“La bozza del preambolo del Trattato di Costituzione europea? Un atto di vandalismo culturale”. Non usa mezzi termini l’arcivescovo di Glasgow, mons. Mario Conti, per criticare l’assenza dalla bozza del preambolo della Costituzione europea di ogni riferimento al cristianesimo.
“Questa omissione ha dichiarato mons. Conti provoca un vuoto storico filosofico tra la fine dell’influenza greco-romana e l’Illuminismo. Ciò che viene a mancare è il riconoscimento della cultura e delle radici cristiane dell’Europa. Così restando, la bozza rappresenta uno straordinario tentativo di scacciare il nome di Cristo e della Chiesa cristiana dalla coscienza della nuova Europa. E come tale è profondamente disonesto riscrivere la storia”. Questa omissione, secondo mons. Conti, “nega anche i contributi ebrei e musulmani all’eredità europea”. Punto finale ma non meno importante è poi quello per cui “una grande civiltà può essere giudicata dal rispetto che mostra verso il povero e il malato. E la civiltà europea a riguardo ha fatto molto. Fino all’avvento del welfare-state, questo servizio era fornito in larga parte dalla Chiesa. Numerose congregazioni religiose hanno dato eloquente testimonianza di questo servizio andando anche fuori dei confini del Vecchio Continente”. “Spero ha concluso che queste parole possano servire a stimolare la riflessione sulla forma delle nuove strutture dell’Europa a 25 e sulla necessità che queste corrispondano alla realtà storica di questo Continente”.