REGNO UNITO
“Bambini con tre genitori”: dopo il voto del Parlamento di Londra prosegue il dibattito. Il “no” della Chiesa cattolica e anglicana
All’indomani del voto del Parlamento di Westmister, che ha detto sì alla creazione di “bambini con tre genitori”, con 382 voti a favore e 128 contro, la battaglia contro tale discussa procedura, sulla quale la comunità scientifica internazionale rimane divisa, si sposta alla Camera dei Lords. Se il risultato sarà un altro sì, come è probabile, il Regno Unito sarà il primo Paese a legalizzare una tecnica di fecondazione artificiale non permessa in alcun altro Stato del mondo. L’opinione pubblica britannica si sta schierando pro o contro la decisione; i media sostengono posizioni alternative; le discussioni si estendono alla società civile. Secondo gli ultimi sondaggi solo il 10% dei cittadini ritiene che sia una buona idea approvare la legge senza attendere l’esito della sperimentazione clinica e di test di sicurezza rigorosi.
La donazione mitocondriale. Questa tecnica prevede la sostituzione del Dna mitocondriale difettoso della madre naturale con quello di una donatrice sana. Il bambino nato avrebbe il 99,8 per cento del Dna dei genitori naturali e lo 0,2 per cento della donatrice. Il primo bambino con tre genitori potrebbe nascere già l’anno prossimo e la procedura potrebbe essere messa a disposizione di almeno 150 coppie l’anno. L’obiettivo dichiarato è di evitare la trasmissione genetica di gravi patologie dei mitocondri come la distrofia muscolare. Si tratta di un metodo così controverso, tuttavia, che le autorità americane hanno deciso di vietarlo. A battersi perché venisse fermato dal Parlamento britannico sono state la Chiesa cattolica e quella anglicana oltre a diverse associazioni del Movimento per la vita.
Il no dei vescovi cattolici. In un comunicato la conferenza episcopale di Inghilterra e Galles ha ricordato che la donazione mitocondriale “tratta la vita umana come materiale da buttare via”, mentre gli embrioni dovrebbero essere “rispettati e protetti” dal momento del concepimento. Il vescovo John Sherrington ha spiegato che la Chiesa “riconosce la sofferenza che le malattie mitocondriali provocano” e “spera che si possano trovare cure alternative”, ma “rimane opposta, per questioni di principio a questi metodi che comportano la distruzione di vite umane”. Alle parole dei vescovi inglesi hanno fatto eco quelle dei vescovi scozzesi. “Questa tecnica non è una cura”, ha detto il vescovo di Paisley John Keenan. “Al contrario è un tentativo di eliminare chiunque sia colpito da una certa condizione genetica. Distruggere coloro che hanno una particolare malattia e presentare questo come progresso è profondamente immorale”. Sono stati poi i vescovi scozzesi a ricordare che l’autorità britannica competente in materia, la “Human Fertilisation and Embryology Authority” non ha assicurato che si tratti di un metodo sicuro. “È sorprendente che una società che ha dubbi sulla modificazione genetica delle piante non faccia lo stesso con le persone”, ha sottolineato la conferenza episcopale scozzese.
Contrari anche gli anglicani. Contraria anche la Chiesa di Inghilterra che, in un comunicato e in un blog, ha espresso molti dubbi sulla nuova procedura. Scrivendo nel quotidiano “Telegraph” il vescovo anglicano Michael Nazir-Ali, ex presidente della autorità competente in materia di fecondazione artificiale, la “Human Fertilisation and Embryology Authority”, ha sollevato dubbi sul fatto che la nuova procedura sia una “cura per malattie ereditarie”. “La nuova tecnica potrebbe evitare che neonati vengano al mondo con malattie di tipo mitocondriale ma non servirà a curare chi già ne soffre”. Parole fortissime per condannare la nuova procedura approvata dal Parlamento di Westminster vengono usate anche dalla “Società per la protezione dei bambini non nati”, una delle più importanti associazioni del Movimento per la vita, il quale avverte che la donazione mitocondriale è un nuovo passo verso la “clonazione umana”. “La distruzione di alcuni embrioni nel tentativo di produrne altri eliminando quelli con tratti genetici indesiderati è clonazione”, fa notare Paul Tully, portavoce della “Spuc”. “Qui nel Regno Unito siamo stati i ‘pionieri’ dell’aborto, della fecondazione in vitro e rischiamo di perdere qualsiasi compassione per le vittime di questo sfruttamento medico”.