CHIESE IN BREVE

Chiesa in Europa, Spagna

Chiesa in Europa: dottrina della fede e nuove sfide
È stata scelta Esztergom, in Ungheria, per ospitare nei giorni 13–15 gennaio un incontro tra i superiori della Congregazione per la dottrina della fede e i presidenti delle Commissioni dottrinali delle Conferenze episcopali d’Europa. “Con l’Istruzione del 23 febbraio 1967 la Congregazione per la dottrina della fede – spiega una nota del Ccee -, per incarico di Papa Paolo VI, aveva chiesto alle Conferenze episcopali di istituire al loro interno una Commissione dottrinale, quale organo consultivo di aiuto alle medesime Conferenze episcopali e ai singoli vescovi nella loro sollecitudine per la dottrina della fede”. Per rafforzare la collaborazione fra la Congregazione e le Commissioni dottrinali, nel 1982 si decise di riunire periodicamente i presidenti di dette Commissioni a livello continentale. “Una delle caratteristiche originali di questi incontri consiste nel fatto che sono i superiori della Congregazione a spostarsi nei vari continenti, sottolineando in tal modo l’importanza delle istanze locali e regionali e la loro responsabilità nell’affrontare le questioni dottrinali”. Il primo di questi incontri si svolse in America Latina, a Bogotá (1984); seguirono gli incontri a Kinshasa, Africa (1987); a Vienna, Europa (1989); a Hong-Kong, Asia (1993); a Guadalajara, America Latina (1996) e a San Francisco, America del Nord (1999), a Dar es Salaam (2009). Ora il cardinale Péter Erdõ, arcivescovo di Esztergom-Budapest e presidente del Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa, ha accolto la richiesta del cardinale Gerhard L. Müller, Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, per un nuovo incontro. Esso “manifesta la volontà da parte della Congregazione di sostenere gli episcopati locali – come sottolinea anche Papa Francesco – nel loro impegno per la promozione e la tutela della dottrina della fede, tenendo conto delle specifiche sfide da affrontare oggi nel continente europeo”.

Spagna/1: “dramma aborti, sostenere la maternità”
Di fronte agli ultimi dati del ministero spagnolo della Sanità sull’aborto, la Fondazione “RedMadre” (ReteMadre) evidenzia che continua a essere uno scandalo inammissibile il numero di aborti che si realizzano in Spagna, più di centomila all’anno, motivo per il quale il Governo deve affrontare questo problema, approvando politiche di sostegno alla donna incinta che le permettano di portare a termine la sua gravidanza. “Non può giustificare una leggera riduzione del numero assoluto degli aborti il continuare a non far niente”, dice Amaya Azcona, direttrice generale della Fondazione “RedMadre”. Infatti, la leggera diminuzione degli aborti che si è registrata nel 2013 è il risultato di “fattori meramente vegetativi” e non di politiche pubbliche in difesa della maternità che sono inesistente, denuncia la Fondazione “RedMadre”. Neppure si può collegare questa piccola diminuzione alla “Legge Aído”, dal momento che questa non ha fatto diminuire il numero degli aborti, che si sono continuati a fare, in frode alla legge, nelle cliniche private. In ogni caso, secondo la Fondazione “RedMadre”, le cifre che offre il ministero della Sanità si devono a cause strutturali: meno donne in età fertile, diminuzione delle donne immigrate e aumento dell’emigrazione di giovani donne. Al di là dei dati congiunturali, la direttrice generale della Fondazione “RedMadre”, Amaya Azcona, vuole ricordare che “l’aborto è un immenso dramma e che il Governo deve affrontare questo problema con una legge che sostenga la donna in attesa”.

Spagna/2: formazione e lavoro, progetti per i giovani
La Federazione delle Piattaforme sociali salesiane “Pinardi” e l’impresa J.P. Morgan hanno lanciato il progetto “Prima esperienza professionale”, un’iniziativa che migliorerà quest’anno le potenzialità di impiego per almeno 80 giovani che non hanno completato i loro studi. L’intesa sviluppa un modello di collaborazione innovativo, nel quale i partecipanti accedono a un’esperienza di lavoro in un ambiente reale, che dà loro competenze, formazione, maturità e quelle qualità necessarie ad ottenere nel medio termine un’occupazione di qualità. Jesús Javier Llorente, presidente di Pinardi, ha sottolineato come questa iniziativa miri ad “offrire delle opportunità proprio a quei giovani che nella nostra società ne hanno di meno” e ha ringraziato i partner strategici progetto per “il loro impegno e la fiducia nel lavoro condiviso quale mezzo per combattere la disoccupazione giovanile”. Ignacio Álvarez-Cedron, direttore generale dei Mercati di J.P. Morgan Iberia, ha dichiarato che “la collaborazione tra enti diversi è la chiave per trovare soluzioni al grave problema della disoccupazione giovanile”. J.P. Morgan partecipa al programma attraverso la sua Fondazione, che finanzia pienamente quest’iniziativa nell’ambito delle attività filantropiche in Spagna. Il progetto, pionieristico nella metodologia di sviluppo integrale, prevede diversi moduli di formazione trasversale, che consentono ai giovani di acquisire le competenze necessarie per il nuovo modello di mercato produttivo.