Quotidiani e periodici


La stampa tedesca dedica ampio spazio alla crisi irachena e all’allargamento dell’Ue. Riguardo ad un eventuale conflitto iracheno, sulla Süddeutsche Zeitung del 9/12 Heiko Flottau afferma: “ Saddam Hussein ha capito che, a differenza del 1991, gli Usa non vogliono fare una guerra per mantenere l’ordine esistente. Nel 2003, vogliono sconvolgere l’ordine in Medio Oriente. Il primo passo è il cambiamento di regime in Iraq“. La Frankfurter Allgemeine Zeitung ( Faz) commenta: “ Nella guerra di propaganda, Saddam ora cerca di conquistare consenso” per “rafforzare anche il crescente atteggiamento antiamericano diffuso in tutto il mondo islamico. Ma i suoi effetti si avranno anche tra gli oppositori alla guerra del mondo occidentale“. Sulla Frankfurter Rundschau del 9/12, Martin Winter osserva: “ Il modo in cui Washington fa pressione sull’Ue affinchè accolga quanto prima la Turchia, mostra un pericoloso cambiamento di qualità dei rapporti. Nel desiderio americano si rivela una profonda ignoranza di ciò che è l’Ue“. “ Alla vigilia dell’allargamento, la vecchia Ue si presenta non come dinamico gigante economico ma come paziente lamentoso, debole ed incapace di riforme“, scrive Alexander Hagelüken sulla Süddeutsche Zeitung. Anche il settimanale Der Spiegel del 9/12 si occupa dell’argomento: nel caso di un ingresso della Turchia, “ l’Unione, affronterebbe un cambiamento che tocca le questioni fondamentali dell’identità europea: cosa tiene unito il continente: la religione cristiana o i valori democratici comuni? I confini europei derivano dalla storia e dalla geografia o dalle necessità politiche future? E infine: quanto può agire un’Ue che abbia come Stati vicini l’Iraq, la Siria o l’Iran?
Il quotidiano spagnolo La Vanguardia ( 8/12) dedica ampio spazio al convegno di Cristiani per l’Europa che si è svolto a Barcellona dal 6 all’8 dicembre. Il presidente della Conferenza episcopale tarraconense (diocesi catalane), Lluís Martínez Sistach, propone di inserire nella Convenzione europea “un riferimento alle opzioni credenti e non credenti in modo che si possa includere il termine Dio con una formulazione accettabile dalla generalità di cittadini dell’Unione Europea“. In questo senso, anche Noel Treanor, segretario generale del Ccee (Consiglio delle Conferenze episcopali europee), suggerisce “una soluzione come quella adottata dalla Polonia nella sua Costituzione del 1997”.
“I nuovi volti dell’Islam”
: si intitola così un “dossier” dedicato dal settimanale americano Time (16/12) alla presenza islamica in Europa. “I musulmani europei – si legge nella presentazione dell’inchiesta, costruita attraverso interviste e testimonianze – si stanno confrontando, stanno rivedendola loro fede e i loro sentimenti sull’assimilazione nelle società liberali, secolarizzate”. “Una religione in transizione”: questa la definizione che Time dà dell’Islam, allle prese con diverse tipologie umane al proprio interno: gli “attivisti”, i “pensatori”, i “critici” e i “convertiti”, caratterizzati da un più o meno intenso sentimento di appartenenza (o di rifiuto) all’Europa. “La Turchia appartiene all’Europa” è, invece, il titolo di apertura dell’ Economist (7/12), che si interroga sulla “secolarizzazione” del paese della Mezzaluna. E alla Turchia è dedicato anche il titolo di apertura di La Croix (10/12), secondo cui “i turchi attendono dal vertice europeo di Copenaghen una risposta chiara alla domanda di negoziazione per la loro adesione”. “La Turchia non aderirà all’Unione Europea prima del 2013”, è l’opinione del commissario europeo Guenther Verheugen, intervistato da Marie-Francoise Masson. Verheugen spiega in questi termini i motivi di fondo della sua tesi: “Sulla carta, la Turchia si sforza, in effetti, con determinazione ad adempiere” alle condizioni poste dall’Unione Europea, ma “il vero problema è il passaggio dai testi alle azioni”. Prosegue, intanto, su La Croix (10/12), l’inchiesta sulle religioni: vengono prese in esame le grandi tradizioni religiose mondiali: ebraismo, cristianesimo, Islam, buddismo ed induismo. Ognuna di esse è identificata in una parola-chiave: “fedeltà e rispetto dei comandamenti” (ebraismo), “amore” (cristianesimo), “obbedienza” (Islam), “semplicità e spogliamento” (buddismo), “unità ed interiorità” (induismo).