CHIESE IN BREVE" "

Spagna, Belgio, Slovacchia

Spagna/1: “piccolo ospedale da campo” a Madrid
La Fundación Mensajeros de la Paz (Fondazione Messaggeri della pace), nella chiesa di Sant’Antonio a Madrid, realizzerà nelle sue strutture un ambizioso progetto religioso, sociale e culturale, aperto a tutti. Oltre a un programma di attività culturali, l’iniziativa prevede un servizio di accoglienza e aiuti sociali, guardaroba e Banco solidale. Inoltre, un gruppo di sacerdoti, distribuiti in vari turni, potranno amministrare sacramenti in orario continuato e ci sarà sempre uno spazio per la riflessione, il dialogo o la preghiera. La chiesa di Sant’Antonio, resa accessibile per le persone disabili, offrirà anche un WiFi gratuito, televisioni, apparecchi per realizzazione donazioni e “bussole per le elemosine aperte”. Anche la chiesa, dichiarata bene di interesse culturale per le opere artistiche che contiene, sarà sempre aperta per le visite culturali. L’anima dell’iniziativa è padre Angel García, presidente e fondatore dei Mensajeros de la Paz: “Mi fa soffrire passare davanti alle chiese con porte chiuse. Quelle di Sant’Antonio sono sempre aperte per tutti quelli che hanno bisogno: per chi vuole pregare e confessarsi, per chi ha bisogno di qualcuno che lo ascolti o per chi ha bisogno di un caffè caldo. L’obiettivo è rendere questo tempio una casa solidale per condividere quello di cui c’è bisogno e un’oasi di silenzio e preghiera; in definitiva, un piccolo ‘ospedale da campo’, come dice Papa Francesco”.

Spagna/2: Granada, la solidarietà è “nel piatto”
La Caritas diocesana di Granada e la Federazione provinciale dell’industria alberghiera e del turismo di Granada firmano un accordo di collaborazione per realizzare diverse attività tra le quali la prima edizione della “Razione solidale”, iniziativa che nasce con la finalità di sensibilizzare la popolazione sulla fame e la povertà, promuovendo la raccolta di fondi per coprire le necessità alimentari delle famiglie di Granada senza risorse e promuovere l’inserimento lavorativo di disoccupati di lunga durata. La “Razione solidale” è un’iniziativa che pone nell’ambito dello svago quotidiano una forma semplice di aiutare coloro che se la stanno passando male, rivolgendosi agli imprenditori del settore e alla cittadinanza in generale, affinché collaborino con la proposta. Le imprese che aderiranno alla campagna offriranno ai loro clienti, nei mesi di aprile, maggio e giugno, una “Razione solidale” del cui costo un euro andrà alla Caritas diocesana. Il personale delle strutture aderenti consegnerà ai clienti che chiederanno una “Razione solidale” un ticket nel quale si spiega la partecipazione all’iniziativa. La raccolta di fondi sarà destinata a soddisfare le necessità alimentari attraverso l’Emporio solidale e la promozione lavorativa di persone disoccupate attraverso il suo Programma di impiego. Dal 15 aprile saranno offerte le “Razioni solidali” selezionate: gustare una “Razione solidale”, dicono alla Caritas, “è senza dubbio una maniera semplice di aiutare i più bisognosi. Collabora con noi: la solidarietà… te la serviamo nel piatto”.

Belgio: gruppo di esperti per la religione a scuola
I vescovi belgi della Vallonia e di Bruxelles hanno istituito un gruppo di esperti sui corsi di religione cattolica nell’insegnamento ufficiale nelle scuole. L’istituzione di questa “commissione” di lavoro è stata decisa in vista della riforma annunciata in seguito alla sentenza del 12 marzo scorso della Corte costituzionale secondo la quale l’obbligatorietà dei corsi di religione ed etica laica nell’insegnamento ufficiale del Belgio francofono è contraria alla Costituzione e ai diritti umani. Il gruppo, costituito dai referenti dell’insegnamento della religione cattolica delle singole diocesi francofone, è presieduto da Claude Gillard e ai lavori sarà sempre presente il vescovo di Tournai, Guy Harpigny. La Commissione ha il compito di esaminare le implicazioni della sentenza della Corte Costituzionale, la questione della riforma del corso “confessionale” nelle scuole e la creazione di un corso di “cittadinanza”.

Slovacchia: discriminazione su base religiosa
Avete sperimentato qualche forma di discriminazione nei confronti del vostro credo religioso? Questa è la domanda posta dall’Istituto per i diritti umani e la politica della famiglia in Slovacchia, nel quadro di una ricerca attualmente condotta tra i cittadini. “Invitiamo le persone a riferirci ogni forma di discriminazione che hanno incontrato a causa della loro fede. Abbiamo già alcuni dati sulla discriminazione in materia di attuazione della libertà di coscienza, attacchi verbali o fisici, atti di vandalismo, diffamazione dei luoghi sacri e simboli cristiani, e per poter elaborare misure efficaci abbiamo bisogno di avere informazioni su casi concreti”, spiega Patrik Daniska, presidente dell’Istituto. Anche se la maggior parte degli abitanti della Slovacchia afferma di essere di fede cattolica, la ricerca è aperta a tutte le comunità cristiane e delle altre religioni. “C’è il sospetto che i fedeli siano discriminati, non solo esplicitamente, ma anche in modi meno evidenti, attraverso il processo della concessione di sovvenzioni alle loro attività, le carenze del sistema nella legislazione slovacca, i finanziamenti e molte altre aree. Speriamo che, con i risultati di questa ricerca, saremo in grado di fare qualcosa al riguardo a tutti i livelli della nostra società”, conclude Patrik Daniska. Per ulteriori informazioni: www.hfi.sk.