato per coloro che “vogliono conoscere e vivere in pienezza la fede cristiana”. Il programma inizierà l’8 maggio con una conferenza su “L’inventario di ciò che sta nel nostro cuore e nella nostra mente” tenuta dal principale relatore dell’edizione di quest’anno, padre Ales Opatrny, teologo e autore di diversi libri sulla spiritualità. Il 9 maggio le Giornate di spiritualità cristiana si concentreranno su numerosi aspetti dell’Eucaristia. I partecipanti allo speciale ritiro spirituale rifletteranno su diversi temi tra cui l’Eucaristia come “dono prezioso nella vita dei cristiani ‘non ideali’, con vicini ‘non ideali’, in un mondo non ideale”; la filosofia del dare e del ricevere; e la “gratitudine e la lode come canto di un cuore guarito alla gloria di Dio”. L’evento culminerà il 10 maggio con una messa presso la chiesa di San Michele a Brno seguita da una discussione sui libri e sulle opere di padre Ales Opatrny.