radici cristiane" "
"Fraternità itineranti" e diocesi per gli 8.000 i Frati Minori in Europa” “” “
“Riprendere ad andare verso gli altri e lottare contro ogni violenza ed ogni fondamentalismo”: il nuovo Ministro generale dei Frati Minori, padre José Rodriguez Carballo (50 anni, spagnolo), sintetizza così la riflessione sulla missione svolta dal Capitolo generale che si chiude in questi giorni ad Assisi. Nella prospettiva emersa dal confronto un ruolo particolare lo ha l’Europa, considerando che nei Paesi dell’Est, ci sono oggi 3mila Frati Minori, sugli 8 mila del Continente e sui 16mila di tutto l’Ordine. Sempre in Europa sono 18 i vescovi dello stesso Ordine: sei nelle Chiese dell’Est (Ucraina, Kazakhstan e Albania) e dodici in quelle dell’Ovest.
Se le storie di persecuzione vissute nei diversi paesi dell’Est sono “simili”, le sfide alle quali oggi bisogna rispondere si riassumono in “una situazione sociale in cui non abbiamo difesa contro il materialismo, desolazione esistenziale, vuoto religioso”. “Occorre ricostruire i valori cristiani” spiega padre Jakab Varnai, ungherese, membro del nuovo governo dell’Ordine “e questo nel mio Paese accade con l’apertura di nuove scuole, nel tentativo di dare ai giovani una formazione cristiana. Padre Antonio Franjic, Vicario generale, sottolinea che la situazione europea è decisamente complessa e anche se la “Vecchia Europa dona ancora missionari per tutti i Continenti, le prospettive sono di notevole riduzione per i problemi posti dall’invecchiamento e dalla riduzione numerica”.
Incontrarsi a Bruxelles Dal canto suo, padre Giacomo Bini, che ha appena ha lasciato l’incarico di Ministro generale, rileva che una delle strade oggi da percorrere, per l’Europa, sono le Fraternità internazionali, come quella aperta in questi anni a Bruxelles, dove frati provenienti da diversi paesi possono prepararsi alla dimensione multinazionale ed interculturale della missione. Ma soprattutto aggiunge “dobbiamo riscoprire la dimensione itinerante del nostro carisma”. La collaborazione e l’inserimento nella Chiesa locale ed universale sono fatti acquisiti, come dimostra la recente nomina di un Provinciale francescano, padre Franz Lackner, a vescovo ausiliare di Graz (Austria), ad esempio, o nei paesi in cui esistono molte parrocchie che vengono affidate ai Frati Minori”.
Solidali con il popolo. Per padre Franjic, nei paesi dell’Est si sta assistendo, pur tra molte difficoltà, ad una rinascita. Il “Progetto Stati Indipendenti”, nelle nazioni nate dalla dissoluzione dell’Unione Sovietica, ha portato a presenze in Siberia, in Kazakhstan, in Estonia, a San Pietroburgo in Russia. In Ucraina ci sono diverse missioni e da dieci anni una fraternità di rito greco-cattolico nella diocesi di Ternopil. La Lituania si sta di nuovo affacciando al francescanesimo, mentre assai promettente è la situazione attuale nei Balcani. In Albania ci sono oggi 50 frati: “erano 90 all’avvento del comunismo, ridotti a 11 alla fine del regime”; Nei paesi della ex-Jugoslavia, “nella terribile guerra spiega padre Franjic le sei Province, per un totale di 1406 frati, hanno avute distrutte molte case e chiese. Ma i frati sono stati solidali con il popolo, non abbandonandolo nell’esilio, nella fame, nelle privazioni. Due frati sono stati uccisi e parecchi hanno subito deportazione, violenza, ferite”. Ma adesso si guarda con maggiore speranza al futuro perché “lentamente si sta ricostruendo il tessuto della vita, con un impegno di riconciliazione, non sempre facile”.
Cinque direzioni. In sintesi, però, per l’Europa, “la situazione è molto complessa e porta dentro di sé segni di vita e di crisi profonde”, anche perché in Europa occidentale si verifica “un aumentato distacco dalla fede professata”. Per questo, aggiunge padre Varnai, “è importante puntare in cinque direzioni: “collegamenti tra le diocesi, le parrocchie, le comunità” e soprattutto “giovani e testimonianze di solidarietà”.