POLONIA
L’episcopato ha indirizzato il 2 febbraio una lettera alle persone consacrate. Il punto della situazione sugli ordini religiosi del Paese
“Nel mondo moderno, così individualista e diviso, le persone consacrate dimostrano che la comunità è possibile e che essa non limita, bensì arricchisce”, ha affermato in occasione della Giornata della vita consacrata, celebrata il 2 febbraio, il primate di Polonia, monsignor Wojciech Polak. Nella lettera pastorale indirizzata per l’occasione dall’episcopato polacco alle persone consacrate si rammenta che “attualmente circa 35mila persone, fra uomini e donne, sono consacrati che allineano la loro vita ai consigli evangelici”. La lettera rileva, inoltre, che “solo in alcuni fra i Paesi del mondo non lavorano le persone consacrate provenienti dalla Polonia”.
Dove nasce la vocazione. Il messaggio dell’episcopato sottolinea “l’unità della famiglia e della vita consacrata”, osservando che “il carisma di vita monastica e quello di famiglia non sono concorrenziali ma si completano e rinforzano vicendevolmente”, poiché “entrambi traggono le radici dal mistero della Sacra Famiglia di Nazareth e quello della Santissima Trinità”. Il messaggio rammenta che la famiglia “costituisce il luogo privilegiato della vocazione religiosa” e che “l’esperienza di una sana relazione di paternità, maternità e filiazione fondate sulla fede viva spesso diventano base per una matura e generosa vita consacrata”. “Considerando che molte persone consacrate – prosegue il messaggio – s’impegnano in preghiera, nonché nel servizio pastorale e apostolico proprio a favore della famiglia, la consacrazione religiosa è strettamente interconnessa con la consacrazione ricevuta nel sacramento di matrimonio”.
Istituti presenti nel Paese. Secondo il presidente della Commissione per gli istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica dell’episcopato polacco, monsignor Kazimierz Gurda, “la situazione della vita consacrata in Polonia è buona”. Nelle 2.276 case delle congregazioni femminili vivono circa 19mila suore che lavorano come catechiste, insegnanti ed educatrici, medici, infermiere, assistenti sociali e parrocchiali. 380 religiose svolgono attività di liberi professioniste come psicologhe, pedagoghe e guide spirituali. In Polonia le religiose amministrano 375 istituti scolastici di vario grado, 55 orfanotrofi, 210 case di cura per minori e adulti, 50 opere per i più bisognosi, 18 tra ospedali, ambulatori e centri di riabilitazione nonché diversi altri centri come i 21 centri per i neonati, 90 doposcuola e 9 case editrici. Inoltre, in vari Paesi del mondo lavorano 2.100 suore polacche.
Aiuto per le claustrali. Monsignor Gurda, parlando delle congregazioni femminili, ha tuttavia rilevato l’importanza della questua a favore delle monache di clausura tradizionalmente organizzata in Polonia proprio il 2 febbraio. “È un aiuto molto importante e spesso decisivo per il sostentamento delle religiose”, ha affermato il presule osservando che “il tipo di lavoro al quale si dedicano le suore non gode più di grande interesse poiché spesso viene svolto anche da imprese private”. “Bisogna aiutare loro tanto più che noi tutti abbiamo molto bisogno delle suore poiché abbiamo bisogno delle loro preghiere per noi e per tutta la Chiesa”. In 83 conventi contemplativi in Polonia vivono 1.320 monache. Fra loro ci sono le carmelitane di Sprecow e le clarisse di Szczytno nella regione di Warmia per le quali domenica 1 febbraio ha chiesto aiuto l’arcivescovo Wojciech Ziemba. “Le suore che vivono nei conventi per trovare sostentamento si impegnano a cucire e a ricamare le vesti liturgiche, ma ciò non è sufficiente”, ha osservato il presule invitando i fedeli affinché “lo scambio di doni diventi il segno di stima nei confronti delle persone che attraverso il digiuno e la preghiera servono il Signore seguendo l’esempio di Simeone e Anna”.
Studenti e novizi. Sul territorio polacco sono inoltre presenti 61 istituti religiosi maschili che nel 2014 hanno accolto 245 candidati. Il numero maggiore delle nuove vocazioni sono registrate da francescani e domenicani. 17 alunni invece hanno iniziato il noviziato nell’ordine dei gesuiti. Attualmente, nei noviziati di varie congregazioni vi sono 266 studenti, mentre nei seminari gestiti da diversi ordini religiosi studiano 791 chierici, compresi i 179 stranieri provenienti da tutto il mondo.
Gli istituti secolari. In Polonia oltre un migliaio di persone (1.209 nel 2014) fa parte degli istituti secolari di vita consacrata, mentre quasi 450 persone realizzano delle forme individuali di vita evangelica. 193 sono le vergini consacrate, 239 vedove e 1 vedovo consacrato, e 5 eremiti. L’arcivescovo di Varsavia-Praga, monsignor Henryk Hoser, rivolgendosi di recente alle vedove e alle vergini consacrate ha sottolineato la particolarità dello “sposalizio con Gesù cui possibilità è data a sole donne”, mentre “la relazione dei maschi con il Figlio di Dio avviene sulla base di fraternità e amicizia”. “Dobbiamo vedere e vivere questa differenza”, ha sottolineato il vescovo nella cui diocesi oggi ci sono 11 vergini e 2 vedove consacrate nonché una eremita.