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” “Si apre il 10 giugno ” “a Roma il vertice ” “mondiale ” “sull’alimentazione, ” “promosso dalla Fao. ” “In parallelo un Forum delle Ong, al quale ” “parteciperanno molte organizzazioni cattoliche ” “” “
Si sarebbe dovuto svolgere dal 5 al 9 novembre scorso ma la comunità internazionale, sconvolta dai tragici attentati dell’11 settembre, ha deciso di rimandarlo. Perciò si terrà dal 10 al 13 giugno a Roma, presso la sede centrale della Fao (l’istituzione specializzata delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura), il vertice alimentare mondiale, a sei anni di distanza dall’analogo vertice che, sempre a Roma, adottò il “Piano d’azione” con l’obiettivo di dimezzare, entro il 2015, il numero delle persone afflitte dalla fame nel mondo. Un traguardo che sembra allontanarsi sempre di più. Perciò, ha spiegato il direttore generale della Fao, Jacques Diouf, l’obiettivo del prossimo vertice mondiale sull’alimentazione è “dare nuovo impeto agli sforzi nel mondo a favore degli affamati. Dobbiamo accrescere la volontà politica e le risorse finanziarie per combattere la fame”. Parallelamente al “World Food Summit”, con 150 capi di Stato, si svolgerà il Forum delle organizzazioni non governative, al quale parteciperanno oltre 600 organismi. In vista di questo appuntamento abbiamo raccolto la testimonianza di enti caritativi e Ong cattoliche che in Francia e Regno Unito sono impegnati nella lotta alla fame e che parteciperanno all’incontro di Roma.
“Dall’anno scorso è stato creato un coordinamento delle organizzazioni non governative (Ong), che è in continuo contatto con il governo francese”, spiega Catherine Gaudard, specialista di economia solidale e della sicurezza alimentare che si recherà a Roma insieme ad altri due membri del “Comitato cattolico contro la fame e per lo sviluppo” (Ccfd), per il vertice mondiale dell’alimentazione. Sin dalla sua nascita, il Ccfd ha partecipato a tutti i vertici della Fao. Durante il summit del 1996, “le Ong avevano criticato alcuni aspetti che non erano abbastanza coraggiosi e presentavano contraddizioni tra le politiche economiche e le strutture locali”, ricorda Gaudard. Perciò, in vista del prossimo vertice, le Ong hanno redatto “un codice internazionale di condotta” che sarà presentato al Forum delle Ong e ai Paesi partecipanti”. Inoltre il governo francese, sottolinea la rappresentante del Ccfd, “sosterrà il principio della sovranità alimentare che stenta ad essere accettato da tutti i Paesi europei”.
Con 31 movimenti, 99 comitati diocesani, 15.000 volontari organizzati in reti locali, regionali e nazionali, il Ccfd è la prima ong francese per lo sviluppo. In risposta al segnale d’allarme lanciato nel 1960 dalla Fao, la Chiesa di Francia ha deciso, nel 1961, di unire le forze dei 15 movimenti più impegnati contro la fame. Così è nato il Ccfc, poi diventato Ccfd nel 1966. Riconosciuto come “associazione di utilità pubblica”, il Ccfd oggi riunisce 29 movimenti ed enti caritativi vicini alla Chiesa. In 40 anni, il Ccfd ha sostenuto più di 6.000 progetti in 80 paesi. Ormai noto in tutto il mondo, questo Comitato ha lo status consultivo presso il Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite. Il Ccfd appartiene anche al “Consiglio della solidarietà”, attualmente presieduto da mons. André Lacrampe, vescovo di Ajaccio. Creato nel 1989 dalla Conferenza episcopale francese, il Consiglio della solidarietà è presente in quasi tutte le diocesi. Riunisce tre volte l’anno i 13 organismi che lo compongono tra i quali la Caritas-Francia, le Opere ospedaliere di Malta, la società di San Vincenzo de’ Paoli, la Fidesco, fondata nel 1981 dalla Comunità dell’Emmanuel.
Da quando il servizio militare nazionale è stato soppresso, nel 2001, le ong impegnate nei Paesi in via di sviluppo si trovano in difficoltà. La “Delegazione cattolica per la cooperazione” (Dcc), creata nel 1967, un anno dopo l’istituzione del “Servizio nazionale per la cooperazione”, si trova di fronte a serie difficoltà di reclutamento. Tuttavia, quest’anno 150 futuri volontari si preparano a partire, tra i quali 57 giovani che dovevano effettuare il Servizio nazionale e che invece partiranno come volontari civili.