Germania: ricordo delle vittime della repressione di Berlino ” “

“Un simbolo del coraggio civile e dell’impegno per i diritti dell’uomo, l’autodeterminazione, la libertà di fede e di coscienza”, con queste parole in una dichiarazione congiunta firmata dal card. Karl Lehmann e da Manfred Kock e diffusa il 16 giugno, i presidenti della Conferenza episcopale tedesca e del Consiglio delle Chiese evangeliche ricordano le vittime della repressione del 17 giugno 1953 a Berlino Est. Una manifestazione popolare che chiedeva il miglioramento delle condizioni di vita degli operai nella ex-DDR venne repressa nel sangue dai carri armati sovietici. “Più di 100 persone vennero uccise in quell’occasione”, si legge “oltre un migliaio incarcerate come ‘prigionieri politici’, decine di migliaia fuggite dal Paese”. Tra di loro “cattolici e protestanti della DDR, membri impegnati delle comunità studentesche, si opposero al Partito comunista che, contrariamente alla Costituzione, reprimeva il cristianesimo per imporre una concezione materialista del mondo.” Per quanto non “nelle prime file dei manifestanti” le chiese in quell’occasione presero parte “alla lotta per la libertà, ai preparativi per il 17 giugno, solidarizzando in maniera totale con le vittime e richiedendo la liberazione di chi venne fatto prigioniero”. “Questo episodio di coraggio, paura e speranza”, continuano Lehmann e Kock, “non può essere dimenticato” nemmeno oggi, in un periodo in “il peso di un passato diviso è più grande di quanto molti avessero ritenuto possibile” e in cui “le conseguenze e i problemi umani, economici, sociali della divisione tedesca non potranno essere per lungo tempo superati nonostante gli enormi sforzi”. “Il ricordo del 17 giugno perciò” concludono i due presidenti “costituisce un’esortazione per tutti quanti noi a portare avanti, con ogni sforzo, l’unità interna della Germania”.