Il segretario generale del Cec (Consiglio ecumenico delle Chiese), pastore Konrad Raiser, ha inviato nei giorni scorsi una lettera al segretario generale Onu, Kofi Annan, in cui esprime “profonda preoccupazione per l’inasprirsi dei combattimenti in Liberia tra l’esercito governativo e i gruppi ribelli” e invita le Nazioni Unite “a sostenere iniziative di pace nella regione”. “Data la gravità della situazione ormai prossima all’anarchia – scrive Raiser – è difficile prevedere un cessate-il-fuoco duraturo senza il sostegno di una credibile forza di pace”. Sulla stessa linea anche la Ceta (Conferenza delle Chiese di tutta l’Africa, che riunisce 170 Chiese di 39 Paesi del continente). Intanto, sono diverse migliaia i profughi in cerca di luoghi più sicuri. “Il Cec chiede alle Nazioni Unite di sostenere l’iniziativa di pace della Comunità economica degli Stati dell’Africa orientale (Cedeao) e del gruppo internazionale di contatto per la Liberia (Icgl), e di incoraggiare le parti in conflitto a trovare un accordo sulla presenza di forze di pace al fine di evitare un’altra grave tragedia umana” scrive Raiser. La Ceta auspica, a sua volta, l’avvio di “un processo di pace chiaramente definito” per un accordo “che includa la formazione di un governo di transizione”.