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” “Libri, ponti fra le culture

” “” “Si è aperta, in un clima di incertezza per il mercato editoriale, la fiera del libro di Francoforte, dedicata al tema "ponti per un mondo diviso"” “


Alla Fiera dell’incertezza: quella che si è aperta mercoledì 9 e si concluderà lunedì 14 ottobre è un’edizione della kermesse di Francoforte che trova l’editoria di quasi tutti i Paesi partecipanti in un guado. Per molti l’edizione 2002 prelude ad una stagnazione del sistema, per i più catastrofici, invece, ad uno sprofondamento in una vera e propria crisi. Chi più di tutti scommette sulla riuscita della Fiera è il nuovo direttore Volker Neumann , entrato in carica ai primi di settembre di quest’anno, uno dei pochi a ritenere che l’evento possa essere occasione di rilancio per tutto il comparto editoriale. A Volker Neumann abbiamo rivolto alcune domande.

“Ponti per un mondo diviso” è il motto della Fiera di quest’anno. Ritiene che il dibattito culturale possa contribuire ad avvicinare le religioni?
“La Fiera di Francoforte ha il dovere di guardare oltre la vendita di spazi espositivi. I libri riflettono ciò che sta accadendo nel mondo. Il ‘business dei libri’ è un ‘business di idee’, e le sfide e le opportunità che vengono fuori grazie alla globalizzazione sono certamente un argomento che vale la pena discutere. Il fondamentalismo religioso, il terrorismo internazionale, la violenza e le differenze tra ricchi e poveri sono argomenti che vanno affrontati. Ecco perché abbiamo dedicato a questi argomenti una mostra di libri e un forum di discussioni e conferenze. La nostra speranza è che queste iniziative possano contribuire al sorgere di un pensiero costruttivo”.
Quali sono gli “strumenti” culturali per costruire “ponti” tra gli uomini e le culture?
“Gli strumenti principali sono tre: leggere, ascoltare, parlare. La letteratura è certamente il veicolo più importante per trasportare l’identità culturale di popoli e nazioni. Fare attenzione a ciò che le persone di altre culture dicono di sé e della propria vita è il modo migliore per imparare a conoscere la situazione degli altri Paesi. Parlare gli uni con gli altri, scambiarsi punti di vista: sono questi gli strumenti che portano equilibrio nella concezione che le persone hanno di sé e del mondo”.
Perché è stato scelto come Paese ospite la Lituania?
“Non scegliamo il Paese ospite in accordo con gli sviluppi della politica internazionale, ma in questo caso va detto che la Lituania, Paese tra i candidati a far parte dell’UE, ci permette di conoscere un nuovo partner. Nel programma della Fiera il Paese ospite porta una ventata di aria nuova, quella delle culture e delle letterature diverse dalla nostra. Questo modo di agire ha funzionato molto bene per il passato: ogni anno ci sono centinaia di eventi collegati al Paese ospite in tutta la Germania”.
Patrizia Collesi
La Fiera in cifre
Il totale degli espositori è di 6.322, cifra che fa registrare il -4,7% rispetto al 2001. Di questi 852 sono britannici, 725 americani, 322 italiani, 200 olandesi e 176 spagnoli. Gli editori tedeschi con 2084 presenze fanno segnare un calo di 390 unità rispetto all’anno scorso. In calo per la prima volta dal 1993 anche la partecipazione dei media elettronici, come l’e-book. Non si discosta da queste medie il settore dell’editoria religiosa: 288 le presenze complessive, di cui 75 della Germania, 37 degli Stati Uniti, 31 della Gran Bretagna, 27 dell’Italia. Buona la partecipazione dei Paesi Baltici, presenti con 26 autori, 16 novità in lingua tedesca. Grande è l’attesa per gli incontri relativi al tema principale: “Ponti per un mondo diviso”. Tra gli interventi di prestigio in cartellone: quello dello scrittore israeliano Amos Oz, di Mary Robinson e Desmond Tutu. È da segnalare anche la mostra “Globalizzazione tra uguaglianza e diversità”. Il 12 ottobre, giornata centrale della Fiera, verrà consegnato, come di consueto, il Premio della Pace, attribuito quest’anno allo scrittore nigeriano Chinua Achebe, noto in tutto il mondo per la trilogia epica “Prima della pioggia”.