Bosnia: ” “futuro incerto dopo le elezioni” “

“E un fatto positivo che le elezioni, come rilevato anche dagli osservatori internazionali, si siano svolte pacificamente, senza episodi di tensione”, così commenta l’esito della recente consultazione elettorale in Bosnia-Erzegovina, mons. Pero Sudar, vescovo ausiliare di Sarajevo, in una dichiarazione rilasciata a SirEuropa. “Certo – prosegue il vescovo – è un po’ scoraggiante la bassa percentuale dei votanti e mostra una certa delusione della gente nei confronti della politica di governo che purtroppo non ha, in questi anni successivi alla guerra, migliorato le condizioni di vita. Sono ancora molte le persone senza lavoro e l’economia non riesce a svilupparsi. Secondo i dati, non ancora definitivi, le elezioni sono state vinte dai partiti nazionalisti, con la sconfitta dei partiti moderati eletti due anni fa”. “In questo contesto – rileva Sudar – è veramente difficile prevedere cosa avverrà in futuro. Tutti i governi della Bosnia Erzegovina, ma anche della ex Jugoslavia, non sono mai riusciti a risolvere la questione della convivenza tra diverse nazioni e del rispetto reciproco tra diverse culture, etnie e anche religioni. Queste elezioni hanno dimostrato che il governo uscito dalle elezioni di due anni fa non ha mai affrontato il problema che chiude la Bosnia in un angolo. E’ da sperare che i partiti che hanno vinto le elezioni capiscano che è possibile convivere e affrontino seriamente la questione”. Per questo, conclude il vescovo ausiliare di Sarajevo, “sarà indispensabile l’aiuto della comunità internazionale che dovrà accettare il fatto che nel Paese governa chi ha la fiducia della gente, senza imposizioni dall’esterno ma, allo stesso tempo, potrà offrire criteri capaci di motivare i cittadini ad impegnarsi per costruire una convivenza pacifica”.