“Non ci sono sufficienti risorse per i paesi in via di sviluppo, in particolare a favore dell’agricoltura, e la comunità internazionale continua a non fare abbastanza”. Questa, alla vigilia del vertice mondiale sull’alimentazione, l’osservazione di George Gelber, responsabile delle relazioni pubbliche per il Cafod, ente fondato nel 1962 dalla Conferenza episcopale di Inghilterra e del Galles con l’obiettivo di aiutare i paesi più poveri ad uscire dal circolo vizioso della povertà. “Il mondo occidentale nel suo insieme non sta facendo abbastanza per alleviare la fame nel mondo e la stessa Fao è stata costretta ad ammettere che l’obbiettivo del vertice del 1996 di dimezzare il numero di persone che soffrono la fame entro il 2015 non verrà raggiunto se il loro numero continua ad essere ridotto al tasso attuale di soli otto milioni all’anno”, spiega Gelber.
Il Cafod sponsorizza, grazie alle offerte dei fedeli della Chiesa cattolica di Inghilterra e del Galles, oltre mille progetti nei paesi più poveri di tutto il mondo. Ma denuncia che non vi sono sufficienti risorse per aiutare lo sviluppo dell’agricoltura nei paesi più poveri e che anche i governi dell’Unione Europea sono responsabili di questa situazione. In Gran Bretagna la situazione è aggravata dal fatto che la “Commonwealth Development Corporation”, un’organizzazione fondata cinquant’anni fa per aiutare lo sviluppo dei paesi poveri e parzialmente privatizzata nel 1997, ha cominciato a diminuire le proprie sovvenzioni al settore agricolo a vantaggio del settore commerciale e minerario. Inoltre la stessa organizzazione sta ormai chiudendo molti uffici in tutta l’Africa. Secondo il Cafod i proventi dell’agricoltura sarebbero invece risorse chiave per raggiungere l’obbiettivo di dimezzare le persone ridotte alla fame entro il 2015. Il Cafod chiede anche alla comunità internazionale di impegnarsi per un mercato mondiale più giusto e solidale.