SCOZIA
Dopo la triste vicenda che ha riguardato il card. O’Brien, la Chiesa cattolica del Paese, sostenuta dal Papa, riprende il cammino
Errore, gravi offese, dolore. Ma, specularmente, anche scuse, misericordia, perdono. Sono alcune delle parole che fanno da cornice alla vicenda recente della “rinuncia ai diritti e alle prerogative del cardinalato” dell’arcivescovo emerito Keith Patrick O’Brien. Papa Francesco ha “accolto” tale rinuncia, e soprattutto ha invitato la comunità cattolica scozzese – la seconda per popolazione, con circa 700mila fedeli, dopo quella presbiteriana – a “continuare con fiducia il cammino di rinnovamento e di riconciliazione”. Ovvero a guardare avanti.
“Azione senza precedenti”. La Chiesa cattolica in Scozia ha accolto con favore, settimana scorsa, la decisione di Bergoglio di accettare la rinuncia alle prerogative del cardinalato dell’arcivescovo emerito Keith Patrick O’Brien. In una nota diffusa ai fedeli la Conferenza episcopale parla di “un’azione senza precedenti”, annunciando al Paese che “il cardinale O’Brien si è rimosso dalle funzioni chiave che riguardano l’ufficio del cardinale: l’elezione di un futuro Papa e l’assistenza del Santo Padre nel governo della Chiesa universale”. E spiega che “il cardinale O’Brien sarà ridotto a una vita strettamente privata senza ulteriori partecipazione agli eventi pubblici, religiosi o civili”. L’arcivescovo Leo Cushley di St. Andrews e Edimburgo ha affermato: “Come la maggior parte delle persone sa, Papa Francesco è un uomo buono e di preghiera e si fa guidare dalla giustizia e dalla misericordia. La decisione del Santo Padre è pertanto giusta, equa e proporzionata”. E ha aggiunto: “Il comportamento del cardinale O’Brien ha afflitto molti, demoralizzato i fedeli cattolici e ha reso la Chiesa meno credibile agli occhi di coloro che non sono cattolici. Pertanto riconosco e accolgo con favore le sue scuse a coloro che sono colpiti dal suo comportamento e anche al popolo della Scozia, in particolare alla comunità cattolica”.
La missione di Scicluna. La Conferenza episcopale spiega che l’annuncio del 20 marzo “segue la decisione assunta da Papa Francesco di mandare un inviato personale, l’arcivescovo Charles Scicluna, in una missione di studio in Scozia lo scorso anno. Sulla base di tale inchiesta – il cui contenuto è pienamente conosciuto solo da Papa Francesco e dall’arcivescovo Scicluna – il Santo Padre ha preso la sua canonica conclusione”. La decisione del cardinale O’Brien, si legge ancora nel comunicato, “è stata presa dopo una discussione privata con Papa Francesco ed è stata preceduta da un periodo di preghiera e di penitenza, in modo da consentire al cardinale di riflettere sulla sua cattiva condotta”. I fatti contestati al cardinale – abuso sessuale su alcuni seminaristi – risalgono a una trentina di anni or sono. La vicenda divenne di dominio pubblico nel 2013, alla vigilia del conclave che avrebbe eletto Papa Bergoglio. O’Brien non partecipò al collegio dei cardinali e venne di lì a poco rimosso dal ruolo di arcivescovo.
Dolore e rammarico. Mons. Cushley ha aggiunto: “Da parte mia vorrei esprimere il dolore e il rammarico a coloro che più hanno sofferto a causa delle azioni del mio predecessore. Ho anche voluto rendere omaggio a coloro che hanno avuto il coraggio di farsi avanti per parlare con l’arcivescovo Scicluna. Mi auguro ora che tutti noi colpiti da questo episodio triste e deplorevole possiamo abbracciarci in spirito di perdono, l’unico spirito che può guarire ogni amarezza e dolore che ancora resta”. La Conferenza episcopale scozzese ha fatto infine sapere che il card. O’Brien continuerà a vivere fuori dalla Scozia. Sarà ammessa solo la possibilità di rientrare per motivi di cura che richiedono un soggiorno residenziale.
Tolleranza zero. Nella stessa giornata del provvedimento, Keith O’Brien ha reso nota – tramite la Conferenza episcopale – una breve dichiarazione per spiegare la decisione che lo ha condotto a rinunciare ai diritti del cardinalato. “Vorrei – dice O’Brien – ripetere le scuse che ho rivolto alla Chiesa cattolica e al popolo della Scozia circa due anni fa, il 3 marzo 2013. Dissi che ci sono state volte in cui la mia condotta sessuale è caduta al di sotto degli standard previsti per me. Per questo sono profondamente dispiaciuto. Ringrazio Papa Francesco per la sua cura paterna che ha avuto nei miei confronti e coloro che ho offeso in qualche modo”. Quindi una conferma: “Non continuerò a svolgere alcun ruolo nella vita pubblica della Chiesa in Scozia; e dedicherò il resto della mia vita in privato, pregando in particolare per l’arcidiocesi di Saint Andrews ed Edimburgo, per la Scozia, e per coloro che ho offeso”. L’antica e radicata comunità cattolica della Scozia, che ha sofferto molto in questi ultimi anni, riprende il cammino tra la gente con le consuete attività liturgiche, pastorali, caritative, avendo come unica guida il vangelo. Mentre dal Vaticano si conferma la “tolleranza zero” verso ogni forma di abuso e prevaricazione a opera dei suoi ministri, opera avviata con tenacia da Benedetto XVI e proseguita ora da Papa Francesco.